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13/09/2017 - Vercelli - Enti Locali

UPPERCUT DI ATENA ALLA GIUNTA SULLA DIFFERENZIATA - La raccolta porta a porta costerà molto di più e non se ne parla prima di giugno 2018 - Complesso di Gertrude o mossa dei Parabolani per fare la festa alla Prof. Ipazia?

UPPERCUT DI ATENA ALLA GIUNTA SULLA DIFFERENZIATA - La raccolta porta a porta costerà molto di più e non se ne parla prima di giugno 2018 - Complesso di Gertrude o mossa dei Parabolani per fare la festa alla Prof. Ipazia?
Il Monastero di Santa Margherita a Monza dove è ambientato l'episodio manzoniano


Forse è stato il “Complesso di Gertrude” a fare brutti scherzi.

 

Sappiamo come siano andate le cose.

 

Si tratta del passo affascinante, sobrio e struggente, de “I promessi sposi” offertoci da Alessandro Manzoni.


Egidio “avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dell’ empietà dell’impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso…”.

 

Ne nasce una storia tutta riassunta in esergo dalle tre parole successive, capaci di illustrare in embrione la tragedia cui si consegna la Monaca di Monza:”La sventurata rispose”.

 

***

 

Da qui si usa dire che ci siano personaggi pubblici o semipubblici o ancora a partecipazione pubblica i quali, interpellati da un giornalista diano la stura ad una serie di comportamenti assai simili, negli esiti, a quelli cui andò incontro la povera Religiosa.

 

***

 

Non varrebbe la pena di dare ulteriori risonanze alle dichiarazioni del Ricercatore designato dal Pd di Torino alla presidenza della nostra più importante Azienda già controllata ed ora partecipata dal Comune di Vercelli se non per rilevare i segnali di quella che sembra una guerra finora rimasta sottotraccia tra Comune di Vercelli e Atena Iren. Anzi, forse più Iren che Atena.

 

(cfr.: La Sesia di martedì 12 settembre, nell’ottima intervista di Matteo Gardelli: nulla a che vedere, nel caso, a proposito dell’ illustre e giovane Collega, con quell’Egidio “giovine scellerato di professione”).

 

***

 

Sui rifiuti, rotta di collisione tra Palazzo Civico e Corso Palestro tutta la linea.

 

I cassonetti per strada non li puliamo, perché intanto adesso li togliamo.

 

Sempre che li voglia togliere il Comune, bevendo al nostro abbeveratoio sulla raccolta differenziata.

 

Se non li vuole togliere non sono fatti nostri.

 

Vi tenete i frigoriferi accanto al cassonetto.

 

La carta dei servizi non (si ripete: non) era prevista nel contratto “madre” del 2003 e quindi non c’è.

 


               ( e allora questo articolo 5 cosa vorrà dire? )





Aggiungiamo: e le caditoie? Che ne è delle caditoie? Non compaiono nell’intervista, ma se ne parlerà.

 

***

 

Ma – e qui si abbandona il moschetto per presentare l’obizzo – poche  balle, la raccolta differenziata costa di più.

 

Inutile cincischiare.

 

Bando alle bufale.

 

Insomma, non solo un’intervista, ma un’occasione per fare capire chi comanda: Iren.

 

Le bufale sarebbero quelle che vanno raccontando gli Amministratori del Comune di Vercelli i quali da ( qualche ) tempo e segnatamente da fine luglio, starebbero dicendo più o meno così: faremo la raccolta differenziata senza aumento di costi, perché i conti presentati a marzo dell’anno scorso non erano giusti.

 

***

 

In verità, l’ex Ricercatore non fa che richiamarsi a quanto già proposto appunto a  marzo scorso alla Giunta e dalla Giunta pedissequamente “bevuto”: la raccolta differenziata costa all’anno 700 mila euro in più che si riversano sui cittadini mediante un aumento della Tari.

 

Come si vede nei jpg allegati all’articolo è già tutto chiaro (illustriamo meglio più avanti nel testo il significato di quei numeri milionari).

 

Ma proprio a marzo saltarono su alcuni Consiglieri di Cambia Vercelli (loro si fecero interpreti di un disagio assai più diffuso e non circoscritto al loro solo gruppo) dicendo: non se ne fa niente.

 

Nessun aumento della Tari.

 

***

 

Ora, ciò che occorre chiarire, per chi non l’avesse chiaro e smascherare per chi volesse mascherarlo è un dato semplice. Una serie di dati semplici.

 

Il primo: che ci sia o no la raccolta differenziata spinta il cittadino ha diritto di avere la città pulita e soprattutto di vedere puntualmente applicato il contratto base tra Comune di Vercelli ed Atena, nella sua versione originaria “madre” con le successive integrazioni.

 

Non ci devono essere scuse né ulteriori, inspiegabili desistenze e distrazioni comunali nel controllare ed eventualmente nel sanzionare come il contratto permette, fino alla ipotesi di risoluzione per colpa del Fornitore.

