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01/06/2019 - Vercelli - Enti Locali

OCCASIONE STORICA PER FERMARE L'INCENERITORE - Il 26 ottobre 2011 l' Opposizione ha i numeri per approvare una Mozione decisiva - Ma salta tutto perchè un Consigliere Pd se ne va - Scopriamo chi...

OCCASIONE STORICA PER FERMARE L'INCENERITORE - Il 26 ottobre 2011 l' Opposizione ha i numeri per approvare una Mozione decisiva - Ma salta tutto perchè un Consigliere Pd se ne va - Scopriamo chi...
Nel riquadro Eros Morandi, visibilmente soddisfatto -

Il momento è di quelli che possono cambiare il corso delle cose.

Il Consiglio Comunale può prendere una decisione, anche se a maggioranza, e da quel momento in poi si va avanti come ha deciso il Consiglio.

Che piaccia o no alla Giunta.

Che – corsi e ricorsi storici – se ne fa una ragione.

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Ebbene, bisogna ricordare, doverosamente, che il 26 ottobre 2011 il Consiglio Comunale si trovò a discutere una mozione molto importante.

Bipartisan.

Presentata dalla allora opposizione, ma sulla quale si erano trovati anche i voti di buona parte della maggioranza.

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Ma andiamo con ordine.

Il contratto di gestione del Forno di Incenerimento di Via Asigliano è in scadenza.

Una volta scaduto – come in effetti accadde, ma per una serie di incidenti di percorso – il Comune avrebbe potuto decidere di non riattivarlo.

O, meglio: i rappresentanti del Comune in seno al Consiglio di Amministrazione di Atena spa.

Allora Palazzo Civico aveva il 60 per cento delle Azioni.

Iren “solo” il 40 per cento.

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In vari articoli abbiamo già illustrato (a parte la questione rappresentata dai patti parasociali, che conferivano al Socio di minoranza particolari prerogative) perché in una realtà industriale il Socio che ha capitali e fatturato enormemente superiori, anche se in quel contesto è di minoranza, esercita un potere condizionatorio di evidenza persino intuitiva.

Ci ritorneremo.

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Ma il 26 ottobre 2011, il problema non sarebbe stato questo.

Perché il Consiglio Comunale si apprestava a dare un “indirizzo” chiaro ed irrevocabile.

Questo: alla scadenza del contratto di gestione, non fare ripartire il forno.

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Chiudere il forno, dunque, per vari buoni motivi, illustrati nella Mozione che avevano presentato i Consiglieri Gabriele Bagnasco, Mariapia Massa, Filippo Ristagno, Donatella Capra, Egidio Archero, Pier Giorgio Comella, Maura Forte, Luigi Colombi, Adriana Sala, Carlo Nulli Rosso -

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Dunque non è del tutto vero che l’Opposizione, ai tempi del secondo mandato del Sindaco Andrea Corsaro, se ne fosse stata inerte.

Un’iniziativa plausibile l’aveva presa.

E, soprattutto, qualcuno dei Consiglieri di Opposizione era stato capace di intrattenere relazioni con quei Colleghi di maggioranza che, pur essendo di Centrodestra, non per questo volevano l’inceneritore.

Vedremo tra breve che il drappello fosse nutrito.

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Dunque le condizioni ci sarebbero state tutte per bloccare il Forno di Via Asigliano.

Una cosa che avrebbe procurato un gran dispiacere all’Amministratore Delegato di Atena spa, Eros Morandi, uomo (sono modi di dire) di Iren a Vercelli che, come sappiamo, era un vero e proprio paladino del Forno di Incenerimento.

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Era talmente scaldato a favore dell’Inceneritore che, nel corso di un Consiglio di Amministrazione – quello del 25 luglio 2012 – come si legge in alto nelle notizie correlate, aveva invitato un Consigliere a “togliersi la maglietta”.

Locuzioni padronali, ma – appunto – Iren è Iren e un piccolo Consigliere di Amministrazione di periferia, figuriamoci se ha diritto al rispetto.

Niente di hard, però.

Voleva dire – immaginiamo – di non agire secondo le casacche politiche, ma di pensare al business.

Perché tanta ostinazione da parte di Morandi a bruciare?

Forse – se il forno fosse stato spento - Atena avrebbe dovuto scucire una somma nell’ordine di milioni di euro per smantellare la carcassa.

Meglio rabberciarla e farla ripartire.

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Il Pd non è d’accordo, nemmeno Maria Pia Massa, Giorgio Comella, Luigi Colombi.

La mozione parla chiaro: da 20 anni la macchina non ha manutenzioni degne di questo nome, c’è un evidente problema di sicurezza dal punto di vista ambientale, di rapporto tra costi e benefici da quello economico.

