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11/04/2019 - Vercelli - Economia

TRIPPA PER I GATTI / 539 - Esclusivo: in Area Pip Roggia Molinara arriva davvero un colosso della produzione e della distribuzione - VI SVELIAMO CHI È - Avevano ragione loro - Dobbiamo riconoscere di avere preso una cappella mostruosa

TRIPPA PER I GATTI / 539 - Esclusivo: in Area Pip Roggia Molinara arriva davvero un colosso della produzione e della distribuzione - VI SVELIAMO CHI È - Avevano ragione loro - Dobbiamo riconoscere di avere preso una cappella mostruosa

C’è voluto un po’ di tempo.

Per portare a termine tutto questo lavoro istruttorio abbiamo dovuto trascurare per qualche settimana gli amici di Atena Asm Iren.

Ci teniamo a dirlo perché non vorremmo apparire ineducati, come se li volessimo mettere da parte.

No.

La giornata ha solo 24 ore per tutti e così si conceda questa breve parentesi, poi riprenderemo a seguirli con l’affetto che ormai si sono meritati: in fondo, anni di compagnia assidua non passano per nulla.

Non siamo di legno.

***

Ma questo impegnativo lavoro per capire quali potrebbero essere le Imprese rilocalizzate a Vercelli in Area Pip grazie all’iniziativa di Kokò, Pier e Fred, ha assorbito tutte le nostre energie.

Ma, infine, siamo riusciti a venirne a capo.

Abbiamo dovuto tradurre documenti che varie, attendibili, Fonti ci hanno inviato.

Da diverse lingue, non solo l’Arabo, ma anche il Francese ed altri idiomi europei.

***

Ma andiamo con ordine.

Bisogna sapere che il mercato evolve, in ogni settore.

Ci sono realtà produttive che ormai vivono una sorta di osmosi con la logistica.

Si può, a buon diritto, pertanto, parlare di Logistica di quarta generazione.

Perché la produzione del Secondario, in un’ottica transnazionale (ma ben presto il Settore Primario ne sarà  -almeno, in un primo tempo – tangenzialmente coinvolto, quanto meno nelle sue espressioni più avanzate) di fatto non potrà concepirsi disgiunta dalla distribuzione – trasferimento dei beni, che entrerebbe, così, a pieno titolo quale componete – esito (finale) del processo produttivo.

Si tratta di operare una sintesi efficiente – già al livello di sistema dualistico dell’Impresa innovativa – tra produzione, erogazione, consumo.

E’ persino superfluo osservare come il mercato sia oggi percorso da molteplici fattori di cambiamento, i quali, tuttavia, presentano un denominatore comune facilmente intelliggibile.

Si dice di cambiamenti percepiti oggi, anche se, a ben vedere, l’idea di “Sistemi aperti” è già propria dell’analisi (1966) di Katz e Kahn.

E, se così fosse, non resterebbe che prendere atto di come l’Amministrazione, in uno con il Proponente, abbia saputo proiettare al futuro un metodo di valutazione assai pertinente e sagace, come quello di – oppure, “alla” -  Katz & Kahn.

***

Ancora un passo indietro, questa volta una vera e propria falcata, per attingere suggestioni idonee a conferire elementi di radicamento sapienziale nella più ambiziosa “vision” attratta da orizzonti più “presbiti” che “miopi”.

Fu la dinastia Ming a rendersi protagonista di una svolta epocale nelle comunicazioni della Cina del XIV – XVII Secolo.

Avevano il problema del trasporto (la Logistica non la inventiamo noi, né tantomeno ora) di beni primari: dal ferro alle rinomatissime ceramiche.

Così, l’idea di una poderosa flotta di navi capaci di una stazza fino a 1.500 tonnellate.

Anche allora occorreva raggiungere vaste parti del Mondo conosciuto con tempestività e sicurezza.

Mutatis mutandis, le urgenze di oggi.

Sicchè non è escluso che,  quale - tutt’altro che superflua – prova di “resistenza” delle ipotesi studiate per il caso Vercelli, tanto l’Amministrazione, quanto il Proponente, abbiano condotto una severa sequenza di test, volti a verificare la “tenuta” del progetto rispetto ad un unicum, confortato da elementi attinti da un sostrato culturale rispondente alla accezione più ampia del termine.

La sequenza di Test potrebbe, dunque, essere stata quella dei Test di Ming.

***

Se, dunque, vi sono ormai pochi tasselli ancora da collocare nel quadro d’unione, per ciò che riguarda il processo decisionale seguito, potrebbe non essere superfluo soffermarsi per una – breve – diagnosi di quello motivazionale.

