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06/12/2017 - Vercelli - Eventi e Fiere

DANNO L'OBOLO DI NATALE E LO FANNO ANCHE CADERE DALL'ALTO - Dopo avere rischiato di mandare a casa l'Amministrazione, adesso fanno i grandiosi con le luminarie ed i trenini - Ma intanto dovranno dimostrare di rispettare i contratti con il Comune

DANNO L'OBOLO DI NATALE E LO FANNO ANCHE CADERE DALL'ALTO - Dopo avere rischiato di mandare a casa l'Amministrazione, adesso fanno i grandiosi con le luminarie ed i trenini - Ma intanto dovranno dimostrare di rispettare i contratti con il Comune
Ciuti


Pare – a sentire i bene informati – che l’abbiano anche fatta cadere molto dall’alto.

La dazione che Iren dispensa quest’anno al volgo perché goda un po’ di luce e calore almeno a Natale è stata ottriata con benigna, ma non scontata longanimità.

Ma se in qualcuno di Iren albergasse mai l’idea di surrogare con l’obolo natalizio gli oneri degli adempimenti contrattuali comunali, ebbene, se mai lo fossero state, non sono più arie.

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Per carità, se hanno soldi da spendere è giusto che li si prenda.


#ciutitucci


Ma ne dovranno tirare fuori un bel po’ per pulire le strade e dimostrare di adempiere puntualmente ad ogni parte dei contratti di prestazione di servizi e forniture sottoscritti con il Comune di Vercelli.

Poi, se gliene crescono e vogliono anche fare i grandiosi, lo facciano, magari però senza farlo cadere tanto dall’alto, sennò non si capisce più che beneficienza sia.

Per pochi soldi, tra l’altro.

Ma andiamo con ordine.

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Dunque, pur facendo tanto di cappello alla sagacia con la quale si è riusciti a fare scucire e con fatica qualche euro per le Feste di Natale, resta la doverosità di procedere, da parte della Giunta comunale di Vercelli, nel dare attuazione a quanto votato dal Consiglio Comunale con la Mozione “anti Atena” licenziata dall’Aula di Palazzo Civico il 24 novembre scorso con la bellezza di 19 voti a favore e nessun contrario, solo i 9 astenuti del Pd.

Significa che è passata all’unanimità, perché nella computisteria istituzionale gli astenuti non contano.

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Di fronte ad un risultato del genere qualsiasi componente del Consiglio di Amministrazione di una partecipata pubblica nominato dall’Ente in cui si è determinata una tale sfiducia, avrebbe rassegnato le dimissioni.

Anche per sottolineare con questo semplice comportamento la differenza eventualmente sussistente tra la propria faccia e quadranti anatomici meno espressivi.

Non così ha fatto l’Oriundo Miracolato: che se rassegnasse le dimissioni, dove lo rimedierebbe il proprio pezzo di formaggio?

Non così Peo: che, se rassegnasse le dimissioni, come passerebbe la giornata? Per tacere del gettone.

Non così l’illustre Professore Francesco Bavagnoli: che, già non ha mai saputo bene per quale ragione sia stato nominato, come potrebbe fare a sapere per quale ragione sarebbe ora consigliabile rassegnare le dimissioni?

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Dunque gli Amministratori di Atena di parte comunale si sono ben guardati anche dal solo parlare di dimissioni.

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E se non si dimettono loro, perché mai dovrebbe rassegnare alla Casamadre Iren il mandato l’Amministratore Delegato Fabrizio Tucci?

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Insomma, non c’è chi faccia il primo passo.

Né, per ora, nessuno ha chiesto loro le dimissioni.

Il Comune per ora pare avere un rapporto atarattico con la fase e potrebbe persino risolversi a condividere orientamenti jungiani laddove dovesse concludere che “non esiste organo – al di fuori forse dei denti e delle ossa, il cui funzionamento non subisca l’influenza delle affezioni di origine psichica” ed in tal modo ascrivere appunto alla sfera della psiche i casi accaduti nell’Organo per eccellenza, cioè il Consiglio Comunale.

Invece di andare a cercare come cani da tartufi le responsabilità di questo e di quello, la raccolta dei rifiuti, i contratti e balle varie.

Al modo della Piccola Fiammiferaia della fiaba di Hans Christian Andersen, rischia di restare con l’ultimo fiammifero ormai arso in mano: perché morire di Iren può sembrare bello oppure inevitabile.

In ogni caso, è un’idea come un'altra e va rispettata.

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Ma queste sono ipotesi.

Ora ci sono gli adempimenti formali alle porte.

Dunque cosa dice la Mozione?

Cosa ordinano di fare – i 19 Consiglieri contro zero – a Sindaco e Giunta?

Il testo della Mozione lo riportiamo comunque integrale al seguente link:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=76323

 

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Dunque per adempiere alle disposizioni dettate dai Consiglieri ci vorrebbe una bella deliberazione della Giunta che fosse un Atto di Indirizzo ai Dirigenti.

Signori cari – potrebbe o forse proprio dovrebbe dire l’Esecutivo, per esempio a Liliana Patriarca e Silvano Ardizzone – guardate che voi adesso dovete prendere in mano ogni contratto corrente tra Comune e Atena.

Poi verificare che ogni singola previsione contrattuale sia rispettata dell’illustre e munifico Fornitore.

Munifico in luminarie natalizie, ma almeno corretto in ordine ai passaggi – ad esempio – delle spazzatrici lungo i viali.

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Qualora poi – Signori Dirigenti – asseveraste che ci sono inadempienze, dovreste procedere a notificare le contestazioni eventualmente poi applicando le sanzioni e penali contrattualmente previste.

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Certo sarebbe bello udire risposte – ad esempio – siffatte.

  • Ah, ah, ah, ah, ma che dite mai, Signori della Giunta?!

  • Noi Dirigenti strapagati dal Comune proprio per fare queste cose le abbiamo sempre fatte.

  • Ma credete forse che ci siamo girati dall’altra parte rispetto ai nostri doveri?!

 

  • Ecco qui – ad esempio – il planning con tutti i passaggi delle spazzatrici, settimana per settimana; i resoconti delle nostre attività ispettive ordinarie e straordinarie.

  • Qualche volta poi – Signori della Giunta – abbiamo riscontrato qualche pecca ed occo qui, subito a contestare.

  • Insomma, non siamo assolutamente responsabili di attività omissive.

-      E certo – potrebbe aggiungere Silvano Ardizzone – mai avrei pagato una fattura se non avessi avuto l’ok da parte degli Uffici preposti al controllo

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Il dialogo tra Giunta e Dirigenti dovrebbe essere di un tale tenore, giacchè, se non ci fossero gli elementi perché fosse di un tale tenore tutto lascerebbe ritenere che i cavoli sarebbero amari, oppure i pennuti con pH sensibilmente inferiore a 7.

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E magari uno potrebbe pensare: va be’, i contratti sono pieni di buchi, sanzioni non gliene hanno comminate, ma vuoi mettere che bel trenino di Natale ti fanno girare per Vercelli con gli euri che fanno cadere dall’alto?

Semmai questa fosse la convinzione che dovesse albergare nelle rarefatte atmosfere intellettuali di chicchessia, sarebbe bene ripiegare su più realistiche dimensioni, affatto idonee, in luogo di quella onirica, ad evitare bruschi rientri dal Nirvana.

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Non sono più arie.

E, comunque, padronissimi di provare per credere.

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