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22/03/2019 - Vercelli - Cultura e Spettacoli

QUEL BISOGNO PRIMORDIALE DI AVERE UN RE E DI TENERLO A FRENO - Dall'Antico Testamento alla Magna Carta, l'uomo di ogni tempo alle prese con il problema del potere - In Arca il simbolo di una tensione mai sopita

QUEL BISOGNO PRIMORDIALE DI AVERE UN RE E DI TENERLO A FRENO - Dall'Antico Testamento alla Magna Carta, l'uomo di ogni tempo alle prese con il problema del potere - In Arca il simbolo di una tensione mai sopita
La Magna Carta del 1217, a Vercelli fino al 9 giugno prossimo -


I francesi, più di 500 anni dopo, dovettero arrivare ad una Rivoluzione cruenta per affermare e conquistarsi più o meno le stesse cose che in Inghilterra, già nel 1215 erano riusciti a “mettere nero su bianco” nel rapporto tra il Sovrano ed i Rappresentanti del popolo.

Nero su bianco, con la firma, due anni dopo, cambiando qualcosa, un po’ più che “notarile” del Cardinale Guala Bichieri.

La Magna Carta è uno dei più straordinari esempi di come, nella storia dell’umana creatura, il problema del governo, del potere, in ultima analisi della politica, occupi un posto talmente importante che l’Eterno si incarica di dirci qualcosa in proposito a cominciare dal Libro dei Giudici.

Che si conclude, al Capitolo 21, guardando realisticamente in faccia alla realtà:”  In quel tempo non c'era un re in Israele; ognuno faceva quel che gli pareva meglio”.

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Solo nel Primo Libro di Samuele si manifesta il combattimento interiore che è la cifra di una tensione sociale, primordiale e mai sopita.

Un crinale stretto: un conflitto tra la necessità ineludibile di avere un re e – subito – il bisogno di mettere un freno al suo potere.

Meglio lasciare che parli direttamente Dio:

11 Disse loro: «Queste saranno le pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio, 12 li farà capi di migliaia e capi di cinquantine; li costringerà ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. 13 Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. 14 Si farà consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li regalerà ai suoi ministri. 15 Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi consiglieri e ai suoi ministri. 16 Vi sequestrerà gli schiavi e le schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. 17 Metterà la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. 18 Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà». 19 Il popolo non diede retta a Samuele e rifiutò di ascoltare la sua voce, ma gridò: «No, ci sia un re su di noi. 20 Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie». 21 Samuele ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all'orecchio del Signore. 22 Rispose il Signore a Samuele: «Ascoltali; regni pure un re su di loro». 

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Il grande affresco sul problema del potere e del governo del popolo ha la propria incomparabile e suggestiva costruzione scenica nell’epopea di Re Davide e poi di suo figlio Salomone.

E un’eco di questo confronto mai estinto, tra il riconoscimento della funzione di governo e la doverosità di un controllo – diciamolo pure – “democratico” dell’esercizio di un potere altrimenti assoluto ed intrinsecamente iniquo, arriva fino al Medio Evo in cui la Magna Carta giunge ad indicare la strada verso un possibile, l’unico possibile, modo di vivere la relazione politica nella città dell’uomo.

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Questo prezioso segno del passato, che è arrivato fino a noi perfettamente leggibile e – così – anche simbolicamente capace di parlarci ancora oggi, illustra nelle sue norme non tanto l’illusione di una ricetta buona per sempre, quanto la doverosità, la missione di una ricerca, da affrontarsi quotidianamente, cogliendo i  segni dei tempi, sapendo come eluda il nostro dominio, pur esigendo il nostro contributo.

Da domani, sabato 23, fino al 9 giugno, la Magna Carta nella edizione di Hereford, cui si perviene con la mediazione di Guala, nel 1217, sarà a disposizione di tutti e parlerà a ciascuno.

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