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07/03/2018 - Vercelli - Mondi Vitali

CESENA 2, PRO VERCELLI 2 - Sei partite senza sconfitte sono qualcosa, ma bisognerebbe vincerne qualcuna - LE PAGELLE DI ENRICO DE MARIA

CESENA 2, PRO VERCELLI 2 - Sei partite senza sconfitte sono qualcosa, ma bisognerebbe vincerne qualcuna - LE PAGELLE DI ENRICO DE MARIA
Il Mister Grassadonia

CESENA-PRO VERCELLI: 2-2

 

( enrico de maria ) - Che dire di una partita così? Che ci teniamo stretto l’insperato pareggio nonché il sesto risultato utile consecutivo.

 

Ma anche che non si può giocare un primo tempo del genere e, inoltre, che sarebbe ora di gettare nella mischia giocatori di già riconosciuto oppure di potenziale talento: altrimenti, tanto vale averli comprati.

 

Ogni riferimento ai sotto utilizzati o non utilizzati affatto non è puramente casuale.

 

Al “Manuzzi” di Cesena stasera si è presentata una delle peggiori Pro della stagione, con una difesa distratta, un centrocampo improponibile (anche perché privato proprio in extremis di Vives: problema muscolare poco prima dell’avvio) e un attacco meno pungente di un moscerino della frutta, e dunque il pur non trascendentale Cesena di Castori ha avuto buon gioco nell’assestare un uno-due che pareva esiziale e definitivo: prima con Di Noia (colpo di testa - lasciato colpevolmente solo su azione partita dalla bandierina - che non dava scampo a Pigliacelli), al 18’, e poi con Kupisz che stangava in gol un tipo cross dalla sinistra di Jallow, senza che nessuno andasse a contrastarlo (22’).

 

Sembrava davvero finita, anche perché la Pro non reagiva per nulla, con tutti a domandarsi perché non fosse stato schierato fin dall’inizio Kanoute, l’unico giocatore in grado di saltare regolarmente l’uomo, oppure di caricare di falli gli avversari, e perché non abbiamo la fortuna di vedere almeno parzialmente all’opera uno come Ivan, o di rivedere Bifulco.

 

Ma ecco che, mentre ci stavamo facendo per queste domande, osservando gli zero tiri in porta zero dei bianchi nel primo tempo, la ripresa di apprestava a riservarci belle sorprese. Intendiamoci: al posto dell’auspicato Kanoute è entrato invece un difensore, Alcibiade per un altro difensore, e per giunta il rientrante Alcibiade si è fatto male poco dopo costringendo Grassadonia ad un altro cambio non preventivato (è entrato Berra).

 

Tra i due cambi, anche quello di uno spentisismo Altobelli per Da Silva.

 

E mentre già ci stavamo chiedendo il perché, ecco che Castiglia - fino a quel momento poco più che nullo - si inseriva divinamente su un tocco illuminato di Reginaldo e armava il suo sinistro chirurgico, quel tanto che basta per centrare l’angolino basso ala sinistra di Fulignati e per portarsi a quota 7 nella classifica dei marcatori, capocannoniere della Pro: era il 67’.

 

Il Cesena subiva lo colpo psicologico della riapertura di di un match che riteneva ormai  chiuso e acquisito e, cinque minuti dopo, su un corner battuto dalla destra, Berra anticipava tutti di testa e scagliava in rete. 

 

Poi, tutti ad applaudire il solito volo di Pigliacelli a togliere dal “sette” una siluro di Di Noia, da distanza ragguardevole, e quindi poco altro, se non il triplice fischio dell’eccellente signor Chiffi da Padova.

 

LE PAGELLE

 

PIGLIACELLI : Non può nulla sui gol, salva il prezioso pari con un gran volo sulla sua destra al ‘78, su un missile terra-aria di Di Noia: 6,5

GOZZI: Davvero ammirevole, anche se nel primo tempo dalla sua parte Jallow crea pericoli a ripetizioni. Nella ripresa, non sbaglia un intervento, soprattutto di testa: 6,5

BERGAMELLI: viene sorpreso, con tutto il settore centrale della difesa, dall’inserimento vincente dio Di Noia, ma  poi, con Gozzi, registra la retroguardia che, nel secondo tempo, concede assai poco agli attaccanti di Castori: 7

KONATE’: Si trova spesso costretto (come Gozzi, del resto) ad impostare, che non è proprio la sua specialità e ci piacerebbe capire a chi sia sfuggito Kupisz in occasione del secondo gol, sede a lui o a Mammarella. Nella ripresa esce per fare posto ad Alcibiade:6–

(Dal 46’ ALCIBIADE: entra e dà fiducia alla squadra, con la sua calma e la sua sicurezza. Poi purtroppo risente di un problema muscolare e deve uscire dopo neppure 25 minuti: 6,5

DAL 70’ BERRA: A sorpresa, Grassadonia lo lancia nella mischia, mentre tutti si aspettavano Jidayi. La mossa risulterà decisiva perché, dopo appena due minuti, si smarca su un corner dalla destra e, di testa, fredda Fuliganti. Poi un’accorta gara di contenimento: 7)

GHIGLIONE: Accusa troppe pausa, ma regala anche spunti di classe, con arrembaggi dalla fascia destra e sulla linea di fondo non sfruttati a dovere: 6

ALTOBELLI. Altra gara sottotono, in pratica non si vede quasi mai nel primo tempo, un po’ di più nello scorcio di gara che Grassadonia gli concede nella ripresa: 5,5

(Dal 62’ DA SILVA: un po’ meno evanescente che nelle gare precedenti, ma al 79’ non riesce a raggiungere in tempo una palla sontuosa di Mammarella che l’avrebbe lanciato in gol: 6-)

PAGHERA: Spaesato e poco reattivo nel primo tempo, cresce nella ripresa giocando praticamente a ridosso della difesa, come suole fare Vives. Però deve essere assai più continuo: 6

CASTIGLIA: Primo tempo da ”Chi l’ha visto?”. Non si propone quasi mai, contrasta, ma dà la sensazione di fare il compitino. Nella ripresa ha il grande merito di stangare in rete il sinistro della riscossa. Poi, prende finalmente a giocare: 6

MAMMARELLA: Partita abulica e sottotono. Alla fine del primo tempo, calcia malissimo una punizione dal limite (dovrebbe essere la sua specialità, secondo tutti i commentatori di Sky) e condivide con Konate la responsabilità del secondo gol al passivo. Nel finale ritrova la rotta, ma la valutazione complessiva non vale al sufficienza: 5,5

REGINALDO: Corre come un maratoneta, cerca, ma non trova, spazi. Spesso ha l’intelligenza tattica di giocare di prima, e (ma quanto saltuariamente) cerca la porta, con poco costrutto. Ha il merito di caricare il sinistro vincente di Castiglia: 6-

RAICEVIC: D’accordo non vede la porta, non tira, ma svolge un lavoro massacrante e spesso ingrato. Lo vediamo presidiare la nostra area e poi, dall’altra parte, a domare palloni spesso disagevoli è scontati, facile preda devi difensori: 6

GRASSADONIA: Sei partite senza sconfitte non sono poca cosa, ma sarebbe opportuno tentare di vincerne qualcuna, facendo giostrare anche giocatori tecnici. Ha dato carattere alla squadra, ora è tempo di vincere gli scontri diretti, prima che sia troppo tardi: 5,5



 

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