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E’ un vero piacere leggere la Mozione che riproponiamo integralmente in jpg in ogni sua pagina ( al termine di questo articolo ) come è stata portata alla discussione del Consiglio Comunale il 26 ottobre 2011.

Una serie di considerazioni intelligenti.

Se fosse stata approvata, non si sarebbe mai potuta tenere la riunione del Consiglio di Amministrazione di Atena – che chiameremo “della maglietta” – con l’intemerata di Morandi al Consigliere dissidente.

Che poi altri non era, se non Lillo Bongiovanni.

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Scorriamo pagina dopo pagina il verbale della seduta consiliare del 26 ottobre 2011.

( Quello in jpg, allegato anche in pdf sotto l'illustrazione a destra di questa pagina )

I voti dei dissidenti della maggioranza arrivano effettivamente.

Poi ci sono assenze – sempre in maggioranza – significative.

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Dunque arriva l’ora del voto: il paziente lavoro di tessitura dei Consiglieri di Opposizione che hanno cercato consensi anche dall’altra parte, ha successo.

A favore della Mozione, cioè per “spegnere” il Forno, votano anche Consiglieri “di destra” come ad esempio Emanuele Pozzolo, Armando Apice, Francesco Corradino, Juri Toniazzo.

A parte quest’ultimo, li ritroviamo tutti in lista, oggi, con il Centrodestra del Candidato Sindaco Andrea Corsaro (Pozzolo) e con le Liste Civiche di Roberto Scheda (Apice e Corradino).

Non senza gravi tensioni nelle rispettive forze politiche, i tre sfidano il sistema e votano per bloccare l’inceneritore.

Si fidano del fatto che all’Opposizione ci siano tutti.

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Se all’opposizione ci fossero stati tutti, la Mozione sarebbe stata approvata e da lì in poi dell’Inceneritore non se ne sarebbe più parlato.

Con dispiacere di Iren e del suo uomo ( sono modi di dire ) a Vercelli.

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Ma accade l’imponderabile.

Ad un certo punto della riunione se ne va un Consigliere del Pd.

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E crolla il mondo.

Perché la votazione – già risicata – finisce 16 a favore e 16 contro.

Invece che – come previsto – 17 a favore e 16 contro.

Quindi pari, perciò – secondo le regole – si dice “infruttuosa”.

La Mozione non passa comunque.

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Invano si cerca il Consigliere che se ne va.

Ed i colleghi di partito restano con il cerino in mano; figuriamoci quelli della maggioranza che avevano condiviso il "no" al forno.

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Ma il Consigliere, che nella vita fa l’Insegnante, se la fila senza troppi complimenti.

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Dica il Lettore se ha indovinato chi fosse quel Consigliere.

Proprio lei: Maura Forte, il Segretario Provinciale del Partito.

Ma come?! Direbbe un semplice omarino: prima il Segretario Provinciale, con gli altri compagni, stila e firma una mozione così pesante ed incisiva.

Poi arriva in Consiglio e la discute: il verbale riporta anche che Maura Forte è intervenuta nel dibattito.

Poi ci accorgiamo che la votazione - visti i numeri - potrebbe finire proprio come la Mozione chiede, perchè qualcuno dei suoi compagni di partito è stato così abile da tessere relazioni con qualche dissidente della maggioranza.

E allora no?!

Che diamine. Fin che si scherza va bene!

Ma se poi la mozione passa, chi glielo dice a Eros!

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La Mozione non passa e il Consiglio non può ordinare ad Atena di chiudere il forno perché Maura Forte – come si legge nel verbale – esce dall’Aula.

E’ tutto scritto, allegato all’articolo.

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Un caso analogo al “virus intestinale” che avrebbe anni dopo colpito Adriano Brusco, il 3 aprile 2017,

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Ora, tutti conoscono la linearità di pensiero e la trasparenza nell’agire di Maura Forte e possono avere ben chiaro che quell’impegno scolastico così inderogabile – proprio nel giorno del Consiglio – non fosse una scusa.

E possono altresì, soprattutto sapendo quanta reciproca stima corresse - e speriamo ancora corra - tra l’Amministratore di Atena Eros Morandi e Maura Forte, essere certi che di quell’assenza Morandi nulla avrebbe potuto immaginare.

Reciproca stima, sì, ma assolute separatezza e distinzione di ruoli.

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Però, chissà come ci sarà rimasto, Morandi!

Come avrà goduto.

Quel regalo – mozione infruttuosa, quindi nulla – Morandi non se lo sarebbe mai aspettato.

Ma chissà quanto lo avrà gradito.

Così va la vita nei paraggi del Bar Giolly.