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31/01/2012 - Vercelli - La Posta

VERCELLI - Donatella Capra e Maria Grazia Ranghino scrivono ai cittadini: "L’incenerimento è una modalità distruttiva e può danneggiare la salute"

VERCELLI - Donatella Capra e Maria Grazia Ranghino scrivono ai cittadini: "L’incenerimento è una modalità distruttiva e può danneggiare la salute"
Donatella Capra, Maria Grazia Ranghino


Cara/o cittadina/o


abbiamo ritenuto opportuno inviare questa lettera ai vercellesi per diffondere le informazioni relative alla situazione che si è determinata nella nostra città, ed affrontata dai Consiglieri di minoranza (Pd, Idv, Sel, Voce Libera) durante la seduta del Consiglio Comunale di mercoledì 25 gennaio sul problema dell’inceneritore cittadino. Dai giornali siamo venuti a sapere che Veolia (multinazionale francese), l’azienda che dal 1992 gestisce l’inceneritore di Vercelli, nel mese di agosto 2012, alla scadenza della convenzione con Atena (proprietaria dell’impianto) e il Comune di Vercelli (proprietario dei terreni) non intende proseguire la sua attività, e sembra aver manifestato l’intenzione di abbandonare tutti gli impianti gestiti in Italia.


La data di scadenza della convenzione è sempre stata nota, per questo motivo in Consiglio Comunale, e non solo, la minoranza aveva, da tempo, sollecitato attraverso una serie di interrogazioni il Sindaco di Vercelli per conoscere le intenzioni dell’Amministrazione ed in particolare per aprire un confronto costruttivo e democratico circa le possibili metodologie oggi messe a disposizione dalla ricerca e dalla tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti. Negli ultimi anni in città il Movimento Società Futura ha raccolto e diffuso, sottoponendole all’attenzione dei giornali, documentate informazioni relative ai problemi che l’inceneritore causa al territorio ed


alla sua popolazione (sul sito www.societafutura.com <http://www.societafutura.com/>  è possibile prendere visione della documentazione). Problemi che riguardano l’inquinamento del terreno a causa delle ceneri che non sono state smaltite, gli sforamenti dei fumi rispetto ai limiti previsti dalla legge verificati dall’ARPA durante i controlli, la presenza di materiale radioattivo che non sarebbe dovuto essere presente, casi di mal funzionamento che hanno determinato l’emissione di scarichi anomali visibili anche ad occhio nudo. Per tutti questi motivi è stato presentato anche un esposto alla Procura della Repubblica, la quale sta esaminando il caso ed ha prolungato il tempo delle indagini per altri sei


mesi. Si tratta dunque di una serie di vicende causa di preoccupazione per tutti i cittadini che temono per la loro salute. L’incenerimento dei rifiuti, anche se considerato migliore rispetto allo smaltimento in discarica, ha manifestato oggi tutti i suoi limiti a causa dello spreco di risorse e dell’inquinamento causato, sia perché dopo l’incenerimento si accumulano ceneri di fondo (ciò che rimane in caldaia) difficili da smaltire, sia per i fumi emessi che finiscono nell’aria e contengono numerose sostanze chimiche, come per esempio il piombo, che in certe quantità sono dannosi per la salute. Non dimentichiamo poi che, se l’inceneritore brucia al di sotto di determinate temperature, sprigiona diossina. E’ noto ormai, e molte ricerche epidemiologiche lo dimostrano, che i danni alla salute possono colpire tutti i cittadini ma sono più gravi nei confronti dei bambini e dell’esposizione durante il periodo della gravidanza. Poiché lo smaltimento dei rifiuti è assolutamente necessario ed è una questione che riguarda la nostra vita quotidiana, ma dipende anche da modelli educativi, stili di vita, capacità di convivenza e senso civico, non possiamo trascurare la necessità e l’urgenza di assumere oggi decisioni ragionate e ben ponderate che andranno a condizionare il nostro modo di vivere e la salute di diverse generazioni di cittadini. Da alcuni mesi, seppur in ritardo rispetto ad altri comuni della provincia che si sono dimostrati virtuosi (Borgo d’Ale, Tronzano, Cigliano, ecc.), anche Vercelli ha iniziato la raccolta differenziata diminuendo la produzione di rifiuti pro capite, come dimostrano i dati diffusi dal COVEVAR. Differenziare i rifiuti non è solo un modo per evitare gli sprechi o un dovere perché ci viene richiesto dall’Europa, dallo Stato e dalla Regione, come  affermato dalla maggioranza, differenziare significa molto di più . In questo settore si compiono quasi giornalmente nuove scoperte e metodologie capaci di favorire un sempre minore impatto ambientale. Per esempio pochi giorni or sono a Milano gli esperti del Centro Vedelago, in collaborazione con Fater Spa, hanno comunicato, durante una conferenza stampa, di aver messo a punto una nuova metodologia per differenziare anche tutti i prodotti afferenti ai pannolini per la persona (bambini, femminili, anziani) che da sempre costituiscono un prodotto altamente inquinante a causa della plastica e della cellulosa contenute. I partiti di minoranza hanno presentato una mozione in Consiglio Comunale dove si chiedeva la chiusura dell’attuale inceneritore e l’adozione “di modalità già sperimentate in altre località d’Italia”, quali: a) adozione di tecnologie di Trattamento Meccanico Biologico (TMB); b) adozione di tecnologie di Trattamento Meccanico a freddo (TMMI) e di avviare un tavolo di concertazione con il Sindacato ed ATENA al fine di favorire sbocchi occupazionali per i lavoratori addetti all’inceneritore, come il riassorbimento all’interno dell’Azienda cittadina.  La maggioranza non si è però dimostrata disponibile al confronto, ed ha respinto la mozione con la lapidaria affermazione “Che vi piaccia o no questa maggioranza vuole l’inceneritore, fatevene una ragione”. 


