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10/03/2018 - Vercelli - Società e Costume

BORGOSESIA - Una Panchina Rossa per sensibilizzare contro la violenza sulle Donne.

BORGOSESIA -  Una Panchina Rossa per sensibilizzare contro la violenza sulle Donne.

( f.z. ) - E' stata inaugurata nel pomeriggio di sabato la Panchina Rossa simbolo contro la violenza sulle Donne, in piazza Mazzini a Borgosesia, al fine di sensibilizzare i cittadini sulla violenza di genere. L'iniziativa è promossa dalla Croce Rossa col Comune di Borgosesia in collaborazione con Agape Onlus, l'associazione il Veliero, l'Unione Montana dei Comuni della Valsesia e la Provincia. 

 Si è anche detto che la panchina costituisce un simbolo che induce tutti alla consapevolezza e alla riflessione sul problema e pur rimanendo un semplice simbolo deve essere rispettata, in segno di riguardo a questa così grave problematica; parte della colpa di questo fenomeno può essere dovuto all'educazione dei ragazzi che fa pensare loro che tutto è dovuto e tutto è concesso. 

Erano presenti fra gli altri, Regis Alberto dell'associazione Agape, Petralia Chiara del "Veliero", Dessì Sveva responsabile dei servizi sociali di Borgosesia, la Dirigente Scolastica  Paganotti Raffaella, Antonini Renata responsabile dei servizi socio assistenziali dell'Unione Montana dei Comuni della Valsesia, una delegazione dell'amministrazione comunale col Sindaco Paolo Tiramani. 

 

Ecco alcuni estratti delle letture e dei discorsi effettuati durante la manifestazione: 

 Croce Rossa "Per denunciare le violenze occorre molto coraggio, la paura unita al giudizio della gente e il non immediato intervento delle Istituzioni può essere un freno e l'esistenza di un riferimento concreto al quale rivolgersi può far superare la paura di denunciare apertamente le violenze. Questa panchina rossa può essere un posto dove riflettere, prendere consapevolezza e dunque coraggio per denunciare al numero antiviolenza "15 22" e ricordarsi che alla Croce Rossa ci sono sempre le porte aperte" 


 Sindaco Paolo Tiramani  -" ringrazio per far conoscere questa problematica molto importante, la violenza sulle donne, che deve essere ricordata tutto l'anno, siamo felici di questa importante iniziativa e ci auguriamo che davvero possa prendere vita un centro di ascolto anti violenza qui in Valsesia" 


 L'assessore, Eleonora Guida vuole condividere coi presenti un'esperienza di una donna vittima di violenza:" dopo 30 anni di matrimonio e 10 di sofferenze verbali, psicologiche e fisiche ho deciso per salvare i miei figli e di dire basta, e lui mio marito mi ha messo in un angolo della stanza e ha abusato di me per rimarcare che ero un suo possesso", lei però quando mi ha visto lo ha giustificato ancora una volta dicendo -beh era mio marito comunque, questo mi ha sconvolto perchè la signora, una signora per bene e acculturata ha sentito ancora il bisogno di giustificarlo. Rimarchiamo a tutte le donne che non bisogna sottovalutare mai niente che aprire la bocca che male non fa  

la stessa signora  mi manda una lettera da leggere a voi: -"una famiglia apparentemente felice con una bella casa quasi una reggia ma mio marito non si occupava di me ero il suo ultimo pensiero, lavoravo tanto, mi occupavo delle faccende domestiche, i ragazzi intanto crescevano ma quella sera come tante altre volte da molto tempo ormai, è entrato in casa urlando e bestemmiando dicendo che ero solo un incapace, e che non valevo niente e che la cena faceva schifo, mi lanciò i piatti addosso intimando ai ragazzi di tacere, noi avevamo preparato la cena con amore e con amore avevo sempre subito in silenzio, un paio di volte ho tentato di ribellarmi e tornare dai miei familiari,- che rispetto potevano maturare i miei figli verso di me? guardando il padre ubriaco e violento? mi sono chiesta se meritavo tutto questo- No ho dedicato la mia vita a questa persona l'ho servita, amata, adorata,- era il padre dei miei figli e io non reagivo, ma adesso basta!  era venuto il momento di allontanarmi e togliere il diritto a quella persona, di umiliarmi, picchiarmi e farmi soffrire- era la vigilia di Natale e mi trovavo di fronte all'avvocato per chiedere la separazione, un dolore incredibile amavo la mia casa amavo la mia famiglia perché dunque non potevo essere felice anch'io?, ma amavo solo io e non mi accorgevo che c'era solo il mio amore.  

Due mesi dopo vivevamo in un'altra casa, ma lui si continuava a presentare davanti casa, insultandomi e picchiandomi perché non accettava la mia scelta- lui era il padrone della mia vita. Non gli mancava niente né donne né feste, né io, gli mancava la schiava, per fortuna avevo accanto a me persone speciali, ringrazio i miei figli che mi hanno aiutato a voltare pagina, poi siccome bisogna essere positivi e andare avanti ho incontrato una persona speciale che sa dare amore, a distanza di 12 anni ora sono felice perché ho trovato il coraggio di amare, l'amore non chiede dà, ti rispetta non ti denigra, vuole la tua felicità non ti fa soffrire, ti ascolta non ti urla addosso, l'amore ti sta vicino in silenzio e in quel silenzio avrai modo di rinascere.


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