***

Soprattutto per rilevare, dapprima, una evidenza capace di interpellarci, in senso unitivo: un denominator comune precognitivo.

Il processo di apprendimento è sostanzialmente storico.

Mentre quello motivazionale è “a”storico.

Ed il voler commentare ulteriormente vorrebbe dire non tener nella giusta considerazione la perspicacia del Lettore.

Vale, invece, la pena sottolineare che – si conceda un tentativo di sintesi – se le motivazioni (a-storiche) ciclicamente incontrano circostanze propizie al loro inveramento, e prima ancora alla loro “inculturazione”, non può che configurarsi un rapporto con la realtà / opportunità, già efficacemente descritta con semplice traduzione iconografica, nella “Scala dei bisogni” di Maslow.

 

Ma è proprio percorrendo questa scala che – secondo la non meno pertinente allegoria di Langston Hughes  – può accadere di incappare in “assi sconnesse”, così come “tratti senza tappeto sul pavimento”, con i ruzzoloni conseguenti.

Sovviene, perciò, anche per prevenirne o, almeno, contenerne gli effetti reiterativi, l’idea di non mettere del tutto da parte ciò che il processo di apprendimento offre, proprio e soprattutto nella sua dimensione “storica”.

Che potrebbe altresì rifarsi al magistero di Francesco Guicciardini.

E’ ben viva nella memoria la sua “Storia d’Italia”, ed altresì illuminante – anche perchè mai risolto in convergenza – parallelismo del suo, con il pensiero politico di Niccolò Machiavelli.

A noi piace di più, infatti, il Guicciardini dei “Ricordi politici e civili, con avvertimenti e consigli”.

Un amore a prima vista, sin dalla gioventù.

Sicchè al Guicciardini si deve la pragmatica intuizione che i tempi – sì – tornano e, con essi, le idee, i programmi.

Ma è la mutevole condizione dell’animo umano, sempre alle prese con il variare dei segni (dei tempi) a suggerire che i programmi mutano “per la varietà delle circunstanze”.

Che dire, poi, di questa perla?!

Per lo ordinario erra più chi delibera presto che chi delibera tardi; ma da riprendere è sommamente la tardità dell'eseguire, poi che si è fatta la risoluzione.” 

Sua, poi, la rivalutazione dei proverbi, quali espressione di una sapienza popolare sempre capace di veicolare l’idea di un radicamento nella verità della vita.

Quasi tutti e' medesimi proverbi, o simili benché con diverse parole, si truovono in ogni nazione; e la ragione è che e' proverbi nascono dalla esperienzia overo osservazione delle cose, le quali in ogni luogo sono le medesime o simili.” 

***

Allora perché meravigliarsi se, proprio un proverbio, può essere consegnato, non tanto all’ipocusia dei contemporanei, quanto piuttosto alla sensibilità dei posteri?

Eccolo: “tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino ”.

***

Se, però, torniamo alle urgenze di oggi e se riusciamo a comporre e rappresentare come in un “rendering” tutti gli elementi progettuali che abbiamo cercato di assemblare, ecco che si para davanti a noi la realtà, senza veli, né opacità, fuori dalle nebbie e dalle fumisterie.

E questa realtà è, ad un tempo, stupefacente ed evidente.

Sa dire di sé cose assolutamente naturali, così come è capace di farci toccare con mano quanto, talvolta, non riusciamo ad esimerci dal cadere in una sorta di gorgo, al modo di quello immaginato da Cesare Pavese, nel quale si scende, muti.

***

E noi, al contrario, siamo scesi in questo gorgo, giorno dopo giorno, fin troppo loquaci.

Mentre la verità e la realtà erano lì da percepire in tutta la loro bellezza, solo che si fosse stati capaci di vederla.

E così eccola, la realtà.

Una grande realtà produttiva transazionale.

Che deve localizzare in un solo sito tutte le sue (ora policentriche) unità locali.

Dove lavorano migliaia di individui.

Che altresì deve – in un lasso di tempo brevissimo – distribuire a livello planetario la propria ingente pruduzione.

***

E così l’esclusiva, per i Lettori di VercelliOggi.it.

In Area Pip Roggia Molinara – I territori della Trasformazione – insedierà la propria “factory” proprio lui.

Siamo pronti alla rivelazione?

Siete seduti?

Ci siamo?

E va bene: verrà a Vercelli Babbo Natale, con tutta la sua poderosa forza produttiva e distributiva.

L'Officina di Babbo Natale si trasferità a Vercelli.

Il sito è ideale.

Questa è veramente una cosa grossa.

Riprendiamoci un momento, tiriamo il fiato.