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06/11/2019 - Vercelli - Enti Locali

TRUCIOLI, ORA L'ARIA SI FA PESANTE E MANDA UN ODORE STRANO DI LETAMAIA DI IREN A VERCELLI - Per ora non ci sono progetti senza formaldeide - E tornano alla carica con il biogas - Dubbi di 5Stelle e Voltiamo Pagina

TRUCIOLI, ORA L'ARIA SI FA PESANTE E MANDA UN ODORE STRANO DI LETAMAIA DI IREN A VERCELLI - Per ora non ci sono progetti senza formaldeide - E tornano alla carica con il biogas - Dubbi di 5Stelle e Voltiamo Pagina

Trucioli, il legno di scarto incomincia a mandare un cattivo odore: che fa pensare alla letamaia di Iren a Vercelli.

Detta così, va spiegata.

Quindi, andiamo con ordine e, sia permesso, con un supplemento di pazienza: non sarà un'esposizione breve. 

Ma gli argomenti non sono di poco conto, nè dal punto di vista economico, nè dal punto di vista ambientale: si procederà con la consueta esposizione per capitoli, unendo tutti i documenti citati, integrali, in allegato.

***

ATENA ASM: LE FOGLIE NON LE TOLGONO NEMMENO A MORIRE, MA LA SGHINGA DI TUTTA LA PIANURA PADANA DEVE FINIRE A VERCELLI

 

Il Lettore ricorderà (ci sono comunque gli articoli collegati, in alto nella pagina, per riprendere i passi più salienti della vicenda) che Atena Asm si è scoperta la vocazione industriale, per nuovi brand.

Quelli vecchi sembrano andarle stretti.

Se si guarda ai piedi di qualsiasi albero si vedono le foglie morte che stanno lì da giorni.

Unica eccezione, Corso Abbiate: davanti all’Ospedale c’è un Signore immigrato cui è venuta un’idea.

Datemi – recita il cartello – 50 centesimi e io vi pulisco il viale, togliendo le foglie.

Un po’ naif, ma se non ci pensa questo Signore non ci pensa nessuno.

Altrove, dove dovrebbe pensarci Atena Asm, è un tappeto giallo molto suggestivo dal punto di vista iconografico, ma si dubita che sia compatibile con il capitolato d’oneri che regge il contratto tra Asm e Comune di Vercelli per le pulizie della città.

***

Però Atena Asm si è scoperta la vocazione dell’industriale dei pallets.

E uno dice: e vabbè, con le pulizie non ce la fanno, magari fanno meglio con i pallets.

Forse.

Probabile anche, però, che ormai il gioco venga allo scoperto.

Il gioco di Iren.

Perché qualche bello spirito potrebbe pensare qualcosa del genere.

Ma – insomma – a parte il fatto di avere portato a casa il porcellino grasso di Atena, che aveva un bel bilancio, liquidità, pochi debiti o nessuno, perché mai Iren avrebbe dovuto tirare fuori 12 milioni di euro qui a Vercelli, se non avesse avuto anche altri obbiettivi?

E quali potrebbero essere gli altri obbiettivi?

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Arrivarci può essere molto più semplice di quanto appaia: trovare un posto dove portare tutti i rifiuti che raccolgono altrove e che nessuno, da nessun’altra parte, vuole

***

Qui, invece, abbiamo una tradizione a prendere qualsiasi cosa.

Basterà ricordare le piste che ci siamo dovuti sorbire quando il Geom. Eros Morandi l’uomo (sono modi di dire) di Iren a Vercelli ai tempi del Termovalorizzatore, voleva a tutti i costi riaccendere il Forno di Incenerimento.

Ebbe le porte aperte, finchè non andarono a schiantarsi, finendo dentro un “buco” di tre milioni di euro.

Tanto costò alla città l’esperimento della riaccensione dell’Inceneritore di Via Asigliano.

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DAL FORNO D’INCENERIMENTO ALLA SGHINGA:

SU DI NOI HANNO DEI PROGETTI -

A MODO LORO, CI VOGLIONO BENE

 

Poi, nella Primavera scorsa, ecco venire allo scoperto quelli di Polioli Bioenergy, che volevano portare qui a Vercelli 100 mila tonnellate l’anno di rifiuti organici.

