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23/01/2017 - Vercelli - Enti Locali

UN LAVORO DA ARTISTI / 10 - Piscina come Grotta di Alì Babà per chi se la prende - A Casale il Comune fa gli interessi dell'Ente e della Città - A Vercelli la Giunta di Maura Forte tutela quelli del gestore - Ecco i numeri

UN LAVORO DA ARTISTI / 10 - Piscina come Grotta di Alì Babà per chi se la prende - A Casale il Comune fa gli interessi dell'Ente e della Città - A Vercelli la Giunta di Maura Forte tutela quelli del gestore - Ecco i numeri

( g. g. ) - E’ tutto uno sferragliare di carri.

La piscina – grotta di Alì Babà pare togliere i sonni alla maggioranza di Maura Forte in Consiglio Comunale a Vercelli.

Maggioranza che vuole arrivare allo scontro in aula per contrastare ad ogni costo la mozione

presentata dai Consiglieri di opposizione, i quali chiedono una cosa sola: si faccia una gara per la

costruzione della copertura della piscina ed un’altra, separata e trasparente, per la gestione.


Leggi anche:


http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=71165


http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=71227


Ma no.


Maura Forte e Assessori pare vogliano a tutti i costi coprire l’operato di Liliana Patriarca che, nel corso delle Giunta del 21 dicembre scorso, ha praticamente colto tutti di sorpresa e, insieme alla gara per la costruzione, si è “fatta passare” anche quella per la gestione.

Per la scelta di un gestore nato con la camicia e scelto dal costruttore e non dal Comune.

Vedremo meglio nella serata di domani o al più tardi mercoledì, quali siano i punti deboli anche dal punto di vista giuridico amministrativo di questa scelta, che è una cosa singolare e senza precedenti.


Al gestore libertà di tariffe.


Gli si concede il monopolio su una vasca – l’unica coperta – con un bacino d’utenza garantito di 46 mila abitanti oltre hinterland (fa circa 70 mila in totale).


Il gestore non pagherà un euro di canone concessorio al Comune, salvo dotare l’impianto degli arredi per un valore (in tre anni) di 50 mila euro.


E nel capitolato non è chiaro se poi questi arredi siano immediatamente annessi al

patrimonio dell’ Ente o, invece, andando via, eventualmente il gestore potrebbe portarli con sé

allo scadere del proprio contratto.

***

Insomma, un vero e proprio contratto d’oro, si potrebbe persino dire un regalo di qualche centiania di migliaia di euro l’anno.

Ad un gestore scelto dal costruttore e non dal Comune in base ad un persuasivo progetto di gestione e – soprattutto – in base ad una offerta economica vantaggiosa per l’Ente.

***

In queste ore la “disinformacia” di Palazzo Civico è indaffarata a contattare questo e quell’altro Consigliere Comunale per dire: no, guarda, è ancora un contratto conveniente, dalle altre parti sono messi peggio.

E allora vediamo come sono messi ad esempio a Casale Monferrato.

***

Dove intanto – dal punto di vista delle condizioni di bacino d’utenza e di mercato – sono messi così:

prima di tutto, la città ha 35 mila abitanti;

poi a Casale (per quei 35 mila abitanti, oltre all’hinterland) le piscine coperte sono tre: la prima è il Centro Nuoto Casale, la comunale, al Valentino, nei pressi del Palazzetto dello Sport e della Coop.;

la seconda è quella in Strada Vecchia Vercelli, del tutto privata e aperta al pubblico come normale esercizio commerciale: ben nota a tanti anche della Bassa Vercellese che la frequentano da anni;

la terza è quella del Club Canottieri, aperta solo ai Soci del sodalizio.

Comunque le piscine coperte sono tre.

***

Vediamo ora quali siano i rapporti contrattuali tra il gestore della comunale (il Centro Nuoto Casale) ed il Comune stazione appaltante.

Il gestore paga la rata del project financing con il quale è stata costruita la struttura: circa 150 mila euro l’anno;

il gestore paga anche l’Imu: circa 10 mila euro l’anno;

il gestore paga un canone concessorio al Comune di 25 mila euro l’anno;

il gestore paga tutte le utenze: gas, energia elettrica, acqua;

il Comune non dà nessun contributo al gestore per nessun profilo: né conto gestione, né conto ammortamento.

***

Ed evidentemente a Casale il gestore guadagna ancora qualcosa, se no avrebbe già chiuso.

