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15/11/2019 - Vercelli - Enti Locali

ATENA ASM, INTERVENIRE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI - I SiAmoVercelli invitano a firmare perche non si spendano 16 milioni di euro dei cittadini per un'impresa, i pallet, che interessa solo ad Iren - Ma c'è molto altro

ATENA ASM, INTERVENIRE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI - I SiAmoVercelli invitano a firmare perche non si spendano 16 milioni di euro dei cittadini per un'impresa, i pallet, che interessa solo ad Iren - Ma c'è molto altro
Dentro il guscio di Atena Asm, il paguro bernardo -

Guardate che fare i servi di Iren è pericoloso.

Non solo è poco decoroso, da un punto di vista del costume politico.

Ma soprattutto è rischioso dal punto di vista economico: perché questi ci “ciucciano da dentro”, ci fanno fare cose che riducono di molto il valore delle azioni che ancora detiene in Atena Asm il Comune di Vercelli.

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IL MESSAGGIO FORTE E CHIARO DI SIAMOVERCELLI

Abbiamo soltanto messo un po’ a fumetti il segnale d’allarme forte e chiaro che SiAmoVercelli dà a tutta la città.

Un segnale che merita leggere, riga per riga, nel comunicato che qui sotto riportiamo integralmente.

Per la prima volta accade che le preoccupazioni tante volte espresse e udite dalla società civile, siano ora fatte proprie e rilanciate con determinazione da una forza politica civica che, al proprio interno, annovera imprenditori privati e pubblici di indubbia capacità, a cominciare da Gian Luca Borasio, che per due anni fu componente del Consiglio di Amministrazione di Atena, prima che la maggioranza delle azioni fosse ceduta ad Iren.

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Possiamo anche dire che questa presa di posizione assolutamente inequivocabile, prenda le mosse dalla questione “pallet”.

Ma non si fermi lì.

Ed hanno ragione anche in questo.

Perché il problema è più ampio: Iren sta riducendo Atena Asm ad una succursale commerciale, svuotandola di qualsiasi autonomia, ma soprattutto di qualsiasi valore intrinseco, proprio, come quando si annulla l’identità d’impresa.

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SOLO UN ESEMPIO, L’ALBO FORNITORI

 

A mo’ di piccolo esempio, basti – aggiungiamo noi solo questo particolare, periferico, ma sintomatico – dire che, qualsiasi Impresa voglia essere fornitore di Atena Asm, deve essere iscritta all’Albo Fornitori non di Atena Asm, ma di Iren.

Proprio così: Atena Asm non ha più un proprio Albo Fornitori.

E il socio Comune di Vercelli ha lasciato che si facesse una cosa del genere.

Quando un’azienda non può più avere il proprio albo fornitori è ancora un’azienda?

O è come una bottega in franchising?

Quando si eccepisce su questa aberrazione rispondono: ma c’è una quota di appalti, di incarichi, riservata ai Fornitori della provincia di Vercelli.

Ti prendono ancora in giro rispondendo ad una cosa per un’altra, come se la nozione di riserva territoriale fosse anche solo lontanamente parente della nozione di Albo Fornitori.

Ti trattano da scemo, come forse sono abituati a fare con chi li serve senza dignità.

Chiusa la parentesi: era solo per fare un esempio.

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PERCHE’ SPENDERE 16 MILIONI DI EURO DEI VERCELLESI PER FARE UN PIACERE AD IREN?

 

Si torna ai SiAmo ed ai pallets.

Perché i SiAmo (demandando alla Conferenza dei Servizi in Provincia ogni valutazione tecnica sugli espetti ambientali: formaldeide sì, formaldeide no, altri inquinanti sì, altri inquinanti no) dicono una cosa chiara: ma perché mai i cittadini di Vercelli dovrebbero tirare fuori 16 milioni di euro perche Iren si faccia a Vercelli il proprio luogo di raccolta del legno di scarto che non sa dove mettere?

Il punto (uno dei più importanti) è proprio questo.

Lo stabilimento per produrre pallets triturando il legno di scarto raccolto in tutta la Pianura Padana costerà circa 40 milioni di euro.

Che Atena Asm tirerà fuori.

Se li ha sul conto corrente, userà quelli.

