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26/09/2020 - Vercelli - Società e Costume

DISASTRO POSTE: ADESSO L'ANTITRUST INCOMINCIA A DARE MULTE MILIONARIE - Ma per il cittadino è una purtroppo magra consolazione - I problemi restano, a cominciare dai termini di efficacia dell'avviso

DISASTRO POSTE: ADESSO L'ANTITRUST INCOMINCIA A DARE MULTE MILIONARIE - Ma per il cittadino è una purtroppo magra consolazione - I problemi restano, a cominciare dai termini di efficacia dell'avviso
Oggi, sabato, davanti allo Sportello di Via Malinverni a Vercelli, di Poste Italiane -

I danni che il cittadino può patire sono enormi.

Finalmente se ne accorge qualche Autorità (l'Antutrust), che commina alle Poste Italiane sanzioni milionarie

– leggi qui -


Sono importanti, certo, la perdita di tempo (quanto vale un’ora di lavoro, due, che un cittadino passa in coda – ad esempio – qui in Via Malinverni a Vercelli?), il costo sociale del tempo consegnato all’attesa, fuori dalla porta.

Meno male che non piove.

Se no uno sta proprio a casa.

O aspetta in macchina?

O con l’ombrello aperto?

***

Non può che aspettare, perché, se no, i guai sono tutti suoi.

Sappiamo, infatti, che, quando arriva l’avviso di una raccomandata, bisogna andare a ritirarle – sono i termini di Legge – entro tanti giorni (dieci, quindici, non è questo il punto).

Dopo decorso quel termine, la raccomandata si dà per ricevuta e decorrono tutti i termini ulteriori a disposizione del cittadino, eventualmente, per adempiere od opporsi a ciò che nella lettera si chiede, oppure intima.

Allora: dieci o quindici giorni.

Di quali giorni si tratta?

Di giorni fatti delle poche ore al giorno nei quali gli sportelli stanno aperti?

Dei giorni fatti di code ingestibili e, soprattutto, non gestite come quella di stamane, sabato, allo Sportello di Via Malinverni?

Ma, soprattutto: il postino che ha messo in cassetta l’avviso che una raccomandata ti aspetta, si è davvero accertato compiutamente che tu fossi assente e, quindi, non potesse consegnarti direttamente la raccomandata?

L’articolo che linkiamo in alto illustra come si apra – certo, non si chiude qui – il problema.

Che – tanto per cambiare – ora non potrà che spiovere, come mille altri, prima nei Tribunali, poi in Parlamento, perché si apporti qualche correttivo a norme di fatto inapplicabili e vanificate da pratiche cui non si riesce a trovare rimedio.

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