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17/05/2018 - Vercelli - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 467 - Sal(d)i di fine stagione - Da quando Ottavio Mezza guarda l'Ex 18, cambia tutto - Quei 2 milioni che tarpano le ali per 10 anni alle Amministrazioni future

TRIPPA PER I GATTI / 467 - Sal(d)i di fine stagione - Da quando Ottavio Mezza guarda l'Ex 18, cambia tutto - Quei 2 milioni che tarpano le ali per 10 anni alle Amministrazioni future

Il Comune di Sali deve essere “assorbito” da quello di Vercelli?

Incorporato?

Diventare una frazione?

La questione terrà banco nei prossimi giorni, fino a che non sarà posta in votazione al Consiglio Comunale convocato per il 31 maggio prossimo.

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La cosa in sé avrebbe ben poca rilevanza: sono processi aggregativi degli Enti Locali da tempo previsti da norme nazionali e regionali che mirano ad una sostanziale razionalizzazione del sistema delle Autonomie Locali.

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Invece, a proposito di Sali con Vercelli, da tempo si affastellano molte domande tra i Consiglieri Comunali.

Soprattutto dopo la riunione dei Capigruppo dello scorso 14 maggio.

Che rendono questa partita tutt’altro che pacifica.

Anche perché, quando si parla di Sali e del suo possibile futuro con Vercelli c'è come un convitato di pietra, l'immobile Ex 18 in Viale Garibaldi.

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Vediamo alcune fasi dei due procedimenti.

Ci sposteremo idealmente tra Sali e Vercelli: i luoghi dove sono state prese le decisioni: anche quelle poi ritrattate.

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LA BUCOLICA LIAISON TRA SALI E SALASCO

Incominciamo il nostro viaggio da Sali e da Salasco.

Dalla fine dell’anno scorso (2017) il Comune di Sali intrattiene con i vicini di Salasco una serie di relazioni che preparano il percorso di fusione tra i due piccoli centri.

I Sindaci Emanuele Gabutti ( Sali ) e Doriano Bertolone ( Salasco ) vanno d’amore e d’accordo e quest’ultimo – stipulando idonea convenzione -  mette a disposizione Personale del Comune di Salasco affinchè il “fratello minore” Sali possa tirare avanti: un distacco.

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Tutto lascia credere che l’iter sarà presto avviato.

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VERCELLI, QUALCUNO METTE GLI OCCHI SULL’EX 18

Ci trasferiamo ora a Vercelli, dove già nei primi mesi del 2018 incominciano a circolare con insistenza voci secondo cui ci sarebbe qualcuno interessato all’acquisizione dell’ex 18 in Viale Garibaldi.

Questo qualcuno – dicono in tanti, ma l’interessato non smentisce – è Ottavio Mezza, imprenditore con molti interessi, notoriamente aduso a condotte imprenditoriali trasparenti e lineari.

Ecco che il 7 marzo 2018 la Giunta Comunale approva l’atto di indirizzo (la deliberazione che dà il via libera all’operazione, dando le linee guida ai Dirigenti per le successive fasi): l’ex 18 sia assegnato ad un unico soggetto.

Ecco la deliberazione ( di aggiornamento ) della Giunta, in pdf:

 http://piemonteoggi.it/pdf_news/17052018194556_DELIBERAEX18.pdf

Un soggetto avente esperienza.

Ed è logico.

Esperienza che – però - non è meglio qualificata.

Come ad esempio potrebbe essere: un soggetto che abbia gestito almeno un anno un ristorante, un bar, una pizzeria.

Oppure che abbia avuto una riseria.

O abbia lavorato in un’agenzia turistica.

No.

Esperienza. Generico.

Ma soprattutto che abbia un “forte radicamento territoriale”.

Esperienza imprenditoriale (generica) e forte radicamento territoriale sono requisiti che ha ovviamente Ottavio Mezza, ma anche altri.

Non tantissimi.

