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28/06/2017 - Vercelli - Politica

ADRIANO BRUSCO SALTA IN MAGGIORANZA, MA LO TSUNAMI DI GUANO TRAVOLGE MAURA FORTE - Il Sindaco prima vittima dell'operazione che si stava cucinando da mesi - Fuoco di fila delle Opposizioni - Il Pd manderà giù, ma nessuno scommette una cicca sul 2019

ADRIANO BRUSCO SALTA IN MAGGIORANZA, MA LO TSUNAMI DI GUANO TRAVOLGE MAURA FORTE - Il Sindaco prima vittima dell'operazione che si stava cucinando da mesi - Fuoco di fila delle Opposizioni - Il Pd manderà giù, ma nessuno scommette una cicca sul 2019


( g. g. ) - Più che prevedibile, lo tsunami di guano che sta salutando l’arrivo di Adriano Brusco al gruppo di maggioranza Cambia Vercelli è caratterizzato da fantasia, ironia, sens of humor, acume politico.

E di senso dell’umorismo ce ne vuole se è vero che a gennaio scorso, quando ipotizzammo da parte della maggioranza le offerte di collaborazione a Brusco, l’ex candidato Sindaco sul suo profilo Fb scrivesse: «non c’è niente di tutto ciò, nulla di più falso; la percentuale di possibilità che una cosa del genere possa accadere è dello 0,000%». Sul suo profilo Facebook, inoltre, ha scritto: «smentisco categoricamente la notizia apparsa su VercelliOggi.it: è tutto falso; chiedo alla redazione di fare la rettifica».

In effetti la vicenda ebbe eco anche su altre Testate ed ecco come ne parlò la Gazzetta di Umberto Lorini:


http://www.lagazzetta.info/gabotto-brusco-lascia-i-5-stelle-e-passa-in-maggioranza-linteressato-tutte-balle-intervenga-lordine-dei-giornalisti


Che se ne farà Maura Forte di simili (ulteriori) compagni di strada?

Insomma, non c’è solo sdegno, nemmeno solo degnazione, ma soprattutto ci si fanno anche quattro sane risate purtroppo all’indirizzo in primis del Sindaco Maura Forte che non si vede per quale sana ragione abbia potuto avallare e – di più – coltivarsi come una germoglio di serra, una cosa simile.

Perché l’aspetto più deprimente della faccenda non è tanto che sia stata concepita dagli strateghi Mario Cometti ed Emanuele Caradonna che, se fosse solo per questo, non ci sarebbe poi da meravigliarsi più di tanto.

La cosa sorprendente è che una persona solitamente lungimirante come il Sindaco abbia potuto anche solo per un minuto accreditarla di qualche dignità e – di più – coccolarsela come se Brusco fosse il suo pulcino meritevole di tanto, ma tanto affetto.

Ed in effetti il Sindaco in queste ore è eroicamente impegnata, proprio come una chioccia farebbe con la sua prole in pericolo, a difendere la bontà dell’operazione.

Incurante, ad esempio, sempre il Sindaco, del fatto che prima o poi a Brusco bisognerà dare un posto in qualche lista di candidati nel 2019.

E quando mancano 700 giorni alla fatidica scadenza, c’è da domandarsi chi potrebbe entrare – oltre, verosimilmente, ipotizziamo, allo stesso ex pentastellato, a Mario Cometti ed allo stesso Caradonna – in quella lista.

E poi: forse il Sindaco non ha pienamente valutato come ad ogni azione possa corrispondere una reazione eguale e contraria e che di fronte ad una roba del genere le simpatie di molte persone, che pure non mancavano, potrebbero essere messe in discussione.

E’ vero che da ultimo Maura Forte pare mietere consensi entusiasti nella Loggia Pitagora, ma - per importante che sia il contributo dei confratelli - non sembra logico sperarci più di tanto.

