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08/05/2017 - Vercelli - Enti Locali

QUATTRO MESI SENZA DITTA PER IL VERDE PUBBLICO: ECCO IL VERO MOTIVO DELLE PIANTE PER TERRA - Ma questo non è amministrare

QUATTRO MESI SENZA DITTA PER IL VERDE PUBBLICO: ECCO IL VERO MOTIVO DELLE PIANTE PER TERRA - Ma questo non è amministrare


( g. g. ) - Perché le piante ed i vasi abbattuti dal forte vento delle scorse settimane sono rimasti coricati per terra?

 

Eccolo, il motivo: il Comune non ha avuto per oltre 4 mesi una ditta che si curasse del verde pubblico.

 

Così piante e vasi sono rimasti lì: senza che nessuno andasse a rimuoverli.

 

 

A meno che non si facessero sotto direttamente gli Assessori Comunali.

 

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=73003

 

Il motivo è semplice quanto incredibile.

 

Incredibile, a meno che non si abiti nella città di Amazon e delle bindelle, smart e costellata di transenne.

 

Non è una Trippa per i gatti, anche se la materia è paradossale.

 

Ma andiamo con ordine.

 

***

 

Scade (da tempo, prorogato più volte) il contratto con l’Azienda di Novara che aveva vinto il precedente appalto.

 

Dopo diverse proroghe, la Giunta approva quello che si chiama “atto di indirizzo” per orientare il lavoro degli Uffici che devono preparare la gara d’appalto.


***

La Ditta di Novara nel frattempo ( gennaio - aprile 2017 ) ha lavorato con circa 30 mila euro IVA compresa per effettuare un numero ridotto di tagli erba: i 30 mila euro sono l'avanzo della somma messa a budget nell'anno precedente per le potature. Soldi che sono stati risparmiati.


L'ordine di grandezza economica del nuovo appalto (tanto per rendere l'idea del carico di lavoro di cui si parla ) è di 700 mila euro l'anno.


Venerdì scorso, arrivando la determina, si è rimossa la pianta in Largo Chatillon che si vede nella illustrazione e domani - martedì - si rimuoverà quella in Corso Adda; poi il resto.

 

***


Si indirizza – in questo caso, ad esempio – l’ordine delle priorità e tra le tante cose dell’atto c’è – ma sono solo esempi – che si deve un po’ ridurre la superficie investita a fiori, lasciando più spazio al prato: questo per ridurre un po’ i costi senza rinunciare troppo all’ estetica.

 

Abbiamo già osservato in altra occasione – per quel che può valere la nostra modesta opinione – che si tratta di un Atto fatto con molta cura, il quale sicuramente dà agli Uffici una “cornice” governata dalla Amministrazione entro la quale disporre il bando.

 

Insomma, un buon lavoro.

 

Questa deliberazione – l’atto di indirizzo, appunto – viene adottata dalla Giunta Comunale di Vercelli il 16 dicembre 2016, giusto il giorno dopo l’ebbrezza della firma del contratto con Amazon.

 

***

 

Allora uno pensa: gasati come potrebbero essere dalla vendite dei terreni, chissà d’ora in poi come saranno pimpanti.


Subito il bando, pronti via. Massimo una settimana dopo.

 

Anche perché – va detto – che l’appalto fosse da rinnovare si sapeva da tempo e che la Giunta avesse quegli “indirizzi” in mente gli Uffici avrebbero potuto saperlo benissimo, visto che sono poi loro a preparare entrambi i documenti.

 

***

 

Invece, l’incredibile.

 

Passano le settimane, passano i mesi, ma bisogna arrivare fino al 26 aprile scorso (si veda il pdf) perché la Direzione Smart dell’Ufficio Tecnico affidata a Liliana Patriarca sdogani la determinazione con l’indizione del bando di gara.


http://piemonteoggi.it/pdf_news/08052017131852_GARAVERDEPUBBLICO.pdf

 

E uno dice: ma nel frattempo avranno almeno prorogato il servizio alla Ditta di Novara che se lo era già visto prorogare.

 

No.

 

Anche la proroga per maggio e giugno arriva il 26 aprile.

 

E nel frattempo?

 

Nel frattempo se arriva il vento le piante stanno dove sono.