Per esempio, nessuno che venga da fuori, come avviene per qualsiasi appaltino anche minimo nella fornitura di qualsiasi cosa.

E se nessuno può venire da fuori (forte radicamento territoriale) la platea dei concorrenti si riduce di molto.

Soprattutto dei concorrenti che abbiano – sì – esperienza, ma nessuna in particolare: non in ristorazione in senso stretto, per esempio.

Non in vendita di prodotti tipici in senso stretto, per esempio.

Insomma, esperienza.

E radicamento (forte) territoriale.

Quale territorio, poi?

Formigliana (ad esempio) va ancora bene, o ci si limita al territorio urbano, dell’hinterland?

Sono tutte cose che entrano ( nella larghezza delle loro maglie e quindi nella discrezionalità che lasciano libera a chi dovrà decidere ) nella oggettiva valutazione di chi dovrà esaminare le domande.

Leggi anche:

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=GESTIONE_&id=77902&id_localita=2

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SALI, IL RIPENSAMENTO

 

Torniamo a Sali.

Il Sindaco Gabutti cambia idea.

Il cambiamento avviene proprio nei paraggi della delibera della Giunta Comunale di Vercelli che dà l’indirizzo (forte radicamento territoriale, esperienza generica).

E così, poco dopo la data di quella delibera e, soprattutto, pochi giorni prima che fosse effettivamente bandita la manifestazione di interesse (Dirigente Liliana Patriarca) si tiene un’assemblea pubblica dei cittadini del piccolo centro cui partecipano anche il Sindaco di Vercelli Maura Forte e l’Assessore Andrea Coppo.

Emanuele Gabutti non solo ora è convinto di “andare” con Vercelli, e non più con Salasco, ma illustra addirittura con le slides i vantaggi.

All’Assemblea pubblica con Coppo e Forte, in prima fila proprio lui, Ottavio Mezza, che è anche Vice Sindaco di Sali e magna pars del paese da sempre.

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Da lì a comunicare a Bertolone che dell’unione tra Sali e Salasco e – un domani – Crova non se ne fa più niente, il passo è breve.

Bertolone ovviamente chiede la revoca della convenzione e così da fine maggio il Personale a Sali sarà mandato da Vercelli.

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LA CONSEGNA DELLE BUSTE

Torniamo a Vercelli.

Dove il prossimo 20 maggio, tra pochi giorni, scade il termine per presentare le proposte dei privati con forte radicamento territoriale del territorio che vorranno forse in seguito meglio specificare ed esperienza di qualsiasi tipo.

Diciamo che – siccome il 20 è domenica – si va a lunedì 21.

La piazza è di nuovo generosa di premonizioni e rumors e così potrebbe persino avvenire che, quella del gruppo che fa capo a Mezza, fosse l’unica reale offerta.

Se sarà così il vaticinio sarà stato fin troppo facile.

Del resto, se vi fossero stati altri imprenditori con forte (…) ed esperienza (…) potrebbero avere concluso che non valesse la pena di perdere tempo per un bando del genere.

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Oppure – anche la piazza può sbagliare – ci saranno, invece, anche altre offerte e allora vincerà sicuramente la migliore.

Certo che, se vincesse quella di Mezza, sarebbe davvero una bella combinazione.

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VERCELLI, E’ TUTTO UNO SFERRAGLIAR DI CARRI

Ma restiamo a Vercelli, dove la coincidenza temporale tra l’improvviso interesse di Mezza per l’ex 18 ed il ripensamento di Gabutti, sta suscitando l’interesse dei Consiglieri Comunali.

Perché il giorno 31 maggio prossimo il Consiglio Comunale dovrà assumere una serie di deliberazioni proposte dalla Giunta, che vuole a tutti i costi annettersi Sali.

Per quale ragione?

Perché – dicono – così il Comune di Vercelli incamera le provvidenze previste dalla Legge, che sono circa 2 milioni di euro l’anno per dieci anni.

