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13/10/2017 - Vercelli - Cronaca

QUELLA TESTE SERAFICA FA CAMBIARE COLORE ALL'AVV. CORSARO - Si ricordi che lei è sotto giuramento! - Ma lei non fa una piega - Però Carla Peona arriva in auto in Tribunale, ma deve tornare a piedi - Udienza al processo Santagostino, Formica, Barbieri

QUELLA TESTE SERAFICA FA CAMBIARE COLORE ALL'AVV. CORSARO - Si ricordi che lei è sotto giuramento! - Ma lei non fa una piega - Però Carla Peona arriva in auto in Tribunale, ma deve tornare a piedi - Udienza al processo Santagostino, Formica, Barbieri


Arriva in auto, ma deve tornarsene a piedi.

Si vede che ha stupito un po’ tutti, a partire dalla persona che l’aveva accompagnata in Tribunale.

E che deve averla lasciata lì, evidentemente contrariata.

Certo che Carla Peona, udita come teste delle difese all’udienza di martedì scorso nell’ambito del processo ormai conosciuto come “della lettera anonima”   - ove mai qualcuno l’avesse creduto – ha mostrato di non essere affatto malleabile.

Insomma, una tutta d’un pezzo, come peraltro la si conosce da anni, sin da quando era Primario all’ Ospdale S.Andrea.

Poi la carriere anche nei ruoli dirigenziali delle Asl.

Ora è qui come teste nel processo che vede imputati l’Oncoematologo Alberto Santagostino, il Colonnello dei Servizi Segreti Giualiano Formica e sua moglie Antonietta Barbieri, allora come oggi funzionario dell’Asl di Vercelli.

Per una ricostruzione delle fasi precedenti del processo, suggeriamo di leggere il nostro precedente articolo:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=75461  .

***

Le parti in commedia.

Difensori degli imputati, gli Avvocati Andrea Corsaro ed Aldo Casalini (Alberto Santagostino); Renzo Inghilleri (Giuliano Formica ed Antonietta Barbieri).

Difensori delle Parti civili gli Avvocati Roberto Scheda (Federico Gallo); Riccardo Gussoni (Nicoletta Vendola); Roberto Cota (Andrea Adessi).

Giudice le Dottoressa Elisa Campagna, Pubblico Ministero titolare dell’indagine il Dott. Davide Pretti.

***

Prima della Dottoressa Peona è la volta di un altro teste delle difese, l’anestesista Alberto Puliserti.

In servizio da molti anni all’Ospedale S.Andrea, è – per sua stessa ammissione – l’autore della lettera con la quale si lamenta della Dottoressa Vendola, che ovviamente incontra in Sala Operatoria allorquando è chiamato a praticare le anestesia.

Molto in questa vicenda si gioca sul filo sottile che tiene insieme – fin che può – dimensione psicologica e dati di fatto.

Sul confine talvolta labile tra la propria percezione delle cose e la realtà oggettiva.

Sicchè – nel processo e negli atti difensivi se ne era a lungo discusso – la famosa lettera che pareva una petizione firmata da molti per criticare il “carattere” della Dottoressa Vendola, il suo modo di agire e soprattutto reagire (certo, seguendo questo processo, si deve dire che di pazienza ne abbia avuta, circondata com’era) al dire di certi compagni di Sala Operatoria.

La Dottoressa Vendola sarebbe stata – secondo i firmatari della “petizione” – responsabile di un clima di tensione idoneo persino a compromettere “la sicurezza” dell’operare dei vari attori nel teatro operatorio.

Una lettera che non è mai stata protocollata.

E’ stata consegnata in via riservata alla Dottoressa Elena Pastorelli, della Direzione Sanitaria.

Ma quanti sarebbero stati questi firmatari della “petizione”?

Uno solo, proprio il Puliserti.

Altre lettere pare ci siano state ma non sono state prodotte, non si sa quante siano, chi siano gli autori; il direttore sanitario dell’epoca addirittura non le ha mai viste.

 

***

Dunque il Puliserti un bel giorno decide di scrivere una lettera contro la Vendola.