Colpisce profondamente il fatto che nessun Consigliere della maggioranza abbia voluto o saputo affrontare il problema della ricaduta negativa che l’incenerimento dei rifiuti ha sulla salute dei cittadini. Questa questione, a nostro parere, è assolutamente centrale, senza dimenticare che qualunque amministratore, dovrebbe rispettare il “principio di precauzione” secondo il quale “ove vi siano minacce di danno serio od irreversibile, l’assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale”.


Il problema relativo ai danni sulla salute dei cittadini è complesso in quanto tutti siamo coscienti che, spesso, nelle nostre città intervengono una serie di con –cause reputate responsabili dell’aumento di patologie soprattutto oncologiche. Ci stiamo riferendo, per esempio, all’inquinamento dell’aria derivante dagli scarichi degli autoveicoli e dei riscaldamenti, alle conseguenze derivanti dall’uso eccessivo dei pesticidi, dall’abbruciamento delle stoppie che spesso è presente nei nostri territori. Proprio la presenza di più elementi dannosi per la salute ci dovrebbe indurre a sostenere politiche capaci di affrontare il problema e programmare interventi volti a favorire, quanto più possibile, la riduzione degli agenti inquinanti e dannosi. Ci sembra che intraprendere questa strada, a partire dalla differenziazione dei rifiuti, costituisca un segnale davvero positivo proprio perché la differenziazione senza incenerimento presenta ricadute positive, induce a ridurre la produzione di rifiuti, stimola la ricerca e l’industria ad individuare metodi e materiali sempre meno inquinanti, sviluppa in ognuno di noi la consapevolezza del valore dei prodotti che per anni abbiamo acquistato, usato e gettato spesso con un ritmo esasperato, ci insegna a recuperare, trasformare e riusare. Nessuna di queste ricadute positive è legata all’incenerimento che è appunto una modalità distruttiva ma solo apparentemente eliminatoria, poiché nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, i nostri rifiuti inceneriti si sono trasformati in ceneri o in micro particelle che ci possono danneggiare pesantemente.


Invitiamo tutti coloro che volessero acquisire maggiori informazioni, dati, documenti o sostenere questa fondamentale battaglia a contattarci ai seguenti indirizzi e mail. Invitiamo tutti coloro che volessero acquisire maggiori informazioni, dati, documenti o sostenere questa fondamentale battaglia a contattarci ai seguenti indirizzi e mail:


donacapra@alice.it


ranghin2006@libero.it


ed iscriversi al gruppo Facebook: Non Vogliamo L’inceneritore A Vercelli.


Donatella Capra, Maria Grazia Ranghino


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