 

Forse, meno male che è arrivata la bufera, è arrivato il temporale (come cantava Renato Rascel) chi sta bene e chi sta male e chi sta così così: se no ci avrebbero magari impiegato altri 4 o cinque mesi, chissà.

 

***

 

Perché il Comune tollera una cosa del genere?

 

Questo sarebbe amministrare?

 

C’è qualcuno che si stia domandando seriamente se un siffatto modo di ordinare l’attività dell’Ente sia compatibile con qualsiasi criterio (di destra, di sinistra, di centro, non importa il colore politico) di amministrazione dell’Ente Locale?

 

Un Ente Locale dove possono avvenire queste cose è una garanzia di fronte all’arrivo di interlocutori industriali di potenza planetaria, che dimostrano la loro superiorità muscolare costruendo – come sta facendo Amazon - un capannone da 100 mila metri quadri e oltre in nove mesi di lavoro?

 

Qualcuno si sente tranquillo di fronte ad una sproporzione di forze, strategia, consapevolezza di ruoli, come questa?

 

Perché il problema è – pare essere – non solo o non tanto l’ aberrazione di vedere che per passare dall’atto di indirizzo alla indizione del bando occorrano 4 mesi e dieci giorni.

 

Il problema maggiore è il fatto che la cosa sia stata tenuta sotto lo zerbino per tutto questo tempo.

 

Perché una lacuna, dichiarata onestamente come tale, in modo trasparente, è comunque meno grave.

 

E’ già un passo verso la soluzione del problema.


E’ un atto di trasparenza e onestà che mette il cittadino tutto sommato più tranquillo.

 

Perché se è vero che fare lavorare gli Uffici sia doveroso, è altrettanto vero che sia difficile: quindi potrebbe non essere nemmeno rimediabile eleggendo Tizio invece di Caio.

 

Quello che può fare Caio invece di Tizio è, però, dire la verità.

 

In questo caso, invece e di nuovo, si è sentito il consueto rosario di balle politicamente corrette per giustificare una enormità come quella di vedere per settimane le piante di alto fusto coricate per terra: c’è il brutto tempo, siamo sotto organico, e via discorrendo.

 

No. La verià è purtroppo un’altra ed è venuta a galla: gli Uffici hanno impiegato 4 mesi e dieci giorni per redigere il bando.

 

E se risolvere il problema è difficile per tutti, non si vede in questo caso se vi sia la percezione del problema.

 

Se – è un’altra cosa difficile – si intenda prendere qualche provvedimento nei confronti di chi rende possibile un simile paradosso amministrativo.

 

Pare – al contrario – che la percezione del problema non vi sia e che la Dirigente responsabile del Settore sia tenuta in guisa di un tesoretto.

 

La Dirigente di questi Uffici ha avuto, l’anno scorso, il punteggio massimo per “raggiungimento degli obbiettivi” con la conseguente piena devoluzione della maggiorazione economica di risultato: in totale – stipendio più premi – siamo oltre i 100 mila euro lordi l’anno di stipendio.

 

E alla Dirigente si permette di cumulare un altro incarico a Villarboit, per altri 20 mila euro l’anno lordi.

 

E la stessa Dirigente è attualmente sotto processo per reati contro la Pubblica Amministrazione e nessuno – anche se c’è stata una Commissione di Indagine Comunale che ha rilevato irregolarità nella gara ad evidenza pubblica per la quale il processo è in corso – dice niente, né prende un provvedimento di autotutela a beneficio del Comune.

 

E siccome la prima persona che sa come qualcosa di opaco ci sia stato è il Sindaco, ci si chiede perché mai il Sindaco tolleri ancora questo modo di lavorare della Direzione affidata a Liliana Patriarca.

 

Così come ci si chiede – tendendo l’orecchio e non udendo echi di sorta – cosa determini ora Consiglieri coraggiosi come ad esempio Emanuele Caradonna, che tuonavano di volere esperire la strada del ristoro di eventuali danni erariali, a tenere la bocca ben chiusa.

 

Non sono più preoccupati per l’eventuale danno erariale prodotto da vicende come il Museo dello Sport – altro progetto seguito dalla stessa Dirigente - ?

 

***

 

Lorsignori possono – se credono - stare tranquilli.

 

I cittadini forse è meglio se un’occhiata alla Determina che pubblichiamo in pdf la danno.

 

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