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14/05/2017 - Vercelli - Società e Costume

ROBERTO SCHEDA E' IL 54° VERCELLESE DELL'ANNO - Il prestigioso curriculum non può illustrare la sua più grande virtù: l'amore assoluto per la sua famiglia -

ROBERTO SCHEDA E' IL 54° VERCELLESE DELL'ANNO - Il prestigioso curriculum non può illustrare la sua più grande virtù: l'amore assoluto per la sua famiglia -
Pier Luigi Bruni - Roberto Scheda - Maura Forte


L’ Avvocato Roberto Scheda è il 54° “Vercellese dell’Anno” per il 2016.

 

Lo ha designato la “Famija Varslaisa”,  benemerito sodalizio culturale e di promozione del territorio vercellese presieduto da Pier Luigi Bruni.

 

Ieri – 13 maggio – in un Salone Dugentesco gremito di tante gente che ha voluto dimostrare quanto sia stata indovinata la scelta della Famija, la consegna della prestigiosa onorificenza.

 

 

Il noto penalista vercellese (nonché politico, amministratore e leader del mondo bancario italiano) Roberto Scheda ha ricevuto il premio Vercellese dell'Anno 2016.

 

Gliel'hanno consegnato il sindaco Maura Forte e il presidente della Famija Varsleisa Pierluigi Bruni.

 

Il riconoscimento, istituito appunto dalla Famija a partire dal 1962, è andato in passato a personaggi del valore di Silvio Piola, Francis Lombardi e Angelo Gilardino.

 

Scheda è stato salutato dalle autorità e da tanti autorevoli amici, tra i quali il vice presidente nazionale del Banco Popolare-Bnp Maurizio Comoli.

 

Tantissimi i colleghi avvocati presenti, tra i quali tutto il Consiglio della Camera penale di Vercelli, di cui Scheda è presidente.


Ringraziando tutti, Scheda ha citato quattro grandi amici che non ci sono più: Dario Casalini, Leo Carrà, Felix Lombardi e Marcello Camozzi.

 

Quindi ha ribadito il proprio impegno perchè lo Stato tuteli i giovani svantaggiati da malattie genetiche e non.

 

E, a quel punto, si è commosso.

 

***

 

Una commozione che ha suscitato ricordi anche in chi scrive, che può serbare nello scrigno delle esperienze di valore, uniche, un viaggio con Roberto in quel di Monte Argentario.

 

Guidava la sua bellissima Mercedes Coupé color carta da zucchero metallizzata.


Ne era giustamente orgoglioso anche perché - diceva - lo aveva riconciliato con la guida, maneggevole e confortevole com'era.


Fumavano entrambi il toscano Garibaldi - allora - ed in breve l'abitacolo divenne qualcosa di vicino ad una giornata di nebbia fitta.


Fu d'uopo smettere e di lì a poco del tutto.


Quel viaggio aveva un motivo.

 

Roberto dava assistenza legale ad un ragazzo – più di vent’anni fa – che con la propria società si era avventurato a prendere in gestione una piscina nella bellissima località di mare.

 

Bellissima la località di mare, un vero colabrodo quella vasca coperta da una tensostruttura.

 

Sicchè bisognava risolvere il contratto senza danni.

 

Quel viaggio resterà nella memoria perché – di tutto il prestigioso curriculum di Scheda ogni vercellese sa il proprio “pezzo” – consegna a noi una sfaccettatura del personaggio che ci ha confermati nella stima e nell’affetto e che resta un esempio custodito con cura e spirito discente.

 

Naturalmente si parlò di politica e quanto – Monte Argentario non è dietro l’angolo – poi anche delle rispettive famiglie.

 

E così fu facile capire quanto amore questo grande uomo avesse per la propria famiglia, per la moglie e naturalmente un amore assoluto per i figli i cui passi seguiva con una sapiente dedizione, rispettosa tuttavia della loro autonomia.

 

Quell’amore che oggi è di nonno: amore sapiente, struggente, che consegna alla città l’immagine di un uomo veramente immenso e di fronte al quale le nostre parole non sono che poveri balbettii.

 

Sicchè vi lasciamo con il filmato, nel quale potrete ascoltare le sue


http://vercellioggi.it/dett_video_notizie.asp?id=2663


e con la gallery.

 

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