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07/04/2021 - Vercelli - Politica

TRIPPA PER I GATTI / 746 - Diserbanti in città: domani in Consiglio maggioranza muta, ma divisa - Forza Italia non fa parte del Gruppo del Pasqua - Provano a tirarsi su le brache, ma Zangrillo gliele fa calare - Comunque ci provano

TRIPPA PER I GATTI / 746 - Diserbanti in città: domani in Consiglio maggioranza muta, ma divisa - Forza Italia non fa parte del Gruppo del Pasqua - Provano a tirarsi su le brache, ma Zangrillo gliele fa calare - Comunque ci provano

Sempre più Gruppo del Pasqua (allargato) e sempre meno coalizione di Centrodestra, la maggioranza che governa (sono modi di dire) Vercelli non riesce più a nascondere le proprie contorsioni e convulsioni.

Perché si dice Gruppo del Pasqua – Leggi qui

e qui.

Ma andiamo con ordine.

Domani, 8 aprile, con inizio nel tardo pomeriggio, Consiglio Comunale di Vercelli “auto”convocato su richiesta di tutti i Gruppi di Opposizione.

E questo è già un dato politico da rilevare: le Opposizioni sono unite.

***

Perché hanno deciso di convocare un Consiglio Comunale sui “diserbanti”?

Il motivo è semplice.

La Giunta del Niente del Sindaco Andrea Corsaro ha deciso che in città si torni ad eliminare le erbacce con i diserbanti chimici.

Così è più facile.

Un altro ceffone ai Consiglieri di Centrodestra che stavano in Consiglio Comunale (allora, ovviamente, all’Opposizione) ai tempi della Giunta di Maura Forte.

Consiglieri come Alessandro Stecco (Lega), Gianni Marino, Ketty Politi, Stefano Pasquino (per citare solo quelli che sono ancora in Comune, tra Giunta e Consiglio) votarono compatti, insieme a tutti gli altri Consiglieri di destra, centro e sinistra, per dire: a guai se si usano ancora diserbanti chimici e, soprattutto, quelli a base di glifosato, per togliere le erbacce in città.

Quella decisione risale al 25 febbraio (pesci) 2016:
qui un po’ di riassunto della precedenti puntate -

Ci permettiamo di rimandare a quella lettura per evitare di appesantire troppo questo testo.

Il “no” ai diserbanti lo proposero i Consiglieri Comunali Remo Bassini e Maria Pia Massa, a nome della loro Lista Civica: votarono tutti a favore.

***

Quale fu il risultato?

Fu che la città si riempì di erbacce.

Una cosa ovvia.

Si sarebbero dovuti impiegare prodotti e sistemi alternativi: meccanici (come, ad esempio, fare più tagli dell’erba), oppure pirodiserbo e altri, si sintesi.

Oppure, ancora, impiegare prodotti naturali.

Certamente, più ore di lavoro da parte dei giardinieri.

Tutto un po’ più costoso, ovviamente, ma è questione di scelte.

Gli Uffici non sostennero l’Amministrazione e la decisione politica rimase priva della necessaria attuazione tecnico - amministrativa

***

Le erbacce in città furono (alle elezioni del 2019) il cavallo di battaglia delle forze di destra che oggi sono al potere.

E giù a dire:

cattiva Maura Forte, che fai crescere l’erba così alta!

E giù a dire:

Fra un po’, in tutta quell’erba, arrivano anche le miraude!

E giù a dire:

Che, se entrano in casa, magari insieme ai topi, non sappiamo poi come va a finire!

Arrivati al potere (giugno 2019), Andrea Corsaro e l’Assessore Diversamente utile designato da Fratelli d’Italia e da lui nominato con delega al Decoro (e ridiamo) urbano, fu una vera e propria festa dell’Infestante.Erbacce ovunque, panchine in legno nei Parchi pubblici come tavole di laboratorio di Biologia: qui i muschi, lì vicino i licheni. Una cosa da portarci le Scuole.   Allora, che fare?

Niente di più facile.

La Giunta del Niente ha deciso di usare i benedetti diserbanti e amen.

La Giunta del Niente così, bellamente, ha fatto, nell’Estate scorsa.

E uno dice: ma nel 2016 votarono per il “no” i vari Stecco, Politi, Marino, Pasquino e via enumerando.

E loro pare abbiano pensato: meglio ancora.

Così si vedrà ancora meglio che non contano una beneamata fava.

Morale: il Gruppo del Pasqua, dopo avere rifilato alla città di Vercelli l'impianto di trucioli pallet che ha voluto Iren, adesso ci manda le zaffate di diserbanti, per non affaticare inutilmente e, comunque, oltre le proprie forze, il Diversamente Utile.

E amen.