Rifiuti per il 70 per cento raccolti da Iren in tutta la Pianura Padana e che non sa dove portare, perché nessuno vuole.

Sono poche o tante 100 mila tonnellate di rifiuti organici?

La Forsu, Frazione organica rifiuti solidi urbani?

Basti pensare che qui, nel nostro piccolo, in provincia di Vercelli, ne produciamo in tutto 20 mila l’anno, di tonnellate.

E ce le lavoriamo benissimo da soli, senza disturbare nessuno, con gli impianti esistenti.

Perciò diventeremmo importatori di sghinga perché Iren non sa dove metterla e, altrimenti, potrebbe pensare di avere fatto una scemenza a comprarsi Atena Asm, tra l’altro per quattro lire, se si ha riguardo al fatturato aziendale.

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DALLA SGHINGA AI TRUCIOLI CON FORMALDEIDE

 

Poi c’è il problema del legno di scarto.

Perché – di nuovo – Iren non sa dove mettere altre 100 mila tonnellate di legno di scarto raccolto in tutta la Pianura Padana.

Che può andare dal “brutto tinello marron”, di cui canta lo sfortunato titolare del Bar Mokambo nella canzone di Paolo Conte, fino alle cassette per la frutta, così come alle cucine di una volta, sedie e tavoli compresi, senza dimenticare lo scagnet.

E, allora, dove lo portano il legno di scarto?

Ma a Vercelli, naturalmente, tanto qui va bene tutto.

In più, siccome devono tirare fuori (almeno) 36 milioni di euro per realizzare lo stabilimento, fanno fare l’investimento ad Atena Asm, che vuol dire dividere il rischio con il Socio di minoranza Comune di Vercelli: ha il 40 per cento delle Azioni, non conta più una mazza, ma il 40 per cento di 36 milioni vogliono dire qualcosa.

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Di tutto questo, il Consiglio Comunale cosa dice?

Perché Atena Asm è, in fondo, almeno ancora per quel 40 per cento, dei cittadini vercellesi ed i cittadini vercellesi sono rappresentati dai Consiglieri Comunali.

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I Consiglieri Comunali non possono dire né “ai” né “bai”, semplicemente perché non ne sanno un bel tubazzo di niente, né del Piano Industriale di Atena Asm, né dei trucioli, né della letamaia.

Sa – forse – qualcosa la Giunta, ma nemmeno tutti gli Assessori.

E, in ogni caso, che ( forse ) sappiano gli Assessori può non importare nulla ai Consiglieri Comunali, i quali devono, tra le altre piccole cose, approvare o non approvare il Bilancio del Comune.

E approvano o non approvano senza sapere se – un domani – Atena Asm, possa eventualmente decidere di assumere il rischio industriale di un Opificio per risuolare le scarpe, evitandone la dispersione nell’ambiente.

Oppure – si inventa: intanto il Piano Industriale non lo conosce nessuno – ancora, una macedonia fantasiosa di tutti gli altri rifiuti che nessuno vuole.

Il rifiuto senza casa è bene accolto ( così forse spera Iren ) a Vercelli, dove può terminare il proprio ramingo girovagare.

Perché qualche Amministratore disposto ad inchinarsi ad acutangolo di fronte ad Iren si spera di trovarlo sempre.

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QUANTO VALE DAVVERO IL NOSTRO 40 PER CENTO DI AZIONI, ANCORA IN PANCIA AD ATENA ASM?

 

Un pensiero (mesto) bisogna poi dedicare a quelle Azioni, a quel 40 per cento di capitale sociale.

Che Palazzo Civico iscrive a Bilancio del Comune per un controvalore di 54 milioni di euro.

E’ il valore di “libro”, cioè ricavato frazionando per il numero di azioni, il patrimonio della Società.

Quindi, i vercellesi possono pensare: che bello, abbiamo 54 milioni di euro tutti nostri, sia pure nella pancia di Atena Asm.

Ma se si decidesse di vendere quella partecipazione, quale sarebbe il più probabile valore di mercato?

