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15/09/2020 - Vercelli - Economia

L'AZZARDO DEI PALLETS / 2 - Esclusivo: il documento integrale di Arpa - Le criticità del progetto - Cosa c'entra il Comune con un rischio industriale che fa comodo al Socio padrone? - Atena Asm ormai nelle mani di Iren, finiscano almeno di pagarla

L'AZZARDO DEI PALLETS / 2 - Esclusivo: il documento integrale di Arpa - Le criticità del progetto - Cosa c'entra il Comune con un rischio industriale che fa comodo al Socio padrone? - Atena Asm ormai nelle mani di Iren, finiscano almeno di pagarla

Come abbiamo anticipato nel nostro precedente articolo del 4 settembre scorso

– leggi qui –


siamo in grado di pubblicare integralmente la relazione di Arpa Piemonte sul progetto pallet / trucioli proposto da Asm Vercelli spa.

Se Asm Vercelli lo propone, è segno che è d’accordo la Giunta di Andrea Corsaro.

Ma andiamo con ordine.

Ma, prima ancora, ecco il link per raggiungere la relazione di 52 pagine di Arpa

– leggi qui –


a proposito della quale una cosa si può, prima di tutto ed anche da parte del profano, dire: grazie.

Grazie a questi Tecnici che hanno redatto un documento veramente completo.

Le criticità evidenziate dovranno avere (se potranno averle) risposte precise.

***

1. IL QUADRO DELLE RESPONSABILITA’

 

Chi vuole, dunque, questo impianto che, collocato a poche centinaia di metri dall’abitato di Vercelli (area Motorizzazione Civile), in quella direzione, significa anche la zona Ospedale?

Lo dice chiaramente la relazione di Arpa: il fornitore del legno di scarto che sarebbe lavorato qui a Vercelli è uno solo, Iren spa.

Sono 110 mila tonnellate l’anno.

La provincia di Vercelli, tutta insieme, ne produce 2.500.

Quindi ci portano qui la roba raccolta in tutta la Pianura Padana, con 5 mila passaggi di camion in entrata ed altrettanti in uscita.

Per lavorare tutto questo legno di scarto, occorrono oltre 50 mila metri cubi d’acqua.

Quanti sono 50 mila metri cubi?

Per fare un esempio, si pensi che la piscina Enal contiene circa 1.200 metri cubi.

***

Ma non sarebbe corretto attribuire la responsabilità di questa realizzazione ad Iren.

Perché il progetto è proposto da Asm Vercelli spa.

Che è, al 40 per cento, del Comune di Vercelli, cioè di tutti i cittadini di Vercelli.

Lo Statuto di Atena Asm è chiaro: per operazioni di straordinaria amministrazione occorre anche il consenso del Socio di minoranza.

Quindi, la Giunta di Andrea Corsaro è d’accordo.

La maggioranza che sostiene questa Giunta (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) è d’accordo.

Così come era d’accordo il Pd, perché il progetto nasce nel 2018, “negoziato” per un anno dalla precedente Amministrazione.

Un altro dei tanti esempi che autorizza gli osservatori politici a dire: la Giunta Corsaro altro non è se non la prosecuzione della precedente.

Iren sa come farsi voler bene.

***

 

VERCELLI COSA C’ENTRA CON I RISCHI INDUSTRIALI DI IREN, 

DI UN’IMPRESA PRIVATA CON FINE DI LUCRO?

 

Così i cittadini di Vercelli sanno che con i loro soldi pagheranno queto insediamento industriale.

Costerà 40 milioni di euro, di cui il 40 per cento della città di Vercelli.

A chi renderà?

Intanto, ad Iren che, così, saprà dove smaltire i rifiuti che raccoglie in tutta la Pianura Padana.

Poi si vedrà se ciò vorrà anche dire utili per Atena Asm e quindi dividendi per il Comune di Vercelli.

Per ora, deve registrarsi il tentativo di Iren di non distribuire gli utili 2019, perpetrato già in occasione del Bilancio 2019

– leggi qui –

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Alla politica vercellese ed a tutti coloro che non sono (ancora) servi di Iren è, tuttavia, sottoposta una ulteriore ragione di riflessione.

