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11/09/2013 - Vercelli - Enti Locali

VERCELLI - Museo dello Sport - Pollice verso anche del Pd - L’opera più inutile (forse, dopo la Risoteca) progettata dalla Giunta, rischia di diventare il Mausoleo dell’era Corsaro - La petizione dei cittadini ha fatto breccia

VERCELLI - Museo dello Sport - Pollice verso anche del Pd - L’opera più inutile (forse, dopo la Risoteca) progettata dalla Giunta, rischia di diventare il Mausoleo dell’era Corsaro - La petizione dei cittadini ha fatto breccia
Il cantiere del Museo dello Sport fotografato oggi pomeriggio e, al centro, il Mausoleo della Bela Rusin -
Più che Museo, quello erigendo dello Sport, in adiacenza allo Stadio Piola di Vercelli si sta avviando a diventare Mausoleo della Giunta di Andrea Corsaro.

L’ubicazione di quest’ultima opera funeraria, peraltro, è ancora incerta, essendo la sua inutilità una questione da decidersi al fotofinish, confrontando questa con la vicina “risoteca”. La quale non si sa quali risi o ristoranti (forse potrebbe interessare, appunto, ristoratori cinesi o giapponesi) potrà contenere, mostrare, offrire.

E’ certo che ha già prodotto – come la sua “gemella”, del resto – costi di progettazione e direzione lavori per le parcelle devolute ai Professionisti (illustri, peraltro) incaricati.

Cosa è giunto in queste ore a legittimare una previsione del genere?

E’ giunta la notizia che il Pd si sta ufficialmente interessando dei destini dell’ “opificio romano”, reperto archeologico e storico affiorato mentre si scavava per erigere il Palestrone guarnito (guarnito di Museo, conditio sine qua non per avere i contributi, la lira).

Sull’argomento il popolo della rete aveva già fatto sentire la propria voce, sottoscrivendo la petizione lanciata da Marco Reis e compagni (si fa per dire…).

Guarda anche:

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=50099

http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?id=50080

Adesioni con numeri importanti, tanto più se si considerano due variabili.

La prima: molte sottoscrizioni arrivano da altre città, a dimostrazione che il nostro  patrimonio culturale è talvolta apprezzato più fuori che dentro il “giro dei viali”.

La seconda variabile è che la nostra città non è tradizionalmente adusa a rispondere a stimoli di mobilitazione come questo: ora si vede che la questione sta veramente molto a cuore a tanti.

Sull’argomento, poi, si registra anche la (per la verità è stata la prima, in senso cronologico, manifestazione di interesse a tutela dell’opificio romano) argomentata posizione del Movimento5Stelle, che per mano del Parlamentare vercellese On. Mirko Busto ed altri Colleghi ha già presentato una interrogazione al Ministero.

Di fronte a questa duplice, organizzata, mobilitazione generale, la linea in Comune è sempre stata fedele al cliché: noi andiamo avanti lo stesso, più o meno come per l’inceneritore.

Giusto? Sbagliato?

Encomiabile tenacia nel sostenere le proprie posizioni?

Oppure atteggiamento refrattario al confronto, degnazione alla Marchese del Grillo:”Io so’ io e voi non siete un c…..o!” ?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Comunque fino all’altro giorno era certo che le cose stessero marciando nella direzione già intrapresa.

Ora, non è che il Pd sia come il Gigante buono della pubblicità Ferrero di buona memoria (1972), il cui intervento quasi come deus ex machina vanifica i propositi tristanzuoli del malvagio Joe Condor.

Guarda anche: http://www.youtube.com/watch?v=nrTf2Kcv1wg

Il fatto è che la presa di posizione (allegato in pdf l’integrale dell’interrogazione dell’On. Luigi Bobba ed il commento del Segretario provinciale Maura Forte) del partito oggi di maggioranza relativa a Vercelli procura alla attuale maggioranza che regge le magnifiche e progressive sorti della città  due problemi non di poco conto.

Il primo: Bobba e Forte non sono Reis e Busto.

Sappiamo bene che questa asserzione potrebbe a buon diritto stare in repertorio di Nino Frassica ed Andy Luotto, se ancora ci fosse “Quelli della notte”.

Chi di dovere avrà già capito, invece, a cosa alludiamo.

Per tutti gli altri è forse d’uopo una breve decrittazione dell’apodittica proposizione. I gerarchi del regime che attualmente occupa i due ex conventi, quello dei Domenicani (Comune) e dei Barnabiti (Provincia, Via San Cristoforo) da tempo ormai hanno imparato a fare spallucce rispetto ad ogni sollecitazione “civile”, a qualsiasi manifestazione di opinione pubblica, anche qualificata, ma non riconducibile al proprio mondo.

Sono due letture diverse della nozione di società civile.

A Palazzo civico mostrano di credere (e forse preferiscono consolarsi così) che la società civile sia (solo) quella rappresentata da chi si ritrova al Tennis Club Pro Vercelli.

Dalla “religione del Ballo Ecelsior” a quella del “Tennis Club”.

Todo cambia. E amen.

Se un’opinione, una sollecitazione viene da qualsiasi altro ambiente, quasi sempre ha vita grama.

Ma il problema ora sta proprio qui: anche per quella parte di società civile rappresentata dal Tennis Club Pro Vercelli, non è che Maura Forte e Luigi Bobba siano degli illustri sconosciuti.

D’altra parte, se sono i rappresentanti del partito di maggioranza relativa, è segno che hanno antenne in tanti ambienti e da tanti ambienti sono considerati credibili.

Sicchè l’argomento “opificio romano”, ora è sdoganato anche per i benpensanti.

Ed un atteggiamento ostinato da parte dei reggitori a tempo determinato ed in scadenza di un Palazzo ormai anchilosato rispetto a qualsiasi decisione da prendersi, susciterebbe più punti interrogativi che consensi.

Il secondo argomento viene di conseguenza.

Poiché a Palazzo non c’è praticamente più nessuno che scommetterebbe un euro sulla possibilità di una riconferma al governo della città dell’esperienza politica che ora esprime la Giunta di Andrea Corsaro e Partito dei Salotti (o almeno salottini), è possibile che qualcuno incominci a domandarsi se davvero convenga insistere così ostinatamente nel difendere una posizione (motivatamente) impopolare.  

 

 

 

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