 

Il Comune rappresenta il “Cliente” vero di Atena, cioè il cittadino che paga il servizio mediante una tassa, appunto la Tari.

 

E’ talmente carica di dubbi la valutazione sull’effettivo adempimento di Atena a proposito di contratti sottoscritti, da fare apparire come intelligente persino qualche iniziativa recente di SiAmoVercelli.

 

***

 

Certo è che se dovesse mai andare avanti una logica inaccettabile, ad esempio – e non vogliamo crederlo – imperniata su scambi opachi del tipo: io ti do lo zuccherino finanziandoti CinemadaMare e quasi salendo sui balli a palchetto che ti piacciono tanto, ma poi non adempio al contratto risparmiando e facendo risparmiare a Iren un sacco di euri, allora saremmo completamente fuori strada e deraglieremmo davvero.

 

Atena non deve – infatti – fare lo sponsor di questo o di quello: deve pulire le strade.

 

Se poi – una volta pulite le strade – gliene avanzano per i balli a palchetto e cose simili, ben venga.

 

***

 

Tornando a bomba.

 

Che cosa sia la tassa rispetto, ad esempio, all’imposta, lo riassumiamo così, “nella nostra ignoranza”: "La tassa è un tributo che il singolo soggetto è tenuto a versare in relazione ad un'utilità che egli trae dallo svolgimento di un'attività statale e/o dalla prestazione di un servizio pubblico (attività giurisdizionale o amministrativa) resi a sua richiesta e caratterizzati dalla "divisibilità", cioè dalla possibilità di essere forniti a un singolo soggetto.

In sostanza è una prestazione patrimoniale dovuta in relazione all'espletamento di un servizio svolto su espressa richiesta del soggetto contribuente.

A titolo esemplificativo si possono menzionare la tassa per la raccolta dei rifiuti, la tassa scolastica, la tassa sulle concessioni governative, la tassa per l'occupazione di spazi e arre pubbliche ecc".

 

***

 

Ma vediamo - è il secondo aspetto - quali fossero – allora, a marzo – i conti presentati da Atena ed accettati a scatola chiusa dalla Giunta, con evidente e naturale primaria responsabilità degli allora Assessori all’Ambiente ed al Bilancio e Partecipate.

 

Dalla riunione di Giunta del 3 marzo che beve l’amaro calice, assente come spesso avviene il sagace Michele Cressano.

 

Che è ormai quasi un marcatore: se lui è assente, sta succedendo qualcosa.

 

***

 

Da dove prendiamo i dati?

 

Come abbiamo detto, dalla più ufficiale delle fonti.

 

Quella a firma del Sindaco che, ad un certo punto, presenta al Consiglio un emendamento e dice: guardate, Signori cari, della differenziata per quest’anno non se ne fa più niente.

 

 a fondo pagina in formato espanso -

 

Il costo della nettezza urbana non – si ripete – non aumenta a € 9.075.723,00 (novemilionisettantacinquemila e rotti) ma resta a € 8.663.990,00 ( ottomilioniseicentosessantatremila e rotti) .

 

Non c’è l’aumento di 440.000 euro, che si riferisce (a parte il rimborso di alcuni costi anticipati per investimenti) solo al secondo semestre del 2017, data prevista per l’inizio della raccolta differenziata spinta.

 

Settimana più, settimana meno, perché c’erano le ferie, e via dicendo.

 

Insomma, in ragione d’anno, un aumento di 700 mila euro.

 

Se bastano.

 

***

 

Come si vede, quindi, la tesi di Atena, ribadita in questa intervista, è che, se la vuole, il Comune deve prepararsi ad una differenziata costosa.


Se il Cittadino Cliente vuole la città pulita deve sbarazzarsi dei cassonetti che - intanto - più di così Atena sembra non voglia fare.


Per sbarazzarsi dei cassonetti deve scegliere la differenziata.


Se sceglie la differenziata deve "bere" il prezzo che impone Atena.


Insomma, o si beve o si affoga: o l'immondizia o più soldi ad Iren.

 

E che decidendo oggi (settembre) di bere il calice di Iren, se va bene il servizio parte fra otto mesi.

 

Poi magari diranno che “fra otto mesi” andrà a regime, ma qualcosa si vedrà già prima: non si sa.

 

Certo, ci sarà una campagna di comunicazione.

 

Campagna o non campagna, balli a palchetto o non balli a palchetto, se ci saranno i rifiuti per strada lo faremo vedere di sicuro.

 

A meno che, naturalmente, si faccia la voce grossa, ma poi si circoscriva il nuovo aumento ad un due, tre per cento.

 

A parte, però, quest’ultima farsesca ipotesi, i casi possono essere due.

 

O si tratta di un caso conclamato di “Complesso di Gertrude”, oppure può essere che l’ex allievo sia soltanto l’ultimo iscritto alla setta dei Parabolani che si prepara a fare la festa alla professoressa Ipazia.

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