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27/03/2017 - Vercelli - La Posta

TRINO - Le precisazioni del Consigliere Giovanni Ravasenga sullo scolmatore di Trino

TRINO - Le precisazioni del Consigliere Giovanni Ravasenga sullo scolmatore di Trino

Egregio Direttore,

solamente una precisazione a fronte di una enunciazione sulla sicurezza Trino dei Consiglieri Regionali del Piemonte Giovanni Corgnati e Gabriele Molinari.

Ho letto su VercelliOggi.it delle  Vostre enunciazioni programmatiche che presumo, rivolte in particolare al Territorio Vercellese.

Mi sono soffermato sulla sicurezza di Trino e per la quale si evidenzia che: “sono iniziati i lavori per la costruzione dello scolmatore di Trino, la messa in sicurezza dei nostri Territori esposti a rischio idrogeologico al centro dell’Agenda Regionale “.

Ma nella realtà non è proprio così, anzi ...

Da anni, e ormai ne sono passati dodici dal momento in cui nell’autunno del 2005 la stessa Regione Piemonte consapevole del rischio e del pericolo cui era ed è tutt’ora esposta Trino, finanziò con oltre 5 milioni di euro la costruzione di quell’opera importantissima per la sicurezza della Città, necessaria per mitigare il rischio esondazione causato dalle sempre più frequenti  e crescenti piene del reticolo idrografico minore, in pratica dalle rogge e dai canali.

Fin dal gennaio 2009 il Comune di Trino, che ha patito due disastrose alluvioni, disponeva del progetto esecutivo per la costruzione del nuovo scolmatore; progetto che aveva ottenuto l’approvazione a giugno 2008 dall’allora Giunta Regionale del Piemonte, quella di Mercedes Bresso.

Quella dello scolmatore di Trino è ormai una storia di portata biblica, tanti sono gli anni ormai trascorsi con un nulla di fatto; nel frattempo sono più che raddoppiati i  costi di costruzione dell’opera. Da 5.200.000 euro abbiamo abbondantemente superato quota 12 milioni.

Ora finalmente a dieci anni dalla approvazione di quel progetto, la Regione Piemonte che si era assunta l’onere (improprio) del Soggetto Attuatore, dopo il nulla di fatto e la rinuncia di Trino, ha avviato la costruzione di un primo lotto; circa 2.200 metri di alveo dalla intersezione con il Canale Magrelli a monte di Pobietto al manufatto di recapito delle acque nella lanca del fiume Po in zona Ghiaia Grande, a valle della Grangia di Pobietto.

La scelta di suddividere l’opera in due Lotti era unicamente finanziaria;  proprio perché i finanziamenti disponibili sono e restano solamente quei 5.200.000 euro finanziati nell’autunno del 2005 dalla stessa Regione, finanziamento che non è stato facile recuperare ma anche utilizzare. La logica dei due Lotti è stata unicamente la conseguenza delle effettive disponibilità finanziarie.

Ma questo primo lotto oltrechè essere conseguenza finanziaria, è ininfluente per la sicurezza di Trino, la quale si realizza unicamente con il completamento dell’opera, e quindi  con la costruzione del secondo Lotto e il cui soggetto attuatore è il Comune di Trino.

Ma per realizzare il completamento dell’opera innanzitutto era necessaria la revisione e l’aggiornamento del progetto esecutivo 2009.

Dopo molte insistenze, il Comune di Trino a novembre 2016 ha finalmente affidato l’aggiornamento progettuale che si completerà entro fine aprile 2017. Le disponibilità e le coperture finanziarie per realizzare il secondo Lotto, circa 7 milioni di euro, sono praticamente inesistenti.

E’ vero che il progetto è stato inserito nel Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo (ReNDiS) ma senza alcuna previsione attendibile circa la effettiva disponibilità del finanziamento. Una situazione confermata anche dallo stesso Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente. Ma al di là di queste incertezze, per completare l’opera e quindi il secondo Lotto, sarebbe comunque possibile iniziare i lavori con alcuni interventi basilari impiegando magari i ribassi d’asta del primo Lotto e delle economie consuntivate. Poi sui “progetti cantierabili” per la messa in sicurezza ideogeologica ci sono anche le dichiarazioni del Ministro Galletti, ma anche i Fondi Europei che non mi risultano attivati.

 Infine sulla centralità dell’Agenda Regionale, debbo purtroppo sconfessare le dichiarazioni di Molinari e di Corgnati sull’impegno Regionale. E a conferma, cito un fatto evidente: la Regione a dicembre 2016 ha ricevuto dal Ministero dell’Ambiente una ulteriore integrazione di 19 milioni di euro dirottati però totalmente su altri interventi decisamente meno prioritari rispetto quello di Trino e quasi completamente per interventi sul Territorio della Città metropolitana di Torino; altro che vercellese.

Quindi sul secondo Lotto e sul completamento dell’opera di mitigazione del rischio esondazione, debbo dire che per Trino si sono fatte solamente tante parole  e tante dichiarazioni giornalistiche errate, ma anche tante promesse che ad oggi non hanno alcun seguito. Di concreto restano (speriamo) solamente quel finanziamento di 5 milioni di euro ottenuto più di un decennio fa da chi credeva veramente nell’opera della messa in sicurezza del Territorio.

Grazie Direttore per la Sua gentile ospitalità.

Giovanni Ravasenga

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