VercelliOggi.it
Il primo quotidiano on line della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
17 November 2018 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
VercelliOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it
Dettaglio News
29/01/2011 - Valle D'Aosta - Pagine di Fede

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 30 gennaio 2011 - "Egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi"

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia di domenica 30 gennaio 2011 - "Egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi"
Karl Einrich Bloch - Il discorso della montagna

Dal Libro del Profeta Sofonia, Capp. 2,3 e 3,12-13



Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.


Dal Salmo 145


Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.


Dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinti, Cap. 1,26 - 31


Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.


Dal Vangelo secondo San Matteo, Cap. 5,1-12a


In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».


Un pensiero sulla Parola


Questa settimana siamo al cospetto del monumentale “discorso della montagna”, o delle “beatitudini”. Gesù indica il crinale stretto sul quale cammina nel mondo chi vuole seguirlo.


Un presagio già chiaramente espresso dal Salmo che leggiamo oggi, quando ci accostiamo a parole non equivocabili:”Egli sostiene l’orfano e la vedova”, ma soprattutto, ci piace rilevare “sconvolge le vie dei malvagi”.


Così ci rassicura anche il Profeta Sofonia. Vissuto tra il 600 ed il 630 avanti Cristo, è autore di un fulmineo libretto che è composto di soli tre capitoli.


Un Libro breve e, tuttavia, capace di rappresentare una parte della rivelazione biblica assai densa di contenuto, essenziale, dalla interpretazione insieme esigente e chiara (lo proponiamo nel suo testo integrale, al termine di questo articolo).


Sofonia parla ad un popolo che ha smarrito la strada, si è messo alla sequela di idoli, ha perso il senso della direzione di marcia.


L’azione narrativa è ad un tempo pedagogica ed apologetica. La dimostrazione della verità della fede, della misericordia del Padre, dell’amore del Creatore per la creatura, passa per una descrizione puntuale, una diagnosi assai severa, della condizione in cui versa l’uomo che pretende di fare a meno di Dio. Di:”Quelli che si allontanano dal seguire il Signore, che non lo cercano, né si curano di lui”. Ma la disincantata ed amara osservazione della realtà non risparmia nemmeno coloro che si limitano a tenere un atteggiamento “politicamente corretto”, a ridurre la vocazione dell’uomo verso il Padre a convenienza mondana:”quelli che si prostrano davanti al Signore,
e poi giurano per Milcom”. Noi potremmo attualizzare pensando, magari, al nostro andare a Messa la domenica, per poi, durante la settimana, adoraro con diligenza e scrupolo i vari “idoli” che insidiano la nostra vita.


Ma la categoria che se la vedrà più brutta è quella che pensa di “relativizzare” la presenza di Dio nella vita dell’uomo. A questi infelici è dedicata una fotografia. Anzi, una video notizia, come una breve intervista che sorprende un atteggiamento del loro cuore. Il cuore di chi è, in fondo, convinto della irrilevanza di Dio nella vicenda umana, nella storia, nella nostra quotidiana esperienza e pensa:”Il Signore non fa né bene né male”. Ma guai a coloro che conducono la loro esistenza pensando che il Padre sia – si passi l’espressione – come la proverbiale acqua imperiale che, appunto, non fa né bene né male. Quasi a limitarne la funzione ad un effetto placebo di carattere consolatorio, come se Dio fosse una cura omeopatica per i momenti di depressione. Il giudizio che Sofonia anticipa per chi la pensa così è chiaro; l’Oracolo del Signore assicura:”farò giustizia di quegli uomini che, riposando sulle loro fecce,
pensano: «Il Signore non fa né bene né male». I loro beni saranno saccheggiati e le loro case distrutte. Hanno costruito case ma non le abiteranno, hanno piantato viti, ma non ne berranno il vino”.
Non ci vuole molto di più per capire in quale considerazione siano tenuti costoro, a cosa vadano incontro: ma la Giustizia di Dio non è paga di lasciarli – per dir così – nel loro “brodo” o, come è più chiaramente detto, “nelle loro fecce”.