Sarebbe di 54 milioni di euro?

Si troverebbe un compratore disposto a fare il socio di minoranza di Iren?

Meglio non pensarci.

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TRUCIOLI CON E TRUCIOLI SENZA FORMALDEIDE: PENDIAMO DALLE LABBRA DEL BERGA

Lo scenario, dunque, è quello già contemplato in tante altre occasioni.

Iren vuole una cosa e qualcuno dice sì o dice no.

Per il momento, sembra che, senza nessuna soluzione di continuità con il passato, il Comune voglia dire – nuovamente – sì ad Iren.

Aveva detto di sì per la riaccensione del Forno di Incenerimento.

Ha detto di sì per la cessione delle Azioni di Atena Asm.

Tutto lascia credere che voglia dire di sì per i trucioli e – sono rumors, ma attendibili – pare che qualcuno stia pensando di dire sì anche per la letamaia di Iren in area Ex Polioli.

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Ma andiamo con ordine.

 

PROGETTO TRUCIOLI: NON E’ CAMBIATO NIENTE

 

Come si ricorderà, il 27 giugno scorso un comunicato stampa del Berga (affettuoso soprannome affibbiato al virtuoso Roberto Bergandi, comunicatore ufficiale di Iren per il Piemonte) annunciava: faremo una grande fabbrica di trucioli vicino alla motorizzazione civile, attigua al Centro Multiraccolta 2.

E, subito, tutti in Comune inarcarono sopracciglia, che sembravano controfigure di Toshiro Mifune in qualche film di Akira Kurosawa.

Ohibò – esclamavano – siamo appena tornati e nessuno ne ha mai saputo niente.

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Preoccupava una circostanza in particolare: il processo di lavorazione per arrivare ai pallets.

Si passa dalla triturazione del brutto tinello marron (che ha una “dote” di formaldeide incorporata), si arriva ai trucioli che, poi, sono ricostituiti in pallets.

E la ricostituzione può avvenire con colle di un tipo (tossiche) o altro tipo (non tossiche).

E già si è partiti presentando a corredo del progetto l’uso di quelle tossiche.

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Perché il progetto è stato protocollato alla Provincia di Vercelli (appunto il 25 giugno) cui compete la convocazione e conduzione della cosiddetta “Conferenza dei Servizi”, cioè la riunione di tutti gli Enti che hanno competenza ad esaminare i singoli progetti.

Progetti che sono oggetto, quindi, di uno screening tecnico multi disciplinare: dall’Asl, all’Arpa, ai Vigili del Fuoco, fino all’Esercito, se del caso alla Soprintendenza.

Naturalmente, partecipa anche il Comune “bersaglio” dell’insediamento.

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Il progetto presentato alla Conferenza dei Servizi da Atena Asm ha la formaldeide (il principio attivo è considerato oncogeno).

Per adesso, non c’è nessun altro progetto.

Per adesso.

Perché, nella riunione della Conferenza dei Servizi del 23 settembre scorso, visto che le pietre erano dure, Atena Asm ha chiesto un rinvio.

Per ripresentare un progetto con correzioni.

I fatti si fermano qui.

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Dunque: non c’è nessun altro progetto.

Nessuno ha ancora dimostrato che la formaldeide non ci sarà più.

Non si sa come possano dimostrare che non ci sarà la formaldeide nel brutto tinello marron (cioè nel legno conferito), forse dimostreranno che non ci sarà nelle colle impiegate per fabbricare i pallets.

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Ma per adesso: 1) non c’è nessun progetto diverso da quello che si conosce; 2) non è nemmeno ipotizzata (a lunedì 4 novembre) la data di una nuova riunione della Conferenza dei Servizi.

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MA IL BERGA DICHIARA,

IL GIORNO PRIMA DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

Allora perché – potrebbe domandarsi qualcuno – il Berga ha mandato in giro il comunicato stampa arrivato il giorno prima della riunione del Consiglio Comunale del 31 ottobre scorso?

Un’ipotesi potrebbe essere: perché i Consiglieri Comunali di maggioranza incominciavano ad essere a disagio.

A disagio per cosa?

E qui viene il bello.

