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20/04/2017 - Vercelli - Eventi e Fiere

VERCELLI – “La Rete” organizza la manifesgazione Fermare l’odio di ieri e di oggi, il confronto delle idee non sia più scontro tra ideologie

VERCELLI – “La Rete” organizza la manifesgazione Fermare l’odio di ieri e di oggi, il confronto delle idee non sia più scontro tra ideologie
Marco Reis

 

La Rete celebrerà per la prima volta in Italia il 25 aprile con un gesto di pacificazione: porterà un mazzo di fiori al Monumento ai partigiani vercellesi ed un altro al cippo che ricorda un gruppo di fascisti trucidati a guerra finita. Porteremo quei fiori non solo guardando al passato, ma guardando anche al presente: la pacificazione è la premessa per mettere al centro della politica gli interessi della città, e non di uno “schieramento”, o, peggio, gli interessi di pochi burocrati e politicanti.  

  Un gesto rivolto anche al presente. Questo gesto di pacificazione è rivolto non solo al passato, ma anche al presente: è un invito a considerare che le radici dell’odio nato nella guerra civile di oltre 70 anni fa sono ancora vive nella politica di oggi, basata su “schieramenti” e contrapposizioni che vanno ben oltre il normale confronto delle idee. Non a caso l’Amministrazione Forte ha appena deciso di non lasciarci organizzare visite pubbliche agli affreschi nell’Enal, in quanto catalogati come “fascisti” invece che come una normale testimonianza storica e artistica della vita della nostra città. Questa politica degli “schieramenti” è una delle cause della crisi che da anni fa arretrare l’Italia, e che a Vercelli si traduce in immobilismo, sporcizia, transenne, lavori incompiuti, caos politico… La Rete è costituita da vercellesi che hanno le opinioni politiche più diverse, con le esperienze professionali più diverse, che appartengono alle generazioni più diverse. Grazie a queste diversità le nostre decisioni sono state sempre prese in piena armonia tra di noi, perché le idee diverse sono per noi non un ostacolo ma una ricchezza: i punti di vista iniziali diversi ci hanno sempre permesso di analizzare meglio i problemi da diverse angolature, arrivando sempre in armonia a conclusioni comuni. La Rete è la prova vivente che il rispetto reciproco e l’amore per la propria comunità, città o Paese, non ha nulla a che fare con gli “schieramenti” faziosi: è il rispettoso confronto tra le idee, e non tra le ideologie, che porta alla condivisione e salvaguardia del patrimonio pubblico. 

  Prima di tutto Vercelli. La Rete ha svolto e svolge attività in due modi: in modo autonomo e proponendole al Comune. 1 – Iniziative autonome Tutte le nostre iniziative di valorizzazione della città (mostre, visite, sistemazione di beni culturali, ecc.) hanno riscontrato successi sorprendenti tra i vercellesi. 2 – Proposte al Comune - Viceversa, nulla di ciò che abbiamo proposto al Comune, pur essendo disponibili a nostra volta ad apportare ogni contributo volontario… nulla è andato in porto, nonostante incontri, riunioni, dichiarazioni esteriori, impegni, “sì” e promesse di ogni genere.

   Abbiamo iniziato applaudendo… Avevamo iniziato applaudendo il Sindaco Maura Forte ai piedi del Sant’Andrea, per le promesse che ci faceva per salvare la Basilica. Dopo quasi 3 anni constatiamo che ogni nostro impegno è stato vano, come prima, da anni. Lo stesso accade per la ricerca dei beni culturali distrutti o depredati (da decenni!) e, appunto, per ogni altra iniziativa che abbiamo proposto al Comune. Alle parole non sono seguiti i fatti. E tutto è documentato sul nostro sito www.grandevercelli.it con il Progetto firmato persino in video prima delle elezioni da tutti i candidati-sindaco. Il Comune è un caos rabbioso e la politica è evaporata per inconsistenza. Da un lato ha ceduto allo strapotere di burocrati strapagati, e d’altro lato è sparita perché è rimasta basata su “schieramenti” e non sui fatti. Le conseguenze per la città sono oggi disastrose. Ma con il buonsenso e con le proprie forze Vercelli può risorgere.

Per evitare equivoci e false interpretazioni la celebrazione avverrà con una delegazione che sarà accompagnata da un figlio di partigiano e un figlio di fascista combattenti, in un giorno diverso dal 25 aprile, che sarà deciso nella nostra prossima riunione della Rete.


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