Che si può riassumere in una domanda.

Cosa c’entra questo impianto con la “mission” di Atena Asm?

Cosa c’entra con l’interesse pubblico, un’attività industriale, l’assunzione di un rischio d’impresa da parte del Comune?

Asm Vercelli (prima Aasm, poi Atena, poi Atena Patrimonio e Atena spa, quindi, di nuovo, una sola Atena, poi la Asm Vercelli dopo la cessione ad Iren) è sempre stata un’azienda che ha un compito preciso: erogare servizi nei settori energia, acqua e ambiente.

Al minor costo possibile per i destinatari di quei servizi, i cittadini.

Non esiste, nello Statuto di Asm Vercelli (non è mai esistita) la previsione esplicita di svolgere attività del genere.

Che, comunque, sono (in astratto) legittimate dal fatto che, come tutti gli statuti, anche quello della multiutility di Corso Palestro consente altre operazioni affini.

E qui – siccome si parla di rifiuti – forse di affinità si può parlare.

Ma la questione non è di tipo giuridico.

E, del resto, il Collegio Sindacale non ha eccepito.

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LE RESPONSABILITA’ DELLA POLITICA

La questione è sottoposta al sistema politico, per una valutazione proprio sulla “mission”: ma siamo sicuri che la città di Vercelli debba essere coinvolta in un processo industriale, condividere un rischio industriale?

Ad Andrea Corsaro, alla sua Giunta, alla maggioranza che li sostiene, quindi ad ogni singolo Consigliere Comunale di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, ogni cittadino vercellese potrebbe chiedere: ma perché volete coinvolgere / coinvolgerci in un’intrapresa che non c’entra niente con noi?

Il cittadino che così parlasse al Sindaco (sempre ammesso che ci riuscisse, perché ogni giorno si ha notizia di appuntamenti negati) ad un Assessore, ad un Consigliere, potrebbe capitare di sentirsi rispondere: eh, che vuoi farci, ormai siamo in minoranza per colpa della Forte.

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Sarebbe una risposta mendace.

Abbiamo visto che, se si volessero opporre, avrebbero tutto il diritto e la possibilità di dire no: per decidere ci vuole la maggioranza qualificata in Consiglio di Amministrazione di Atena Asm.

Vuole dire che, per presentare questo progetto, Iren ha bisogno anche del voto di Angelo D’Addesio, Daniele Baglione, Antonio Pencipe, Consiglieri di Asm Vercelli di nomina Comunale, che devono seguire gli indirizzi del Socio Comune di Vercelli, quindi della Giunta e del Sindaco pro tempore.

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La relazione di Arpa che pubblichiamo integralmente è già eloquente per i profili ambientali.

D’Addesio, Baglione, Prencipe, Corsaro e con loro Luigi Michelini (Assessore alle Partecipate) e tutti gli altri si sono già assunti pesanti responsabilità.

Hanno già detto di sì.

Hanno rifiutato di chiedere (almeno chiedere) alla Conferenza dei Servizi presso la Provincia di Vercelli di sottoporre il progetto a “Vis”, valutazione di impatto sanitario.

Chiedere non è peccato, ma forse è lesa maestà nei confronti del Socio padrone Iren.

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Quindi la maggioranza di Andrea Corsaro vuole la fabbrica dei pallet, ma, per ora, non sa dire perché la vuole, cosa gliene possa importare al cittadino di Vercelli.

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Mentre sono sempre più numerosi coloro che dicono: se Iren vuole utilizzare Atena Asm come una cosa propria, liberissima.

Però, allora, finisca almeno di pagarla.

Si compri anche quel 40 per cento di azioni che ancora sono del Comune, dia a Palazzo Civico i 50 milioni di euro che, per ora, ancora valgono.

Strade separate, nella chiarezza.

Senza equivoci: presupposto (forse) di rapporti più trasparenti e di reciproca soddisfazione per tutti.

***

Perché, il punto è sempre quello: di fatto Iren controlla tutta Atena Asm, ne è il vero padrone.

Ma non ha finito di pagarla.

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