Il destino che li attende è da Sofonia descritto a tinte talmente fosche che, quando si è voluto molto più tardi comporre l’inno “Dies irae”, ci si è ispirati a questi versetti:” «Giorno d'ira quel giorno,
giorno di angoscia e di afflizione,
giorno di rovina e di sterminio,
giorno di tenebre e di caligine,
giorno di nubi e di oscurità (…)»”.


Prima di quest’ora della verità, del giudizio, del premio o della pena, della condanna o della salvezza eterne, è tuttavia possibile ottenere una prova d’appello, cui si potrà accedere cambiando vita, imboccando con coerenza, umiltà  e coraggio la via della conversione, del “ritorno” alla compagnia, all’amicizia con il Padre. E’ l’invito accorato del Profeta rivolto – a noi pare, senza una grande convinzione – agli empi, a quella “gente spudorata” destinata ad essere travolta “come pula che scompare in un giorno”. Un invito rivolto invece con accenti molto più paterni e già fiduciosi nella prospettiva di salvezza ai giusti:” Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell'ira del Signore”. Per loro il premio eterno è già cosa fatta.
Infatti, anche in questo confuso disorientamento, anche nella nostra tormentata vicenda terrena, che a tratti si snoda sulle strade accidentate della lontananza da Dio, c’è spazio per una speranza che non deluderà. Una speranza fondata sul fatto che mettiamo la testa un po’ a posto:”Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna”. Allora, se si farà spazio, nella vita di ogni giorno come nei progetti per un futuro di rinascita, alla Verità:”Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti”.


Ma ora lasciamo questo così avvincente poema preparatoci dal Profeta Sofonia e andiamo a leggere quanto insegna, a commento delle Beatitudini, Mons. Gianfranco Ravasi: «Chi non ha letto il Discorso della Montagna » (Matteo 5-7), afferma lo scrittore francese Francois Mauriac (1 885-1970), «non è in grado di sapere cosa sia il cristianesimo». E le Beatitudini con cui il discorso si apre (5,3-10) sono forse la pagina più alta e celebre di Matteo. In otto frasi solenni e paradossali vengono proclamati 'beati” gli sconfitti e gli infelici della storia: «Beati i poveri in spirito… Beati gli afflitti… Beati i miti… Beati gli affamati e assetati di giustizia… Beati i misericordiosi… Beati i puri di cuore… Beati gli operatori di pace… Beati i perseguitati per la giustizia … ».
Una nona beatitudine - «Beati voi quando v'insulteranno … » - è in realtà una specie di commento all'ottava e ultima beatitudine. Fondamentali sono la prima e la sesta che coinvolgono 'spirito” e “cuore'. Nel linguaggio biblico questi due vocaboli non significano intimità o vaga spiritualità, bensì la profondità della coscienza che è sorgente dell'essere e dell'agire di tutta la persona. Ciò che esige Gesù dal suo discepolo (e per Matteo “discepolo' è sinonimo di “cristiano') è una tensione totale e assoluta, è un atteggiamento totale di donazione, di distacco e di amore e non soltanto alcune opere da compiere in alcune ore della vita. Non per nulla Gesù dichiara: «Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro celeste» (5,48).
Questa pagina potente e delicata ha lasciato una traccia anche in chi era lontano dalla fede, come confesserà lo scrittore ateo francasse André Gide che nell'opera Nuovi nutrimenti (1935) riconoscerà la forza dirornpente delle parole di Cristo, anche là dove egli sembra invocare la scelta masochistica dell'afflizione: « Interpreta male questa parola chi vi vede un incoraggiamento a piangere». in realtà è un appello a sperare nella vera consolazione, ritrovando “conforto” nel senso originario del termine, cioè fortezza e forza”.


