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11/11/2019 - Vercelli - Enti Locali

TRIPPA PER I GATTI / 579 - Karim e l'area Pip, si è iniziato il conto alla rovescia - Entro l'8 gennaio, o si firma il contratto, oppure... - Ecco, appunto: oppure?

TRIPPA PER I GATTI / 579 - Karim e l'area Pip, si è iniziato il conto alla rovescia - Entro l'8 gennaio, o si firma il contratto, oppure... - Ecco, appunto: oppure?

I partiti ormai sono due; anzi, tre.

Il partito degli ottimisti dice: Karim si prepara a firmare il contratto con il Comune di Vercelli, ha già pronti i 6 milioni di euro, ha trovato i clienti che acquisteranno o affitteranno almeno la metà dei 190 mila metri quadri coperti di capannoni, in area industriale Pip Roggia Molinara, attigui ad Amazon.

Gli ottimisti dicono anche il giorno della firma: 12 dicembre prossimo.

E non sono Fonti da poco, di solito hanno buone informazioni.

Poi c’è il partito degli occhi da Koker; è quello di chi transita spesso a Palazzo Civico: non si firmerà niente, almeno per il 2019.

Infine, c’è il partito dei memori: memori della monocoltura del chimico tessile.

La Chatillon, poi Montefibre: hanno i brividi vedendo che (se anche Karim firmasse) si andrebbe verso la monocoltura della logistica.

Così, se un domani la logistica andasse in crisi, sarebbe di nuovo un bump down trentennale, come quando chiuse tutto in Corso Rigola, lasciando a casa tremila persone.

***

Al momento, il partito di maggioranza relativa è quello degli occhi da koker.

A sentir loro, pare proprio che, almeno per questo 2019, i terreni in Area Pip, Roggia Molinara, non saranno esitati.

Poi restano i giorni fino all’8 gennaio 2020.

Poi, on verrà bien.

Ma andiamo con ordine.

Anzi, nous continuons d'une manière ordonnée.

***

MELA GOLDEN DELICIOUS, MELA AVVELENATA,

O MELA BACATA?

Sappiamo che una delle due o tre mele avvelenate, che la nuova Amministrazione del Sindaco Andrea Corsaro si è trovata nella cesta lasciata in eredità dalla precedente Amministrazione, è la scelta di vendere gli ultimi 380 mila metri quadri di terreno urbanizzato e pronto per gli insediamenti produttivi in Area Pip, Roggia Molinara, attigua ad Amazon.

Avevano avanzato richieste anche le Imprese Alsco di Lodi (una lavanderia industriale) e ARaymond di Carisio, attiva nel Settore Automotive.

A proposito del quale ultimo, tutte le volte che lo si nomina, ci sono i scettici blu (Cosa m’importa se il mondo mi rese glacial?) che fanno risolini disincantati, come dire… sì, l’automotive, figuriamoci…

Come se la ARaymond stesse per chiudere baracca e burattini dall’oggi al domani.

Senonchè, al contrario e per fortuna, è sempre lì a Carisio e sembra che tutto fili liscio.

Poi, non si sa in virtù di che distillino queste sentenze, immemori, tra l’altro, del fatto che l’Azienda insediatasi in Italia nel 1980 solo pochi anni fa ebbe l’insperato onore di ricevere la visita dell’allora Sottosegretario On. Luigi Bobba.

Come se l’On. Bobba andasse in giro per i settori (troppo) maturi: suvvia.

***

Il 23 luglio 2018 la Raymond protocolla al Comune di Vercelli la propria manifestazione di interesse per l’area.

Com’è, come non è, il successivo 24, fa la stessa cosa la ormai ben nota Società “Aprc” di Lione, la “sviluppatrice di logistica” che non accetta – eventualmente – di condividere il terreno (un po’ per uno, non fa male a nessuno) con le altre due aziende.

O tutto o niente.

Le altre si sarebbero accontentate di circa 130 mila metri quadri tra tutt’e due.

Ne sarebbero restati disponibili 250 mila per il “colosso” diretto dal giovane manager Karim Abdellaoui.

