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08/01/2015 - Vercelli - La Posta

TRINO - Il 2015 deve essere l’anno della svolta, si incominci a pensare come rivalutare questo territorio “Senza il Nucleare”

TRINO - Il 2015 deve essere l’anno della svolta, si incominci a pensare come rivalutare questo territorio “Senza il Nucleare”
Alcuni volontari di Legambiente

Lettera aperta (a tutti) sul vecchio e nuovo nucleare

Il 3 gennaio SoGIN ha consegnato a ISPRA la CNAPI (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee per il Deposito Nazionale delle scorie nucleari), ed ecco che i politici, sia nazionali che locali, si scatenano in commenti sui giornali: l’on. Bobba - Saluggia è esclusa; Giovanni Ravasenga, ex sindaco ed attuale consigliere comunale trinese - Leri Cavour no. Probabilmente Bobba, visti i criteri di ISPRA, ha ragione; fa bene però Ravasenga a preoccuparsi per Trino, il nucleare ci ha già "battezzato" due volte e "non c'è il due senza il tre" suonerebbe come tragica beffa.

Chi scrive ha più volte sollevato l’argomento Leri-Cavour come possibile sito per il Deposito Nazionale, sia sulla stampa che in riunioni ufficiali regionali, senza ottenere risposta. Naturalmente crediamo che Leri non abbia le caratteristiche idonee a tale fine e ci batteremo strenuamente perché ciò non accada. Ci fa piacere che i politici condividano alcune delle nostre preoccupazioni, vorremmo però ricordare e ribadire che: a) Saluggia e Trino sono, di fatto, il Deposito Nazionale e visti i tempi per la realizzazione di quello futuro, il 2024, e quelli per il definitivo rilascio dei vecchi siti, teoricamente almeno altri quindici anni, le scorie radioattive vi resteranno ancora a lungo; b) i cittadini italiani, nonostante la Convenzione di Aarhus, sono quelli tra gli europei che meno sanno sui percorsi di disattivazione delle centrali poste sui loro territori; c) SoGIN non intende incontrare ed informare direttamente le popolazioni locali dei propri progetti di disattivazione; d) in Francia e in Belgio, questi incontri, sono istituzionalizzati, e, addirittura, in Belgio, i Comitati cittadini hanno a disposizione fondi pubblici per aiutarli nelle loro azioni di comprensione, critica e controllo dei processi decisionali ed industriali di disattivazione;  e) in barba ai criteri formulati da ISPRA, a Saluggia e a Trino, in riva al fiume, già si costruiscono depositi per le scorie nucleari; f) per SoGIN, la disattivazione del nucleare italiano è anche un banco di prova per la costruzione di un curriculum tecnico per partecipare al grande mercato del Decommissioning internazionale, e le popolazioni locali sono, di fatto, "cavie inconsapevoli" di questo esperimento; g) la centrale Fermi ha emesso ed emette - tra gli altri - Trizio, un radioisotopo ormai riconosciuto, scientificamente, come climalterante e responsabile di patologie tumorali che si trasmettono tra generazioni; h) con delibera della Conferenza Stato-città ed Autonomie locali del 9 dicembre 2010 su richiesta dell’Anci, fu istituto il Tavolo di Coordinamento sulle Attività di Indagine Epidemiologica nelle Aree interessate dalla Precedente Generazione Nucleare, il quale, a tutt’oggi, non ha ancora "partorito" alcuna notizia in merito allo stato di salute delle popolazioni "nucleari" italiane: c’è una spiegazione per questo ritardo?

Con il 1° gennaio 2015 si sono celebrati cinquant’anni di nucleare a Trino, è evidente che questo territorio ha già ampiamente dato, il Deposito Nazionale non lo vogliamo!

Abbiamo preso spunto dagli interventi di Bobba e Ravasenga, ma è del tutto palese che delle nostre preoccupazioni deve farsi carico l’intera classe politica e dirigente vercellese e piemontese, quindi: i Sindaci ed i Consigli comunali, le Province, la Regione, i parlamentari locali, i vari enti di controllo (Prefetture, Ispra, Iss, Arpa, Asl, Enti Parco, Vigili del Fuoco), gli Organi di Informazione, e, perché no, la Curia Vercellese e la Conferenza Episcopale Piemontese attraverso le loro Commissioni Diocesane sulla Salvaguardia del Creato, insomma tutti coloro che hanno voce in capitolo e potere decisionale. Infine i cittadini, troppo spesso impegnati a derogare da questo loro status per assumere quello di sudditi, se non, peggio, di servi ossequiosi.

Il 2015 deve essere l’anno della svolta, si incominci a pensare come rivalutare questo territorio SENZA il nucleare!

LEGAMBIENTE DEL VERCELLESE

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