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QUEL “MERO ERRORE MATERIALE”, ULTIMO SCUDO CONTRO LA FORMALDEIDE E LA LETAMAIA

 

Bisogna sapere, infatti, che bella bella, la Giunta del Sindaco Andrea Corsaro ha presentato ai lavori dell’Aula una bella deliberina che dice: guardate, Signori, ci siamo accorti che il Piano Regolatore del 2012 per mero errore materialenon prevede che vicino alla Motorizzazione ed a due passi dalla città si possano anche trattare “acque luride e rifiuti”.

Ma dai: stanno sette anni senza accorgersi di un mero errore materiale così, da niente.

Casi della vita (la delibera è integrale, in jpg al termine dell’articolo).

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Allora ecco che Andrea Corsaro e Assessori chiedono: approvateci questa piccola correzione.

Lo chiedono a quegli stessi Consiglieri Comunali che continuano a non saperne un tubazzo di qualsiasi cosa voglia fare Iren Atena, non conoscendo (di nuovo) un tubazzo del Piano Industriale di Corso Palestro.

E subito, però, i più attenti adocchiano che la correzione è richiesta dalla Provincia, proprio finita quella riunione del 23 settembre in cui si è parlato dei trucioli e Asm ha ritirato il progetto.

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Sicchè – integrale al termine dell’articolo – i gruppi di Opposizione di Michelangelo Catricalà (Movimento5Stelle) e Voltiamo Pagina (Roberto Scheda, Paolo Campominosi, Andrea Conte) mandano un comunicato bello chiaro che, in estrema sintesi, dice: accà nisciuno è fesso.

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CORREZIONE INUTILE?

 

Ci sono poi illustri pensatori che, carte alla mano, dicono anche: ma guardate, Signori cari, non c’è nemmeno bisogno che il Consiglio Comunale si immischi in questa cosa.

Della quale, d’altra parte, non sa niente nessuno: quindi alzerebbero la mano così come un tempo comandava Francesco Zanotti.

Up oppure down.

Pollice su, oppure pollice verso: un anticipatore di Facebook, in fondo.

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Perché – dicono sempre gli Illustri Pensatori – c’è una Circolare della Regione Piemonte che dice qualcosa del genere.

Cosa dice: dice che, quando c’è la autorizzazione della Conferenza dei Servizi, gli strumenti urbanistici locali sono automaticamente variati.

E dice, inoltre, che è più che sufficiente – per dare il parere del Comune interessato, anche per i profili urbanistici – che si presenti in Conferenza uno (o una) del Comune, disponendo di due righe scritte (e qui c’è addirittura la Delibera di Giunta) ed il gioco è fatto.

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Siamo riusciti ad avere, con un po’ di pazienza, anche questa Circolare della Regione (che è davvero preoccupante) ed è anche questa è allegata integralmente al termine dell’articolo, in jpg.

Perché preoccupante?

Perché è quasi detto pari pari che bisogna mettere a tacere le popolazioni locali, in quanto sono, di solito, contrarie a questi insediamenti.

Ma preferiamo lasciare alla lettura diretta, senza mediazioni.

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MOTIVI PER PREOCCUPARSI CE NE SONO

Dunque, i motivi per stare con le antenne dritte, anzi drittissime, ci sono.

Da un lato, sembra proprio che il Comune di Vercelli, si stia comportando con Iren esattamente come sta facendo almeno dal 2009 in poi.

Inchini ad acutangolo, e sempre in perdita.

Ma, soprattutto, impensieriscono i rumors che arrivano, ogni volta che si tratta di trucioli.

Perché, a mezza bocca, ma con insistenza sempre maggiore, varie autorevoli Fonti dicono: guardate che ci vogliono riprovare anche con la letamaia di Iren a Vercelli, in area Polioli.

Possibile?

Ma se il Sindaco Andrea Corsaro, in campagna elettorale, ha detto qualsiasi cosa contro questa iniziativa.

Anche in sede pubblica, ad esempio al “faccia a faccia” (questa la parte anatomica citata per presentare il confronto tra Candidati) in Sede Confartigianato.

Se ne ricordano bene in tanti.

Ma tutti possono cambiare idea.

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