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18/10/2018 - Vercelli - Società e Costume

BORGOSESIA - Papà Gianpietro racconta la propria storia e quella di suo figlio Emanuele: come le sofferenze più atroci possano spingerci a essere migliori

BORGOSESIA -  Papà Gianpietro racconta la propria storia e quella di suo figlio Emanuele: come le sofferenze più atroci possano spingerci a essere migliori

Papà Gianpietro racconta la propria storia e quella di suo figlio Emanuele.

Una testimonianza di vita, per cercare di condividere l’idea che non solo possiamo sopravvivere al dolore, ma che le sofferenze e le difficoltà della vita ci possono rendere migliori, perché quello che oggi sembra farci cadere può essere quello che domani ci aiuterà a stare in piedi”. 

Questo è il messaggio riportato dalla locandina che annuncia il ritorno al Teatro Pro Loco di Borgosesia di papà Giampietro Ghidini, martedì 23 ottobre alle ore 20,45, ove sono attesi giovani, genitori, adulti, educatori, cittadini interessati ad ascoltare la sua toccante conversazione che affronta la relazione tra figli e genitori, i rischi delle dipendenze in generale, ma che invita soprattutto a una qualità della vita che guardi ai valori essenziali e fondamentali, evitando gli errori da lui commessi, quale padre “imperfetto”.

L’organizzazione della serata, cui è stato concesso il patrocinio della Città di Borgosesia, è della Fondazione “Federico Resegotti” con l’istituto Alberghiero di Varallo e la collaborazione di tutti gli istituti superiori e comprensivi della Valsesia.

Emanuele a sedici anni, dopo una serata con amici finita con assunzione di sostanze allucinogene, non imbocca la via di casa, ma va verso il ponte sul fiume vicino casa a Gavardo (Brescia) e si getta nelle gelide acque, terminando così la sua giovane vita in quella notte del 24 novembre 2013.

Ma da quel tuffo fatale di Ema non ha trionfato la morte. Da quella notte papà Giampietro ha cominciato a girare l’Italia per parlare a giovani e genitori, per portare loro la sua esperienza, per raccontare come è riuscito a trovare la forza di risorgere, per trasmettere come sia possibile vivere la vita esaltandone gli aspetti migliori e positivi.  Egli vuole affermare come da questo peregrinare stiano nascendo vita e amore, dimostrando che sia possibile trovare un senso anche dal più grande dolore. In quattro anni, nei 1300 incontri realizzati,  Giampietro ha riempito saloni, teatri , palazzetti e spiagge  di giovani e adulti, ove porta il suo messaggio di vita, di speranza, che non si stanca mai di affidare alle affollate platee e in particolare ai giovani.

La chiacchierata di questo papà è coinvolgente, emozionante, tocca il cuore di giovani e adulti, di tutti coloro che vogliono darsi un tempo in più per ascoltare. Nella sua comunicazione trovano posto anche gli errori di un padre “imperfetto”,  come ama definirsi senza veli, teso a rincorrere carriera, successo e benessere. Il dialogo che instaura Giampietro è rafforzato da un linguaggio familiare, appropriato, diretto, accattivante, che esalta quel clima di condivisione e di empatia tra i diversi attori della serata. Per approfondimenti visitare il sito www.pesciolinorosso.org

    

f.s.

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