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31/01/2019 - Vercelli - Pagine di Fede

QUEL MIRACOLO DELLE PAGNOTTELLE CHE INSEGNA COSA SIA DAVVERO NECESSARIO ALLA VITA VERA - Oggi festa grande per San Giovanni Bosco

QUEL MIRACOLO DELLE PAGNOTTELLE CHE INSEGNA COSA SIA DAVVERO NECESSARIO ALLA VITA VERA - Oggi festa grande per San Giovanni Bosco
Anno 2015, Secondo Centenario di Don Bosco, l'urna con la sua reliquia a Vercelli -

Oggi festa grande non solo per la comunità salesiana, ma per tutta la Chiesa, che ricorda San Giovanni Bosco.

Nel corso della giornata i Centri di Formazione Professionale salesiani celebreranno con gli allievi vari momenti di vita della Scuola, che culmineranno alle 16,30 con la consegna degli attestati.

Il momento più atteso da tutta la Chiesa Eusebiana è la celebrazione eucaristica delle 18, quando alla Chiesa del Sacro Cuore al Belvedere l’Arcivescovo di Vercelli Mons. Marco Arnolfo, con tutte le Parrocchie della Comunità Pastorale Vercelli Nord commemorerà il Santo del Valdocco.

Poi la benedizione del Pane di Don Bosco, che riprende il miracolo delle “pagnottelle”.

Ecco da dove attinge questa tradizione.

 

IL MIRACOLO DELLE PAGNOTTELLE:


Il 22 ottobre 1860, sulla prima porta a sinistra della Chiesa di San Francesco di Sales (Torino), avvenne un fatto straordinario. Francesco Dalmazzo era arrivato a Valdocco a 15 anni. Aveva grande volontà, ma salute debole. Disse a Don Bosco:
"Io le voglio bene, ma se continuo a stare qui mi ammalerò. Se permette, scrivo a mia mamma di venire a riprendermi".
Così fece. Ma la mattina in cui doveva partire, volle ancora confessarsi da Don Bosco. Mentre attendeva per le confessioni dietro l'altare, mentre si confessava e durante il ringraziamento alla confessione, vide tornare tre volte i garzoni del pane che dissero a Don Bosco che pane per la colazione non ce n'era più.
Don Bosco prima li mandò dal panettiere, Magra; saputo poi che il panettiere non voleva più dare a credito, disse di raccogliere tutto il pane che c'era all'Oratorio, che sarebbe venuto a distribuirlo lui stesso alla porta.
Francesco capì che forse stava per capitare qualcosa di straordinario. Uscendo per primo, fece cenno a sua madre che l'aspettava con la valigia di avere pazienza ancora un po'.
"Quando arrivò Don Bosco - è la sua testimonianza giurata - presi una pagnotta per primo, guardai nel cesto e vidi che conteneva da una quindicina a una ventina di pagnottelle.
Quindi mi collocai inosservato proprio dietro Don Bosco, sopra il gradino, con tanto di occhi aperti. Don Bosco iniziò la distribuzione.
I giovani gli sfilavano davanti, contenti di ricevere il pane da lui, e gli baciavano la mano, mentre egli a ciascuno diceva una parola, dava un sorriso. Tutti gli alunni, circa 400, ricevettero il loro pane.
Finita la distribuzione, volli riesaminare la cesta del pane: nel canestro c'era la stessa quantità di pagnotte di prima. Restai sbalordito. Corsi difilato da mia mamma e le dissi:
"Non vengo più a casa. Qui si mangia poco, ma Don Bosco e' un santo".
Questa fu la sola causa che mi indusse a restare all'Oratorio e a farmi salesiano" (MB 6,777). Francesco Dalmazzo divenne sacerdote, fu per otto anni direttore nell'istituto salesiano di Torino-Valsalice, e fu il primo Procuratore generale della Congregazione Salesiana presso la Santa Sede.

 

 


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