Tra l’altro, sia Raymond, sia Alsco si erano impegnate per iscritto, in caso di aggiudicazione, ad acquistare (e pagare) entro giugno 2019.

Sicchè, subito dopo, le ruspe sarebbero entrate a lavorare e, qualche mese più tardi, nei capannoni nuovi di zecca, tante persone avrebbero incominciato a timbrare il cartellino ogni mattina.

Parola (e comunque, bonifici per 2 milioni di euro) di Raymond e Alsco.

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FONDI IMMOBILIARI AMERICANI, ARRIVA QUI UN’AZIENDA CHE FATTURA 54 MILIARDI DI EURO L’ANNO

 

Karim parrebbe pensare più in grande.

Si sente persino dire in Sala Giunta a Vercelli che si insedierà in area Pip un’azienda che fattura 54 miliardi di euro.

Sì, proprio come lo scriviamo: 54 miliardi.

Magari già sapevano che la Peugeot e la Fiat si sarebbero unite.

Perché 54 miliardi di euro sono un fatturato a quei livelli, non meno.

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E, anche a sentire questi numeri, in tanti hanno fatto finta di niente.

Del resto, spararle per spararle, tanto vale spararle grosse.

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Ma sui precedenti passaggi della controversa operazione, il Lettore permetterà il rimando alle notizie collegate in alto nella pagina.

Perché, purtroppo (sempre a sentire quelli che hanno gli occhi da koker) pare che non ci sia niente di nuovo.

Ed il vuoto, però, in questo caso sarebbe già una notizia.

Ma, di nuovo, andiamo con ordine.

***

LA SCADENZA DELL’8 GENNAIO 2020

 

Dunque, sappiamo che il Comune di Vercelli, invece di Raymond e Alsco, ha scelto Aprc.

La cronaca registra i seguenti passaggi.

Primo: il 23 luglio 2018, presenta la manifestazione di interesse ARaymond.

Secondo: il 24 luglio 2018 Aprc protocolla la domanda di assegnazione dei terreni.

Terzo: il 7 dicembre 2018 la Giunta delibera l’assegnazione ad Aprc e quindi l’esclusione delle altre due.

Quarto: il 22 gennaio 2019 Karim Abdellaoui incontra i Consiglieri Comunali ed i rappresentanti delle Categorie economiche.

L’incontro con i Consiglieri, però, è “uti singuli”, cioè non è una riunione di Consiglio, pubblica: sono presenti delle persone che – nella vita – hanno avuto la ventura di essere state elette.

Circolano le prime mirabolanti voci sulle fonti di finanziamento dell’impresa: arriva un Fondo di Investimento Immobiliare americano che investirebbe 2 miliardi di euro, di cui 500 milioni a Vercelli.

Investire per che cosa?

Ecco, qui sta il punto.

L’investimento serve a pagare la costruzione di capannoni industriali da destinare ad attività di logistica per una superficie coperta di 190 mila metri quadri.

Circolano parametri che – nel settore della logistica avanzata – assicurano che dentro 190 mila metri quadri possono lavorare dalle 800 alle 1.500 persone.

Se fossero come Stanlio, sarebbero 1.500; mentre se somigliassero ad Ollio, allora non potrebbero stiparsene più di 800.

Ma le cose da (sor)ridere finiscono qui.

***

Quinto: l’8 aprile 2019 si firma il più volte nominato “compromesso”, cioè il preliminare di compravendita che dà altri 9 mesi di fiato a Karim per trovare i clienti e – forse – anche i 6 milioni di euro che servono per comprare tutta l’area.

Nemmeno l’8 aprile 2019 il Comune di Vercelli vede un euro (dal 24 luglio 2018, sono già passati un po’ più di 9 mesi) perché Karim non versa la caparra confirmatoria stabilita, pari al 5 per cento del valore della transazione, cioè 300 mila euro, nelle casse del Comune.

Il Comune ( variando rispetto alla decisione del 7 dicembre ) gli consente di depositarla come cauzione da un Notaio di Torino, lo stesso che la Aprc ha scelto per la firma del compromesso.