E’ ovvio che a sparare ad alzo zero siano soprattutto i partiti di opposizione, ma ieri la giornata è stata percorsa dai gemiti inesprimibili (in pubblico, ma nelle sedi opportune sono volati gli stracci) provenienti dalla maggioranza.

Nel Pd vi è stato chi ha parlato di corsa finita.

Mutuando forse le solenni e sapienziali espressioni – a memoria nostra – dall’Apostolo delle genti quando consegnava la propria esperienza: le vele sono sciolte, sono giunto al fine della corsa, ho combattuto la buona battaglia.

Ecco, qui di buone battaglie se ne vedono tutto sommato poche, ma di battaglie ieri – e proseguono oggi – al Pd che ne sono state ed assai combattute.

Di certo gli esponenti con cui abbiamo parlato noi avevano un diavolo per capello.

C’è da dire che le arrabbiature del Pd poi rientrano, se non non starebbero nel Pd.

Anche se il sentimento comune di ieri era che ormai per il 2019 la battaglia è persa in partenza.

Ci vorrebbe un miracolo e di epigone di Bernadette Soubirous in giro se ne vedono poche. Per non dire nessuna.

Comunque, ecco qui una rassegna delle prese di posizione.

***

Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=DOPO_IL_SALTO_DELLA_QUAGLIA_DI_ADRIANO_&id=74104&id_localita=2


Apre le danze quel tal Bruno Ranucci che fino a poco tempo fa era un vero e proprio aedo del Brusco ed ora – alla sua veneranda età – si rende conto di essere stato minchionato.


Ed ecco come reagisce l’ex segretario della Cisl con un commento ufficiale su Facebook:

Il consigliere Adriano Brusco lascia il M5S


PAVIDI O VOLTAGABBANA?


Uno dei problemi ancora non risolti oggi adeguatamente dalla politica e' quello della selezione della sua classe dirigente. Anche se potrebbero bastare solo due caratteri per identificare chi e' " tagliato" per la politica e chi no: il coraggio e la coerenza.

Caratteri, evidentemente, non in possesso del consigliere Adriano Brusco, capogruppo al comune del M5S, che ha annunciato recentemente di passare dall'opposizione ai banchi della maggioranza.
Mancanza di coerenza anche se si considera che, in occasione della sua posizione contraria alla svendita di Atena ad Iren, aveva tuonato ripetutamente dai banchi dell'opposizione (o, meglio, dal banco dell'opposizione, essendo l'unico a prendere posizione ) anche contro la formazione politica Cambia Vercelli (in cui e' andato ora a confluire!) accusata di non aveva avuto nemmeno il coraggio, come maggioranza, di votare a favore dell'operazione...


Incoerenza, poi, se si considera che lo stesso Brusco aveva condotto un'accanita campagna, insieme ad altri amici iscritti e attivisti del M5S di Vercelli, contro la sindaca Forte, chiedendo le sue dimissioni, anche con una raccolta di firme, in occasione del rinvio a giudizio del primo cittadino.
Adesso, invece, col suo voltafaccia, la sindaca puo' contare su un necessario e prezioso rinforzo della sua gia' traballante maggioranza.

Il coraggio, invece, il Brusco non l'ha avuto quando, in disaccordo con I vertici regionali e nazionali del Movimento accusati, giustamente e ripetutamente, di non prestare attenzione alle vicende locali e di non aver voluto risolvere diatribe interne al m5s di Vercelli, e' rimasto nel Movimento, vivacchiando e limitandosi a non prendere parte alle riunioni del consiglio comunale, anche quando c'erano da discutere delibere importanti che avrebbero potuto mettere in crisi l'Amministrazione, mettendo anche tutto il Movimento in una posizione imbarazzante.

Ecco perche' gli iscritti e attivisti del M5S di Vercelli, gia' dal mese di aprile, avevano rotto I rapporti con Brusco dopo avergli prima consigliato ( invano) poi intimato (senza rusultato) di dimettersi e permettere, cosi', di far subentrare il primo dei non eletti della lista pentastellata.