Il Libro del Profeta Sofonia, testo integrale


Sofonia 1


1 Parola del Signore rivolta a Sofonìa figlio dell'Etiope, figlio di Godolia, figlio di Amaria, figlio di Ezechia, al tempo di Giosia figlio di Amon, re di Giuda.
2 Tutto farò sparire dalla terra.
Oracolo del Signore.
3 Distruggerò uomini e bestie;
sterminerò gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
abbatterò gli empi; sterminerò l'uomo dalla terra.
Oracolo del Signore.
4 Stenderò la mano su Giuda
e su tutti gli abitanti di Gerusalemme;
sterminerò da questo luogo gli avanzi di Baal
e il nome stesso dei suoi falsi sacerdoti;
5 quelli che sui tetti si prostrano
davanti alla milizia celeste
e quelli che si prostrano davanti al Signore,
e poi giurano per Milcom;
6 quelli che si allontanano dal seguire il Signore,
che non lo cercano, né si curano di lui.
7 Silenzio, alla presenza del Signore Dio,
perché il giorno del Signore è vicino,
perché il Signore ha preparato un sacrificio,
ha mandato a chiamare i suoi invitati.
8 Nel giorno del sacrificio del Signore,
io punirò i prìncipi e i figli di re
e quanti vestono alla moda straniera;
9 punirò in quel giorno chiunque salta la soglia,
chi riempie di rapine e di frodi
il palazzo del suo padrone.
10 In quel giorno - parola del Signore -
grida d'aiuto verranno dalla Porta dei pesci,
ululati dal quartiere nuovo
e grande fragore dai colli.
11 Urlate, abitanti del Mortaio,
poiché tutta la turba dei trafficanti è finita,
tutti i pesatori d'argento sono sterminati.
12 In quel tempo
perlustrerò Gerusalemme con lanterne
e farò giustizia di quegli uomini
che riposando sulle loro fecce
pensano:
«Il Signore non fa né bene né male».
13 I loro beni saranno saccheggiati
e le loro case distrutte.
Hanno costruito case ma non le abiteranno,
hanno piantato viti, ma non ne berranno il vino.
14 È vicino il gran giorno del Signore,
è vicino e avanza a grandi passi.
Una voce: Amaro è il giorno del Signore!
anche un prode lo grida.
15 «Giorno d'ira quel giorno,
giorno di angoscia e di afflizione,
giorno di rovina e di sterminio,
giorno di tenebre e di caligine,
giorno di nubi e di oscurità,
16 giorno di squilli di tromba e d'allarme
sulle fortezze
e sulle torri d'angolo.
17 Metterò gli uomini in angoscia
e cammineranno come ciechi,
perché han peccato contro il Signore;
il loro sangue sarà sparso come polvere
e le loro viscere come escrementi.
18 Neppure il loro argento, neppure il loro oro
potranno salvarli».
Nel giorno dell'ira del Signore
e al fuoco della sua gelosia
tutta la terra sarà consumata,
poiché farà improvvisa distruzione
di tutti gli abitanti della terra.


Sofonia 2


1 Radunatevi, raccoglietevi,
o gente spudorata,
2 prima di essere travolti
come pula che scompare in un giorno;
prima che piombi su di voi
la collera furiosa del Signore.
3 Cercate il Signore
voi tutti, umili della terra,
che eseguite i suoi ordini;
cercate la giustizia,
cercate l'umiltà,
per trovarvi al riparo
nel giorno dell'ira del Signore.
4 Gaza infatti sarà desolata
e Ascalòna ridotta a un deserto.
Asdòd in pieno giorno sarà deportata
ed Ekròn distrutta dalle fondamenta.
5 Guai agli abitanti della costa del mare,
alla gente dei Cretei!
La parola del Signore è contro di te,
Canaan, paese dei Filistei:
«Io ti distruggerò privandoti di ogni abitante.
6 Diverrai pascoli di pastori
e recinti di greggi».
7 La costa del mare
apparterrà al resto della casa di Giuda;
in quei luoghi pascoleranno e a sera
nelle case di Ascalòna prenderanno riposo,
quando il Signore loro Dio li avrà visitati
e avrà restaurato le loro sorti.
8 «Ho udito l'insulto di Moab
e gli oltraggi degli Ammoniti,
con i quali hanno insultato il mio popolo
gloriandosi del loro territorio.
9 Perciò, com'è vero ch'io vivo,
- parola del Signore degli eserciti Dio d'Israele -
Moab diventerà come Sòdoma
e gli Ammoniti come Gomorra:
un luogo invaso dai pruni, una cava di sale,
un deserto per sempre.
I rimasti del mio popolo li saccheggeranno
e i superstiti della mia gente ne saranno gli eredi».
10 Questo accadrà ad essi per la loro superbia,
perché hanno insultato, hanno disprezzato
il popolo del Signore.
11 Terribile sarà il Signore con loro,
poiché annienterà tutti gli idoli della terra,
mentre a lui si prostreranno, ognuno sul proprio suolo,
i popoli di tutti i continenti.
12 «Anche voi, Etiopi,
sarete trafitti dalla mia spada».
13 Stenderà la mano anche al settentrione
e distruggerà Assur,
farà di Ninive una desolazione,
arida come il deserto.
14 Alloggeranno in mezzo a lei, a branchi,
tutti gli animali della valle.
Anche il pellicano, anche il riccio
albergheranno nei suoi capitelli;
il gufo striderà sulle finestre
e il corvo sulle soglie.
15 È questa la città gaudente
che si sentiva sicura
e che pensava:
«Io e non altri all'infuori di me»?
Come mai è diventata un deserto,
un rifugio di animali?
Chiunque le passa vicino
fischia e agita la mano.


