VercelliOggi.it
Il primo quotidiano on line della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
23 September 2018 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
VercelliOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it
Dettaglio News
14/10/2017 - Vercelli - La Posta

TRAPIANTO DI CUORE – La dichiarazione di Pier Giuseppe Orlandin dopo le notizie sui quotidiani relative alla morte di un trapiantato di cuore

TRAPIANTO DI CUORE –  La dichiarazione di Pier Giuseppe Orlandin dopo le notizie sui quotidiani relative alla morte di un trapiantato di cuore

Pier Giuseppe Orlandin invia una sua dichiarazione unitamente ad un “pezzo” scritto dal Dott. Aldo Giacardi medico chirurgo (attualmente in pensione) persona della massima affidabilità.

 

In merito alle notizie di stampa recentemente apparse sui quotidiani nazionali e comunicato anche dai Tg. ritengo opportuno e doveroso fare una precisazione in quanto il sottoscritto (trapiantato di cuore) la prima volta che fu chiamato alle Molinette, il 13 febbraio 2006, il cardiochirurgo, mi informò che il donatore aveva l’Epatite B e che siccome avevo fatto la profilassi se ero d’accordo loro avrebbero proceduto al trapianto. Io nelle condizioni in cui ero non ho rifiutato, ma alcune ore dopo, prima di entrare in sala operatoria, lo stesso cardiochirurgo mi informava della non possibilità di procedere al trapianto in quanto dagli esami fatti risultava che il cuore del donatore aveva il ventricolo sinistro che non avrebbe retto l’intervento e fui invitato a tornare a casa. Questo per dire e significare che i controlli vengono effettuati all’atto del prelievo e successivamente per garantire una maggiore sicurezza al ricevente. L’articolo che segue, a firma del Dott. Aldo Giacardi (medico chirurgo), credo possa chiarire ulteriormente i passaggi e i controlli dal momento della verifica dello stato di morte encefalica al prelievo degli organi al momento del trapianto. 

Pier Giuseppe Orlandin

 

 

È recente la notizia sulla denuncia relativa alla morte di un trapiantato di cuore. Questa ha portato sconcerto nell’opinione pubblica andando ad aumentare la platea degli scettici sulla donazione di organi e, di riflesso, sulla tematica “trapianti”. Per questo è opportuno chiarire alcuni punti senza giudicare poiché ciò spetta alla magistratura. Tutti i tipi di trapianti, nelle loro tre fasi di svolgimento (prelievo, banco e trapianto), sono soggetti a protocolli, unanimemente ed universalmente accettati, che devono essere osservati, documentati con atti scritti ed infine archiviati. Questo garantisce la trasparenza delle scelte decisionali ed evita possibili scappatoie. Inizialmente va certificata la morte encefalica del donatore tramite una commissione di tre medici (un neurologo, un medico legale ed un anestesista). Segue la volontà alla donazione degli organi, dichiarata in vita dal donatore o dai suoi più stretti parenti. Inoltre deve essere giustificata la motivazione per cui la scelta del ricevente (paziente da trapiantare) è caduta su un soggetto e non sugli altri. A garantire ulteriormente questi passaggi c’è la verifica dei chirurghi prelevatori sulla validità dei documenti succitati. Spetta poi agli stessi appurare l’idoneità dell’organo che preleveranno; nel caso specifico del cuore le sue inalterate contrattilità, conduzione dello stimolo nervoso, pervietà coronarica ed infine l’assenza di eventuali danni traumatici (contusioni ad esempio). È necessario rispettare, documentandole, le modalità di trasporto dell’organo (in ghiaccio) e dei suoi tempi poiché ogni organo necessita di essere trapiantato entro un suo specifico periodo; per il cuore non oltre le 5 ore. Segue l’atto operatorio che, come per tutti gli interventi chirurgici, viene redatto su appositi registri. In esso sono descritte eventuali criticità e le soluzioni messe in atto per risolverle con i risultati conseguenti. Per ultimo la cartella clinica, con la quotidiana registrazione del decorso postoperatorio, potrà chiarire ulteriori dubbi. Da tutto ciò emerge come l’iter trapiantologico sia estremamente trasparente ed è per questo che il Centro Nazionale Trapianti e gli Ospedali, dove si sono sviluppate le procedure sopra citate, hanno messo a disposizione della magistratura ogni atto perché possa giudicare con imparzialità. Spetta ai giudici, in base alle risultanze in loro possesso, decidere si vi sia stata imprudenza, negligenza od imperizia nell’equipe medica e nel coordinamento sentenziando in merito. Ultima considerazione, che non vuole giustificare la parte medica, è che qualsiasi trapianto non può essere abbassato a semplice procedura chirurgica (appendicectomia, colecistectomia ecc.) ma contempla dei rischi gravi (anche la morte in sala operatoria). Questo viene segnalato verbalmente ai pazienti i quali poi sottoscrivono il consenso informato in cui tale possibilità è citata.

Aldo Giacardi

 

 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI
PiemonteOggi.it - Network ©
Iscrizione R.O.C. n° 23836 - Data ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2014 - Online dal 1 giugno 2009 - Direttore responsabile: Guido Gabotto
Editrice: "PIEMONTE OGGI SRL" - P.I./C.F. 02547750022 - Via F. Petrarca 39 - Vercelli - Tel. 0161 502068 - Fax 0161 260982
Mail: info@biellaoggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.a.s - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it