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17/04/2014 - Torino - Cronaca

TORINO - Associazione per delinquere e 18 provvedimenti di avviso

TORINO - Associazione per delinquere e 18 provvedimenti di  avviso
L’operazione Filo d’Arianna è partita ad agosto 2010

Il 30 marzo scorso, il Pubblico Ministero Dott. CASTELLANI, a conclusione delle indagini preliminari connessi alle attività investigative condotte dai carabinieri della Compagnia di Chivasso, denominate Filo d’Arianna e Filo d’Arianna II,  ha emesso 18 provvedimenti di  avviso di conclusione delle indagini preliminari a giudizio a carico di altrettanti soggetti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzato al traffico di droga.  



L’intera operazione FILO D’ARIANNA (Filo d’Arianna + Filo d’Arianna II) -agosto 2010 all’aprile 2013- ha interessato le province di Torino, Aosta, Alessandria, Asti, Foggia e Reggio Calabria, e ha permesso di ottenere i seguenti risultati: 14 arresti su ordine di custodia cautelare in carcere (di cui 13 eseguite il 22 ottobre 2013), 32 denunciati a piede libero, 6 già condannati in via definitiva nel corso dell’attività di indagine,17 arrestati in flagranza di reato nel corso dell’attività investigativa,  sequestrati oltre 90 kg di droga, tra hashish, marijuana e  cocaina,  un Revolver clandestino cal.38sp e 38mila euro.  


Il 20 marzo scorso, poco pima dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, i carabinieri hanno eseguito 12 perquisizione a carico di altrettanti indagati. L’attività ha permesso di raccogliere ulteriori prove a loro carico: 500 grammi di marijuana a casa Giuseppe BARBARO, 34 anni, e alcune dosi di cocaina nella disponibilità di Luigi IERARDI,  50 anni, di Valenza (AL).


L’indagine e i personaggi


Nell’ottobre scorso tredici persone erano state arrestate con l’accusa di spaccio di stupefacenti: sette in carcere, sei ai domiciliari. In tutto una ventina di indagati. Tra gli arrestati anche il fratello e i nipoti di Giovanni Carnazza, ucciso nel 1984 da un sicario vicino a un distributore di benzina in lungo Dora Voghera, a Torino. L’inchiesta, coordinata dal Pm Stefano Castellani, ha impegnato per mesi i carabinieri della compagnia di Chivasso. Centinaia di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, più alcuni sequestri di stupefacente. Nel corso dell’indagine, i militari hanno recuperato in un garage di corso Casale, a Torino, 65 chili di hashish. La rete di spaccio è stata scoperta nel corso dell’indagine sui Magnis, famiglia condannata di recente per associazione mafiosa. Secondo le indagini dei carabinieri, Carnazza, il padre Francesco, il fratello Giovanni, e gli altri arrestati, Sandro Privitera, Francesco Keoma Iemma, Davide Molino, Saverio Barbaro, erano «stabilmente introdotti nella rete del narcotraffico».


 


 


 

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