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27/06/2011 - Regione Piemonte - Cultura e Spettacoli

TESES - Una sensazionale scoperta a Cagliari

TESES - Una sensazionale scoperta a Cagliari
Gli speleologici vercellesi del Teses Luigi Bavagnoli e Andrea Verdini con il conduttore Daniele Bossari

(g.l.m.) - E' stata fatta dagli speleologi del Gruppo Cavità Cagliaritane e dall’associazione speleo-archeologica Teses di Vercelli (www.teses.net), in un gemellaggio esplorativo seguito dalle telecamere della nota trasmissione di Italia 1, “Mistero”.



A seguire le operazioni di ricerca e di studio di Marcello Polastri, presidente del G.C.C. e di Luigi Bavagnoli, presidente di Teses, c’era Daniele Bossari, nei panni di inviato speciale, che ha seguito gomito a gomito l’avventura.


Una straordinaria scoperta avvenuta nella serata del 24 giugno a trenta metri nel sottosuolo di Cagliari.


Dopo ore di percorrenza nel sottosuolo è stata infatti ritrovata una catacomba cristiana estesa mille metri quadri.


Si tratterebbe di una vecchia cisterna cartaginese poi riutilizzata come cava dai Romani, e che ora assomiglia ad una cattedrale arcaica che riposa da millenni a 32 metri di profondità sotto le trafficate strade del Castello di Cagliari. Sono centinaia gli scheletri umani avvistati dagli speleologi, con sepolture a cumuli, e ossa umane raccolte in mucchi alti anche diversi metri, che giacciono fra cocci antichi, croci ortodosse (si parla anche della Tomba dei Vescovi africani, deportati in Sardegna dai Vandali nel 480 con i loro adepti: dal vescovo di Cartagine San Fulgenzio a quello di Ippona, Feliciano) e resti di bare in una stratificazione tombale che si sarebbe susseguita per un migliaio di anni. Sono centinaia gli scheletri umani avvistati dagli speleologi, incalcolabili i cumuli di ossa umane alti diversi metri che giacciono sotterrati tra cocci antichi, incisioni e nicchie ricavate nelle pareti della roccia. La spedizione, composta dagli speleologi sardi e dal team esplorativo Teses di Vercelli nell’ambito di un gemellaggio esplorativo, aveva l’obiettivo di realizzare immagini professionali per il programma tv Mediaset Mistero, e per Infochannel TV, a conclusione di un ciclo di esplorazioni sotterranee seguite da tv regionali e internazionali.Il conduttore Daniele Bossari, Marcello Polastri e Luigi Bavagnoli, non hanno creduto ai propri occhi: dopo aver superato un foro in una parete del vecchio rifugio di guerra, hanno scoperto le ossa umane. Prima due, poi tre, infine migliaia di resti che ricoprono il pavimento di una grande caverna che in parte si dipana, con i suoi cunicoli e le immense sale, sotto il bastione di Santa Croce in Castello. Ma “è bene non rendere nota l’esatta ubicazione per il timore di manomissioni” afferma Marcello Polastri, il primo che ha intuito l’importanza della scoperta e che ha sospeso temporaneamente l’esplorazione per i successivi accertamenti. Con Bossari, Polastri e Bavagnoli erano presenti gli speleologi Eleonora Murgia, Fabrizio Raccis, Davide Cabras, Andrea Verdini, Giuseppe Melis, Alessandro Argiolas, Antonello Cau e Arcadio Cavalli. L’accesso all’antica grotta, “una sorta di eremo rupestre - afferma Polastri - era occultato dietro una intercapedine, tra un muro del vecchio ospedale di guerra e la parete rocciosa della grotta che lo ha ospitato, a partire dal 1940”.“Sul finire del 1980 in questa zona venne scoperto un ossario, ma questo riportato alla luce l’altra sera non è un semplice deposito di ossa, bensì una sorta di catacomba labirintica e per un tratto allagata, infatti abbiamo proceduto con le mute nelle parti più profonde e all’apparenza pericolose”. Nei prossimi giorni gli speleologi concluderanno i rilievi della caverna appena scoperta. Dal sottosuolo, con la massima cautela per non alterare il sito, hanno prelevato alcuni campioni ossei e resti di manufatti, per fornire agli archeologi ed alle istituzioni una corposa documentazione che verrà illustrata, tra qualche giorno, nel corso di una conferenza stampa aperta all’ampio pubblico mentre i risultati delle analisi verranno pubblicati sul sito: http://www.sardegnasotterranea.org


 Potrebbe trattarsi della scoperta più importante dal 1800 ad oggi. Forse non siamo a tanto, forse si.


 


 

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