Se non li ha, dovrà contrarre un mutuo.

Comunque, li tira fuori, o subito o a rate, oppure ancora in entrambi i modi.

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Siccome il Comune di Vercelli è socio al 40 per cento del capitale di Atena Asm, il 40 per cento di quei 40 milioni di euro è del Comune.

E’ dei cittadini di Vercelli.

I cittadini di Vercelli vogliono tirare fuori 16 milioni di euro per fare un favore a Iren?

I cittadini di Vercelli vogliono che il Comune si metta a fare l’industriale?

E per di più di una cosa che a Vercelli non importa niente, perché il legno di scarto arriva da fuori?

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Non è difficile immaginare che, se i cittadini di Vercelli sapessero che si può disporre così, dall’oggi al domani, di 16 milioni di euro, chiederebbero semmai che si usassero quei soldi per ridurre le bollette, almeno a vantaggio delle persone meno fortunate, delle imprese in crisi: quelle che si vedono sospendere il servizio se non possono pagare.

Oppure – o magari “insieme” – i cittadini preferirebbero che con quei soldi si pagassero più persone assunte da Atena Asm per pulire meglio la città.

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Come fanno ad esprimersi i cittadini di Vercelli?

Non possono.

Non possono perché nessuno dà loro modo di pronunciarsi.

Ma non possono neppure pronunciarsi tramite i propri rappresentanti eletti in Consiglio Comunale, perché nessuno vuole portare alla discussione del Consiglio Comunale, né il progetto pallets, né gli altri progetti che eventualmente Iren dovesse imporre in futuro.

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Si dirà: ma il Comune esprime tre propri rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione di Atena Asm, tra questi il Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Volete sapere cosa conta il Presidente in Atena Asm, quali compiti, prerogative e poteri gli sono riconosicuti?

Date un’occhiata alla visura camerale riprodotta qui sotto, al termine dell’articolo: può concorrere a determinare l’Ordine del Giorno delle riunioni.

Tutti i poteri (in quest’ultimo periodo) sono stati devoluti all’Amministratore Delegato che è nominato da Iren.

Che, del resto, è il Socio di maggioranza perché ha il 60 per cento delle Azioni.

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SDOGANATO IL TABU’ DEI TABU’:

MEGLIO VENDERE TUTTO, FINCHE’ SIAMO IN TEMPO

 

E finalmente i SiAmo dicono la cosa che, fino ad oggi, nessuno ha voluto nemmeno incominciare ad ipotizzare: sdoganano loro, anche per gli ambienti del politicamente corretto, per i salotti buoni.

Lo dicono (anche, forse) da imprenditori, preoccupati di vedere scemare il valore delle azioni ancora possedute dal Comune.

Da inventario, quel 40 per cento di azioni in portafoglio al Comune di Vercelli è valorizzato a 54 milioni di euro.

Ma se si provasse oggi a metterlo sul mercato?

Quale sarebbe il più probabile valore di mercato?

Meglio non pensarci.

Anzi, meglio pensarci per tempo.

I SiAmo parlano di questo argomento fino ad ora tabù, potendo contare sull’esperienza, nel loro gruppo di lavoro, di Gian Luca Borasio.

Che è qualcosa di più di una triade di nominati, subito folgorati: se non dalla grazia si stato, da quella del posto.

Folgorati e resi innocui con attribuzioni di poteri e prerogative aziendali, in guisa di un Re Travicello.

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Dicono quello che non si è mai potuto nemmeno sussurrare.

Lo dicono chiaro: per tanto così, meglio, allora, vendere anche quel 40 per cento, finchè siamo in tempo.

Anche se – giustamente – aggiungono: sarebbe un peccato, perché se si fosse capaci di resistere in qualche modo al paguro bernardo che ci siamo portati dentro la conchiglia, se si fosse capaci di mettere in un paddock e magari a tirare davvero il carro, il cavallo di Troia cui Gabriele Bagnasco prima (nel 2003) e poi Maura Forte (nel 2015) hanno aperto le porte, quel valore potrebbe essere mantenuto.

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Va dato merito a SiAmoVercelli di avere per la prima volta introdotto nel dibattito politico, da parte di una forza politica rappresentata in Consiglio Comunale, questo argomento fino ad ora tabù.