E’ vero che il Centro è polifunzionale, c’è anche la palestra, ma si chieda pure a un gestore di

palestre quali siano i fatturati: quindi la struttura è “tenuta su” dalla piscina.

***

Superfluo dire che in quel contesto – con tre piscine di cui una pubblica e due private – nessun gestore di nessuna delle tre possa praticare tariffe non concorrenziali.

***

Questi dati (li può ottenere chiunque voglia, basta chiedere al Comune di Casale Monferrato) dicono alcune cose.

La prima: questi sono i reali profili del mercato del nuoto;

la seconda: a Casale il Comune fa gli interessi dell’Ente e dela Città, a Vercelli la Giunta di Maura Forte insiste per tutelare gli interessi del gestore.

L’insistenza con la quale la Giunta di Maura Forte intende con ostinazione e ricercando ogni mezzo, anche evidentemente disperato, difendere l’operato di Liliana Patriarca e Paolo Pettene rende sempre più perplessi.

Idea, quella della buona fede di Maura Forte e della sua Giunta, alla quale non si vuole ancora rinunciare a credere, annettendo tanta protervia – forse – ad una malintesa ragion di Stato degna di miglior causa.

Certo la ostinata volontà di procurare una spaccatura in Consiglio Comunale, radicale e senza ritorno, su questo tema, rende davvero perplessi.

Perché non si dimentichi che la soluzione di esperire due distinte e separate gare, una per la costruzione e l’altra per la gestione è quella normale.

Normale e idonea a consentire di partecipare  e presentare offerte migliori e progetti persuasivi ad

almeno 100 Imprese di gestione solo a considerare quelle piemontesi.

Così come è normale che sia il Comune a dettare la base tariffaria, essendo spesso questa la base sulla quale si sviluppa la competizione tra offerte concorrenti: certo nel caso  in cui una gara si faccia anche sulla gestione.

***

No: a Vercelli, nell’era di Amazon (che però non può coprire tutto), si vuole privare il Comune di beneficiare di una scelta maggiore: si vuole che il gestore sia scelto tra i pochi (forse pochissimi e noti al mercato) costruttori che concorreranno per coprire la vasca esterna.

***

E’ una cosa difficile da spiegare.

E siccome la strada degli esposti pare ormai aperta, andrà spiegata non solo ai Consiglieri Comunali.

                                                                         ***


Nota editoriale -


A proposito di piscine, desideriamo rendere quello che ci pare un doveroso chiarimento editoriale.


Si tratta – la concessione della piscina – di una materia della quale probabilmente ci occuperemo ancora in futuro.


E’ stato così anche quest’Estate a proposito della piscina Enal, sinchè il Comune non ha potuto fare a meno di adottare i necessari provvedimenti inibitori a carico del gestore, inadempiente rispetto ad alcuni degli obblighi contrattuali.


Va detto con chiarezza che chi scrive non intende (si ripete: non intende) presentare, né ora né in futuro, candidature personali così come mediante società dal medesimo a qualsiasi titolo e direttamente quanto indirettamente partecipate, a gare bandite per qualsiasi lavoro, appalto, concessione, dal Comune di Vercelli.


Questo ( anche, ma non solo ) per la elementare ragione consistente nel fatto che sono ancora in essere contenziosi riferiti alla gestione interrottasi nel 2013 ed intrapresi con la precedente Amministrazione.


Che in nulla, quindi, investono la attuale Amministrazione, tuttavia interessando l’Istituzione in quanto tale.


Ed inoltre ulteriori iniziative sono in corso di notifica, sempre riferite agli stessi periodi e rispetto alle quali – di nuovo – la presente Amministrazione è estranea.


Invero, questa precisazione è forse superflua, poiché – intanto – fortunatamente ci sono persone che gentilmente attribuiscono qualche valore alla nozione di deontologia ed alla parola professionalità.


E poi perché lo sanno – si passi l’espressione – anche “cani e porci” che questa è la linea da tempo adottata.


Ma non tutti i cani e non tutti i porci sembravano averlo inteso, così adesso anche per questi testoni le nebbie sono diradate, le fumisterie dissipate e la questione è chiarita, sicchè possono tornare tranquilli al loro osso da rosicchiare ed al brago in cui stanno a proprio agio.


Così come è chiaro che – nel corso di 28 anni di lavoro in questo campo – qualche esperienza e qualche idea sull’argomento siano rimaste a sostenere le basi logiche bastevoli per preparare modesti articoli di cronaca amministrativa



                                               ***







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