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Il novero dei pro e dei contro dell’operazione sarà dettagliato meglio nei prossimi servizi, in occasione del Consiglio Comunale e soprattutto della riunione della Seconda Commissione che è prevista per lunedì 21.

Ma già ora si può dire: perché Sali?

Sali non è l’unico comune che confini con Vercelli, dove potrebbe esserci un interesse per l’annessione.

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Insomma, qualcuno potrebbe pensare ( sono solo fantasie ) che fossero intercorsi pensieri di questo genere: tu ci porti Sali e noi ti diamo l’ex 18.

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La prima cosa che salta all’occhio è però un’altra ancora e, per i profili sostanziali, grave e molto più preoccupante di ogni congettura astratta, in quanto reale.

L’annessione di Sali taglia le gambe per i prossimi dieci anni a qualsiasi altra operazione del genere.

Mentre attorno a Vercelli ci sono realtà che avrebbe – dal punto di vista della razionalizzazione dell’attività amministrativa e dei vantaggi indotti – molto più senso coltivare.

Invece se arriverà Sali, per dieci anni non ne arriveranno altre.

Perché?

Perché i due milioni di euro l’anno che lo Stato darebbe a Vercelli per dieci anni, non sono cumulabili.

Non è, ad esempio, che se poi tra due anni volessero venire anche i vicini di Lignana, arriverebbero altri due milioni.

Sono sempre quei due stessi milioni.

E, così, niente di più facile che Lignana dovrebbe giocoforza guardarsi attorno ed altrove.

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La fretta, dunque, è cattiva, se no pessima consigliera.

Anche da un punto di vista della ormai imminente propaganda elettorale, chi si rendesse responsabile dell’operazione potrebbe – sì – dire: ho portato 20 milioni di euro a Vercelli.

Ma dovrebbe anche rispondere del fatto che blocca ben due Amministrazioni successive, impedendo ogni ragionamento ulteriore.

Soprattutto: dal punto di vista dell’equilibrio territoriale, dell’omogeneità dei flussi, della dislocazione dei servizi, delle dinamiche di residenzialità, qualcuno ha condotto uno studio sulla ottimizzazione dei fattori?

Perché Sali?

Sali (anche nel senso di: per gli stessi abitanti di Sali) è la soluzione migliore, oppure è la prima che capita?

Quanto potrebbe costare, in futuro, questa fretta, di quali opportunità priverebbe un po’ tutti?

E per cosa?

Per andare a dire in campagna elettorale: abbiamo portato 2 milioni di euro?

Che – tra l’altro – arriverebbero ugualmente se a decidere fosse il Consiglio eletto nel prossimo maggio 2019?

Cosa cambierebbe?


DECIDE UN CONSIGLIO CHE PER META’ NON E’ PIU’

QUELLO VOLUTO DAGLI ELETTORI NEL 2014 -


Non dimentichiamo, poi, che questo Consiglio – il Consiglio Comunale nella sua odierna composizione - non rappresenta più, da tempo ed in modo assai evidente, i cittadini di Vercelli.

Vi siedono ben 16 Consiglieri su 32 che non stanno più nel posto dove li aveva collocati l’elettore.

Hanno cambiato schieramento o gruppo politico: Bobo Zanoni, Elisabetta Perfumo, Pier Giuseppe Raviglione, Cristiano Sirianni, Luca Simonetti, Renata Torazzo, Adriano Brusco, Massimo Bignardi, Carlo Truffa, Sara Vinci, Emanuele Caradonna (ora gli subentra Arcangelo Roma), Aisha Badji, Manuela Naso, Paolo Campominosi, Norberto Greppi, Stefano Pasquino.

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E con uno iato così dilatato tra rappresentanza e rappresentanti, perché forzare ed assumere ora una decisione che, differita di un anno, sarebbe almeno presa con il conforto di una maggioranza degna di questo nome e stabile?

Ne riparleremo.

 

 

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