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PER QUANTO DI MANICA LARGA,

IL COMPROMESSO E’ CHIARO

 

Il compromesso dell’8 aprile – talmente di manica larga, che sarebbe stato capace di scriverlo anche un socio occulto di Aprc – dice però alcune cose incontrovertibili.

E’ allegato in Jpg, al termine dell’articolo.

Per procedere al perfezionamento del contratto, al più tardi l’8 gennaio 2020 Aprc dovrà pagare i circa 6 milioni di euro al Comune di Vercelli.

E sarebbe anche ora, posto che ha in mano il terreno (ufficialmente) dal 7 dicembre 2018 (cioè 13 mesi tra delibera di Giunta e Atto d’acquisto).

Ma, soprattutto, dice che si procederà alla vendita se Aprc dimostrerà di avere “in tasca”, contratti con clienti che assicurino di occupare almeno la metà dei 190 mila metri quadri di capannoni.

Cioè: se arriva davvero almeno la metà degli 800 (se grassi) o 1.500 (se mingherlini) posti di lavoro.

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PER ADESSO NON C’E’ NIENTE DI NIENTE

In questi giorni (si può azionare il contatore, perché l’8 novembre è partito il contro alla rovescia di 60 giorni, fino all’8 gennaio 2020) a Palazzo Civico hanno le bocche semicucite, pur guardandoti con gli occhi da koker.

Perché sembra proprio – a sentir loro -  che, almeno per tutto il 2019, non succeda niente.

Né 6 milioni, né il 50 per cento di 190 mila metri quadri.

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QUEL POCO CHE HANNO FATTO,

POTREBBE ANCHE ESSERE SBAGLIATO

Ma, intanto (si può leggere l’articolo sull’ultima riunione in Comune), le poche cose che sono state fatte da Aprc, sembra che siano anche tecnicamente da rivedere.

Perché i promissari acquirenti avrebbero depositato planimetrie con – disegnate sopra - campiture policrome a significare dove potrebbero andare i capannoni, se qualcuno li volesse.

Ma sembrerebbe che queste campiture non siano compatibili con le previsioni urbanistiche.

Sicchè, per cercare di sistemare almeno questa cosa, sarebbe tornato in pista il nume tutelare Livio Dezzani.

Che starebbe frequentando l’Assessorato Regionale all’Urbanistica, per cercare di venire a capo di qualcosa.

I tempi delle pratiche urbanistiche si conoscono, difficile pensare che entro l’8 gennaio 2020 si arrivi (se fosse solo questo il problema) a qualcosa di concreto.

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IL SEGRETO COPRE IL NULLA

Tutta la questione è coperta da un segreto chiamato con un certo senso dell’umorismo “industriale”.

Anche se di industrie in vista – al momento e che si sappia - non ce ne sono.

Tanto meno di euro.

Si era – sempre da Fonti autorevoli che una qualche credibilità a questa operazione l’avevano riconosciuta – ipotizzato un interesse di Novacoop.

Il colosso cooperativo “rosso”, insieme ad Auchan, era stato contattato da Aprc per altre iniziative.

Avevano – ma autonomamente, per proprio conto – anche messo gli occhi sull’area, che è a due passi dalla loro sede, per insediarvi la logistica del freddo a servizio di tutti i punti vendita in Italia.

Ma anche questa pista sembrerebbe un vicolo cieco, perché, semmai volesse procedere con una propria iniziativa, non si vede perché Novacoop dovrebbe passare per la mediazione di Karim; inoltre, il terreno che servirebbe a loro sarebbe di “soli” 40 – 50 mila metri quadri.

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La domanda che in molti incominciano a porsi è questa: se l’8 gennaio i Signori della Aprc dovessero mai riconoscere che primo: non possono dimostrare di avere clienti per vendere o affittare almeno 95 mila metri quadri di capannoni;

secondo: se non volessero o potessero tirare fuori i 6 milioni di euro per comprare il terreno;

cosa farebbe il Comune di Vercelli?

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Poiché alla scadenza mancano oggi – 10 novembre – 58 giorni, è difficile che la questione possa essere ulteriormente ignorata.

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