Qui non si tratta nemmeno di definire Brusco un traditore, un termine molto impegnativo, considerato, che da tempo, nel linguaggio corrente esiste un termine ben preciso per definire chi cambia schieramento, cioe' voltagabbana.

E Brusco, attingendo alla miglior tradizione italica dei voltagabbana, ha seguito gli esempi dei Razzi e Scilipoti (anche se in sedicesimo) anche se non sappiamo, a differenze delle prebende lucrate dai citati parlamentari, quali vantaggi pratici personali otterra' da questo cambio di campo.
Sicuramente la sua credibilita' politica ne esce senz'altro fortemente compromessa.
Se, comunque, di tradimento si vuole parlare, quello piu' grande e' certamente fatto ai suoi elettori di cui ha tradito voto e fiducia.

Gli attivisti e gli iscritti del M5S di Vercelli, confluiti nel Meet up di Vercelli - Amici di Beppe Grillo, nato spontaneamente tra persone con la voglia di riprendere un ruolo attivo nella propria comunita' nella prospettiva di una nuova politica che nasce dalla base, sicuramente andranno avanti piu' speditamente senza uomini come Adriano Brusco, che rappresentano solo I caratteri deteriori di una politica che, come dicevamo, non sa scegliere I suoi rappresentanti.

Ne' hanno bisogno di chi nel Movimento per smania di protagonismo, aiutato dai ricordati responsabili regionali e nazionali, estranei ai problemi di Vercelli, ha alimentato divisioni, diatribe e tensioni che hanno favorito la decisione di Brusco.

Nel frattempo gli attivisti e iscritti del m5s di Vercelli chiederanno al responsabile nazionale degli Enti Locali che Brusco venga espulso dal Movimento per indegnita' politica.

MEET UP VERCELLI -AMICI DI BEPPE GRILLO

***

Non si fa attendere anche la presa di posizione della Lega Nord che, per bocca del Segretario Provinciale Paolo Tiramani, ricorda soprattutto le battaglie di Adriano Brusco per le dimissioni del Sindaco Maura Forte.

Ma ecco il testo di Tiramani:

Tiramani (Lega): A Vercelli il cambio di casacca del candidato sindaco M5S che passa a sostenere il PD dimostra i limiti politici dei pentastellati.

Quello che ha fatto Brusco, passando dai cinquestelle al gruppo che sostiene la maggioranza di Maura Forte, è una chiara evidenza di quanto sia vacuo e rapidamente biodegradabile sia il voto espresso dai cittadini per questo movimento politico, che la coerenza di chi viene scelto dallo stesso per candidarsi a Sindaco.

D’ altra parte i grillini da sempre, ma specialmente negli ultimi tempi, stanno dimostrando di non avere le idee molto chiare, basti pensare alla posizione presa dai propri rappresentanti sul tema dell’ immigrazione: inizialmente in appoggio al governo renziano e quindi favorevole allo spalancare i confini nazionali a chiunque mentre ora per l’assoluta contrarietà agli sbarchi di nuovi migranti.

Appare inoltre incredibile, ma non tanto visti i recenti risultati elettorali, che il PD si faccia di fatto dettare l'agenda dalla formazione civica Cambia Vercelli, che più che cambiare la città sembra dedita al calciomercato consiliare visto il continuo entra-esci e cambi di casacca,  e che la  stessa Maura Forte ritenga strategico avvalersi di un Consigliere che poco più di un anno fa era per strada a raccogliere firme per chiedere le dimissioni del Sindaco.

Per non parlare della coerenza di Sinistra e Voce libera, che accetta proprio tutto evidentemente, anche di trovarsi a fare strategia con l'ex candidato sindaco pentastellato.

Più che un rafforzamento, un  indebolimento della compattezza politica della Sinistra che non riesce a governare la città e che combina l’ennesimo pasticcio dimostrando la propria inadeguatezza.