Lo hanno fatto in via ipotetica, ma lo hanno fatto con chiarezza, senza giri di parole.

E, soprattutto, con competenza.

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CHI VUOLE TENERE LA SCHIENA DIRITTA NEI CONFRONTI DI IREN,

NON SCIUPARE 16 MILIONI DEI CITTADINI,

SABATO E DOMENICA

PUO’ FIRMARE IN PIAZZA CAVOUR

 

C’è un’occasione importante per intervenire – da cittadiniin quel dibattito che non vogliono si tenga in Consiglio Comunale: andare al banchetto che SiAmoVercelli organizza in Via Cavour – Piazza Cavour, sabato 16 e domenica 17 novembre, dalle ore 10,30 alle ore 12,30 e dalle ore 17 alle 19.

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IL COMUNICATO DI SIAMOVERCELLI

 

Giovedì 31 ottobre ( si slitta al 28 novembre, ndr ), in Consiglio comunale si torna a parlare di ASM e del buco nell’ acqua rappresentato dalla collaborazione con Iren.

Peggio, della totale distruzione in corso del valore di uno dei pochi beni che aveva la città di Vercelli, la sua ex municipalizzata.

In Consiglio passerà, infatti, una proposta di giunta per una modifica al Piano Regolatore. Con un linguaggio burocratico arzigogolato si cercherà di far passare come correzione di un mero errore materiale a un articolo del Piano, l’ampliamento degli usi ammessi nell’Area Industriale Attrezzata di Vercelli (AIAV) al trattamento e smaltimento di rifiuti, che oggi non è contemplato.


Si apriranno così definitivamente le porte all’impianto per la produzione di pallet, di cui si parla da un po’ di tempo: i pallet saranno realizzati triturando rifiuti legnosi e incollando e compattando i trucioli ottenuti.

Per inciso, i rifiuti convergeranno al nuovo impianto da mezza pianura padana e il processo produttivo presenterà elevati potenziali rischi d’inquinamento.

Ma il punto non è solo questo e danno e beffa per i cittadini vercellesi sono molto più gravi.


Infatti, si sta cercando di far passare come investimento per la città la realizzazione di un impianto che non ha nulla a che vedere con il piano industriale promesso per ASM al momento dell’acquisizione della maggioranza dell’azienda.

Un piano del valore di 100 milioni di euro, di cui finora in città abbiamo visto solo le briciole.

Non si è fatto nulla per rendere più efficienti i servizi attuali, più efficienti e magari più economici per i cittadini di Vercelli. Non si sono realizzati nuovi servizi, non si sono sviluppate competenze in ASM, non si è innescato quel volano di investimenti per la città che pure era stato promesso.

Ora, l’unico investimento proposto è quello dell’impianto per la produzione dei pallets, un investimento della cosiddetta economia “circolare”, che non ha nessuna delle caratteristiche utili per la città: non rende efficiente alcun servizio, non giova alla città, anzi la appesantisce nell’inquinamento, non è un nuovo servizio energetico.

E’ semplicemente un investimento industriale, con il rischio industriale insito in questi investimenti.

Il Comune, però, non è un imprenditore e la sua missione dovrebbe essere quella di assicurare e svolgere al meglio i servizi cittadini, al minor costo possibile; nulla a che fare con investimenti industriali e, soprattutto, insensato indebitare la propria partecipata per investimenti che non rientrano nei servizi per la collettività.

E’ evidente che, nonostante il cambio di Amministrazione, il socio di maggioranza Iren opera incontrastato per l’esclusivo suo interesse.

Senza alcuna resistenza da parte del Comune di Vercelli,
ASM diventerà una succursale commerciale di Iren, perdendo tutto il suo valore.

A questo punto che senso ha giocare questa partita?

Che beneficio ha la città?

Se il Comune e i nuovi amministratori di parte vercellese, appena nominati dal sindaco Corsaro, non hanno la capacità propositiva per trattare con Iren investimenti utili alla città e ai cittadini, tanto vale vendere l’intero pacchetto.

Sarebbe un peccato, perché ci sarebbe spazio per farsi valere con Iren, che, da società quotata, non può certo andare sui giornali per una “guerra” con il Comune di Vercelli e i suoi cittadini.

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