Ma – decisamente le lettere anonime nascono in ambienti in qualche modo propedeutici e forse secondo evoluzioni le une prodromi che agli altri, dei fatti – non la protocolla.

La consegna per parlarne, come base per una discussione, forse pensando così di risolvere in camera caritatis  quello che pare un proprio problema di rapporto con il Primario di Ginecologia.

Qualche riverbero – in ordine alla perspicacia dei ragionamenti seguiti – può forse riscontrarsi anche nei presupposti logici e psicologici dai quali questa vicenda prende le mosse.

***

Perché tutto nasce dal fatto che una lettera anonima carica di maldicenze, sia stata inviata per raccomandata da un ufficio postale di periferia.

Sì, il Lettore ha capito bene: una lettera anonima inviata per raccomandata.

E se risultasse mai – a processo concluso e dopo il terzo grado di giudizio – che in ciò porta una qualche responsabilità un Colonnello dei Servizi Segreti,  ci sarebbe davvero da mettersi le mani nei capelli, a prescindere dal merito.

***

Esaurita la deposizione Puliserti, è dunque la volta della Peona, nella sua qualità di Direttore Sanitario dell’Asl nel trienni 2012 - 2015.

E subito la Dottoressa delude gli Avvocati difensori.

Il carattere di Gallo?

A volte un po’ irascibile, ma sempre in relazione ai gravosi problemi che era chiamato a risolvere.

Insomma – direbbe il profano – era un po’ incazzoso, ma con sacrosanta ragione.

Gallo un giorno le disse di essere appoggiato dall’Allora Ministro della Sanità, il Prof. Renato Balduzzi?

Risposta della Peona, che non si ricorda dell’episodio, ma sollecitata dagli Avvocati Corsaro e Casalini: e che ci sarebbe stato di strano? Non credo che avrei fatto una piega se Gallo mi avesse detto così.

Il colorito dell’Avv. Andrea Corsaro si fa via via più marcato, assumendo varie tonalità di rosso a tratti più intenso, ma sfiora il cremisi quando sente parlare la Peona: si ricordi che è sotto giuramento!

Reprimenda di solito indirizzata ai testi di controparte.

Mentre la Peona è citata proprio da loro, Corsaro e Casalini.

Si ricordi!

Ma quella non fa una piega.

E caspita, Corsaro pare inalberarsi quasi quanto il Gallo. Di cui, quando era Sindaco di Vercelli, Corsaro non era propriamente tra gli estimatori.

Ma queste sono storie e ruoli diversi.

Non confondiamo i piani, né tanto meno si mescolino le carte.

***

Ebbene, la Peona non molto può fare per la pace del cuore dell’illustre Legueio, né del più giovane Collega.

Solare anche nel dire come andassero le cose al piano secondo e nobile della “palazzina”, la sede direzionale dell’Asl.

E’ vero o non è vero che Andrea Adessi fosse un riuscito mutante, un po’ spin doctor, un altro po’ mister Wolf  (risolvo problemi) divenuto a piccoli, ma costanti passi, indispensabile a Gallo per qualsiasi decisione, come se altresì fosse il cugino germano di un Gianni Letta o – renzianamente – di un Marco Carrai?

La Dottoressa non si ricorda di averlo più di tanto visto in circolazione: lavoravo con la porta chiusa, sì, qualche volta l’ho visto, ma non più di tanto.

Se poi quella controfigura calva di Rasputin fosse così incombente al secondo piano, non le sembra.

Si ricorda bene, invece, Carla Peona e nella sua veste di Direttore Sanitario, di avere sempre espresso pareri favorevoli alla conferma nell’incarico di Primario di Nicoletta Vendola.

Ma come?! Tuonano le difese che ormai – verosimilmente – si saranno già pentite amaramente di averla citata come teste: anche con quelle censure disciplinari comminate?!

E lei, serafica, afferma di aver tenuto conto delle censure, ma soprattutto del comportamento medico e deontologico, delle qualità cliniche ed ho fatto una “media”, ritenendo che stesse bene in quel posto al S.Andrea.

***

Si riprende il 17 ottobre, con altri testi della difesa Santagostino, Formica, Barbieri.

 

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