***

IL CENTRODESTRA NON C’E’ PIU’, C’E’ IL GRUPPO DEL PASQUA

 

Oggi siamo, però, di fronte a comportamenti politici che non hanno nulla di amministrativo.

Perché, da un lato, quello che le Opposizioni chiedono lo scrivono con lo strumento tecnico appropriato (la Mozione), lo portano alla discussione del Consiglio, attendono osservazioni e controdeduzioni della Giunta e dei Consiglieri di maggioranza, poi ognuno vota come gli pare, con il risultato che deve essere.

Questo appartiene alle regole del gioco democratico.

Dall’altro lato, invece, ci sono arroganza e livore della maggioranza, che vogliono dire qualcosa di politico ed eludono il confronto nella sede naturale, reale e democratica, che è l’Aula del Consiglio Comunale.

Non a caso chiamata anche Assemblea cittadina.

Dove siedono eletti dal popolo che rappresentano il popolo per discutere di argomenti che interessano il popolo.

E questo interessa.

***

COSA FARA’ L’OPPOSIZIONE, COSA FARA’ LA MAGGIORANZA

 

Cosa chiedono i Consiglieri di minoranza (il testo della Mozione delle Opposizioni) lo riportiamo al termine di queste righe, negli allegati di jpg.

Riportiamo queste parole, perché domani si udranno in Aula.

Qualcuno prenderà la parola e le illustrerà, ne spiegherà senso e motivazioni.

La gente potrà ascoltare (in streaming) e farsi una propria opinione.

Domani, 8 aprile, non si potrà, invece, sapere cosa diranno coloro che i cittadini hanno eletto perché rappresentassero il pensiero di Centrodestra: hanno scelto di non parlare.

Credendo così (forse) di dare questo messaggio: non contate talmente una mazza che non vi onoriamo nemmeno del nostro contraddittorio.

Parlate da soli.

Loro credono di risolvere annunciando oggi loro stessi la posizione, in un comunicato.

Queste, almeno, le anticipazioni diffuse da Fonti attendibili della maggioranza.

Ma vediamo ancora meglio come si comporteranno le cheerleaders di Tiramani e Cortopassi.

***

Dunque, oggi arriva agli Organi di Informazione un comunicato che, in sostanza, dice: guardate, noi non prenderemo parola in Consiglio.

Lasceremo parlare le Opposizioni.

Tanto poi noi votiamo contro la loro mozione e amen.

Allegano anche alcune considerazioni (opinabili, non opinabili, non è questo il punto) delle quali, tuttavia, il popolo che li ha eletti non sa che farsene.

Per tanti motivi.

Il primo motivo è che il popolo li ha eletti perché parlassero in Consiglio Comunale, non perché mandassero (in alternativa) comunicati stampa, piuttosto che post di facebook, messaggi in bottiglia affidati all’Oceano, così come frasi scritte nella stagnola dei Baci Perugina, oppure suggerite a Gigi Marzullo, al modo di ‘si faccia una domanda e si dia una risposta’.

Quindi, domani, i Marzulli del Ghiottone e dell’Onorevole tutti muti.

Poi, al termine della “discussione”, alzeranno la mano e grideranno a gran voce, stentoreo oppure garrulo, il loro “no”.

Par di udirlo, ad esempio, il Romano Lavarino, Capogruppo della Lega, gorgheggiare:

“Contrario!”

Alcuni concetti li espose a luglio scorso: sono a repertorio in questo filmato, un vero sberleffo per chi votò Lega nel 2019, persuaso che la posizione, ma, prima ancora, la sensibilità politica, l’orientamento consapevole e determinato al nuovo ed al progresso, fosse quella del 25 febbraio 2016.

 

***

MA PERCHE’ IL CENTRODESTRA, DI FATTO NON C’E’ PIU’?

 

I segnali sono molteplici e si intrecciano tutti i giorni con la quotidianità amministrativa.

Ma quello oggi più rilevante è che il comunicato dei ‘Buoi muti’ (forse) neotomisti porta la firma di soltanto due delle forze politiche che si sono presentate agli elettori nel 2019.

E sono, manco a dirlo, Lega e Fratelli d’Italia.

Cioè le “case” politiche dell’Onorevole e del Ghiottone, con i loro seguaci.

Non ha firmato Forza Italia, la “terza gamba” della coalizione 2019.

***

Ha però firmato, per il neonato gruppo di “Cambiamo”, Donatella Demichelis.

Cambiano, in realtà, così poco che – se fosse per loro – il nome del movimento di Giovanni Toti potrebbe meglio scriversi con il punto interrogativo: Cambiamo?

Boh. Chi lo sa?! Sentiamo cosa ne pensa Ladislao…

Quelle, dunque, che ci siano o non ci siano, cambia obbiettivamente poco.

Anche perché non si sono presentate alle elezioni e, se e quando lo faranno, riceveranno il prevedibile giudizio