Sofonia 3


1 Guai alla città ribelle e contaminata,
alla città prepotente!
2 Non ha ascoltato la voce,
non ha accettato la correzione.
Non ha confidato nel Signore,
non si è rivolta al suo Dio.
3 I suoi capi in mezzo ad essa
sono leoni ruggenti,
i suoi giudici sono lupi della sera,
che non hanno rosicchiato dal mattino.
4 I suoi profeti sono boriosi,
uomini fraudolenti.
I suoi sacerdoti profanano le cose sacre,
violano la legge.
5 In mezzo ad essa il Signore è giusto,
non commette iniquità;
ogni mattino dà il suo giudizio,
come la luce che non viene mai meno.
6 Ho sterminato le nazioni,
le loro torri d'angolo sono state distrutte;
ho reso deserte le loro strade
sì che non c'è alcun passante;
sono state depredate le loro città
e nessuno più le abita.
7 Io pensavo: «Almeno ora mi temerà!
Accoglierà la correzione.
Non si cancelleranno dai suoi occhi
tutte le punizioni che le ho inflitte».
Ma invece si sono affrettati
a pervertire di nuovo ogni loro azione.
8 Perciò aspettatemi - parola del Signore -
quando mi leverò per accusare,
perché ho decretato di adunare le genti,
di convocare i regni,
per riversare su di essi la mia collera,
tutta la mia ira ardente:
poiché dal fuoco della mia gelosia
sarà consumata tutta la terra.
9 Allora io darò ai popoli un labbro puro
perché invochino tutti il nome del Signore
e lo servano tutti sotto lo stesso giogo.
10 Da oltre i fiumi di Etiopia
fino all'estremo settentrione,
i miei supplicanti mi porteranno offerte.
11 In quel giorno non avrai vergogna
di tutti i misfatti commessi contro di me,
perché allora eliminerò da te
tutti i superbi millantatori
e tu cesserai di inorgoglirti
sopra il mio santo monte.
12 Farò restare in mezzo a te
un popolo umile e povero;
confiderà nel nome del Signore
13 il resto d'Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.
14 Gioisci, figlia di Sion,
esulta, Israele,
e rallegrati con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
15 Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d'Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non vedrai più la sventura.
16 In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
17 Il Signore tuo Dio in mezzo a te
è un salvatore potente.
Esulterà di gioia per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
si rallegrerà per te con grida di gioia,
18 come nei giorni di festa».
Ho allontanato da te il male,
perché tu non abbia a subirne la vergogna.
19 Ecco, in quel tempo io sterminerò
tutti i tuoi oppressori.
Soccorrerò gli zoppicanti, radunerò i dispersi,
li porrò in lode e fama
dovunque sulla terra sono stati oggetto di vergogna.
20 In quel tempo io vi guiderò,
in quel tempo vi radunerò
e vi darò fama e lode
fra tutti i popoli della terra,
quando, davanti ai vostri occhi,
ristabilirò le vostre sorti, dice il Signore.


  


 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI
PiemonteOggi.it - Network ©
Iscrizione R.O.C. n° 23836 - Data ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2014 - Online dal 1 giugno 2009 - Direttore responsabile: Guido Gabotto
Editrice: "PIEMONTE OGGI SRL" - P.I./C.F. 02547750022 - Via F. Petrarca 39 - Vercelli - Numero telefonico unico, anche Whatsapp: 335 8457447
Mail: info@biellaoggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.a.s - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it