In pieno stile da fine impero.

Paolo Tiramani – Segretario Prov.le Lega Nord

***

Il denominatore comune tra gli interventi dell’Opposizione è che – curiosamente – non vi sia la minima preoccupazione per la “perdita” di Brusco.

In effetti, da tempo e soprattutto dal voto del 3 aprile, non c’era più nessuno che su di lui facesse conto. Anzi, non gli parlavano più nemmeno.

Sono piuttosto (sinceramente, pare persino) per la dignità politica di quelli che stanno dall’altra parte.

***

Entra in campo anche Antonio Prencipe, Coordinatore cittadino di Forza Italia e dice: noi siamo in 15, basta che due della maggioranza abbiano un po’ di dignità, ci dimettiamo in 17 e la farsa finisce:

“Ancora un altro colpo di scena di questa amministrazione che rappresenta sempre meno i reali interessi dei cittadini e sempre di più solamente gli interessi di bottega.


Adriano Brusco, già candidato sindaco per il movimento 5 stelle, va a puntellare ulteriormente l'amministrazione Forte, cambiando così ulteriormente la geografia politica del Consiglio Comunale di Vercelli. I cittadini vercellesi sono ormai sempre più smarriti: in campagna elettorale sono state dette un sacco di parole e fatto molte promesse, nel corso del mandato (sono già passati ben 3 anni) è stato tutto puntualmente disatteso.

Senza ulteriormente infierire su chi si candida in una posizione e poi si ritrova a coprirne un'altra, privo di ogni remora nei confronti dei propri elettori (e in questo consiglio comunale sono ormai uno su tre), ci sembra il caso di evidenziare il quadro che rappresenta in questo momento l'amministrazione Forte: un vetro rotto pieno di spifferi a cui si cerca di tamponare aggiungendo continuamente mastice.

Purtroppo bisogna evidenziare come, dopo ben 3 anni passati, questa amministrazione si dimostra sempre più sconclusionata e priva di un progetto guida che possa rappresentare Vercelli nei prossimi anni.

Si recita a soggetto ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Città sporca, trasandata, parchi e giardini abbandonati a se stessi, rifiuti abbandonati ogni angolo, transenne dappertutto, piste ciclabili inutilizzabili, uffici comunali senza una reale guida, piscine chiuse che non aprono, e molto altro ancora…

E' questa una realtà a cui fanno eco i malumori non solo dei cittadini ma anche dei consiglieri (di maggioranza) stessi che continuano, nonostante tutto, a puntellare questa amministrazione.

Non sappiamo esattamente cosa abbiano da guadagnarci quei consiglieri di maggioranza che, nonostante il continuo disappunto verso l'operato del Sindaco e nonostante la cittadinanza a gran voce continui a reclamare di staccare la spina, continuino come dei soldatini giapponesi a rimanere incollati a quegli scranni.

Di sicuro questa mancata scelta di spegnere l'interruttore dovranno spiegarla in modo esauriente ai loro elettori.

A tutti coloro che continuano a chiedere perché l'opposizione non manda a casa il Sindaco la risposta è semplicemente nei numeri: i consiglieri di maggioranza (PD + SEL + Cambia Vercelli) sono 17 che sommati al Sindaco fanno 18 voti in Consiglio Comunale.

I consiglieri di minoranza invece (Forza Italia + Lega Nord + Vercelli Amica + Siamo Vercelli + 5 Stelle) sono 15.

In conclusione, solo uno scatto di orgoglio di qualcuno dei consiglieri di maggioranza potrà permettere finalmente di chiudere questa esperienza, Forza Italia è pronta fin da subito a firmare una mozione di sfiducia ma temiamo che dovremo tirare a campare altri due anni. Esortiamo quindi tutti i cittadini a rivolgersi ai consiglieri di maggioranza per chiedere di non accettare più compromessi e fare un passo indietro per il bene della città

Antonio Prencipe

Forza Italia – Vercelli”


 


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