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08/02/2018 - Vercelli - Cultura e Spettacoli

VERCELLI DICE 'NO' AL BULLISMO E SOPRATTUTTO ALL'INDIFFERENZA - La risposta di Caino 'sono forse io il custode di mio fratello?' è la risposta di chi ha già ucciso - Studenti, Insegnanti, Forze dell'Ordine lavorano insieme

VERCELLI DICE 'NO' AL BULLISMO E SOPRATTUTTO ALL'INDIFFERENZA - La risposta di Caino 'sono forse io il custode di mio fratello?' è la risposta di chi ha già ucciso - Studenti, Insegnanti, Forze dell'Ordine lavorano insieme

Non sempre una Legge risolve tutti i problemi.

Ma in questo caso una nuova Legge fa davvero molto per risolvere uno dei problemi con il quale abbiamo ed avremo sempre più a che fare, il cosiddetto “Cyberbullismo”.

La violenza psicologica e morale di chi – per esempio – si impossessa di una tua immagine e la diffonde in rete per umiliarti.

Una vergogna che qualcuno non riesce a superare e così la via che pare più persuasiva per uscire dal tunnel può apparire il balcone di un quarto piano.

La legge di cui parlano a ragazzi ed Insegnanti veri esperti come il Funzionario della Polizia di Vercelli (Responsabile dell’Ufficio Minori, nella Divisione Anticrimine), Ernestina Cattaneo ed il Ten. Col. Fabio Longhi, Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Vercelli è quella recentissima, del 29 maggio 2017, la n. 71.

Da questo momento tanto le Forze dell’Ordine, quanto la Magistratura, hanno a disposizione uno strumento efficace per intervenire.

E con loro gli Educatori, come ricorda Marco Maggi, specialista di questi casi.

***

Bullismo, tra devianza e reato, dunque, non solo nelle nuove forme in cui si esprime in rete, ma anche in quelle, non meno gravi, per così dire “tradizionali”.

E’ l filo conduttore della giornata del 7 febbraio: una giornata importante di mobilitazione e soprattutto di informazione e dialogo.

Il filmato che sarà on line domani 9 febbraio esporrà le idee degli Studenti e degli esperti che hanno accolto l’invito del Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Galileo Ferraris, il Prof. Vincenzo Guarino, per un confronto aperto a tutti.

Una “lezione” confezionata a più mani, con la sensibilità di allievi, Insegnanti, Famiglie, Forze dell’Ordine.

I lavori preparati dai ragazzi, le testimonianze sono in qualche caso veramente toccanti.

Dapprima in Piazza Cavour, per dire alla gente che Vercelli c’è.

Poi l’incontro specialistico, nel pomeriggio, alla Scuola Media Verga: entrambi molto partecipati ed organizzati in modo sapiente.

Il bullismo è una piaga che lascia ferite talvolta indelebili.

Una viltà che si prefigge di umiliare la vittima.

Molti i modi di manifestarsi di prepotenze, che non hanno senso compiuto: dalle vere e proprie violenze fisiche, a quelle morali e psicologiche, l’insulto, la derisione.

Ma la più subdola è il rifiuto sociale, l’estromissione da un gruppo, l’esclusione.

Ti fanno sentire rifiutato, non accettato, generano il bisogno di essere incluso per frustrarlo mentre ti escludono.

***

C’è dunque materia di lavoro e riflessione per Psicologi, Educatori, Famiglie.

Perché informare è già formare e concorrere a sostenere la costruzione della personalità di un ragazzo che cresce, significa prevenire e scongiurare il fenomeno.

E soprattutto pone l’accento su una realtà “invisibile”, ma capace di generare danni non minori del bullismo stesso: l’indifferenza.

Non mi riguarda.

Sono ragazzate.

Da che mondo è mondo è sempre così.

Non facciamola tanto grossa.

La vittima di atti di bullismo – ricorda il Ten. Col. Andrea Ronchey, Comandante Provinciale dei Carabinieri – è prima di tutto una vittima.

Non bisogna lasciarla sola.

E’ una priorità che ci riguarda tutti.

Non dimentichiamo mai l’esigente domanda che il Padre rivolge a Caino:”Che ne è di tuo fratello?”.

E non dimentichiamo mai che la risposta di Caino:”Sono forse io il custode di mio fratello?”.

Non è soltanto un espediente retorico, è la risposta che dà un essere umano che ha già ucciso un altro essere umano.

Ha già ucciso.

L’indifferenza uccide.

***

Questo è l’insegnamento forse più alto di questa giornata che con merito veramente lodevole – sia permesso un apprezzamento anche da parte di un genitore – la Scuola ha saputo organizzare, mettendosi in dialogo con tanti “mondi” i quali tutti possono dare un contributo originale e di valore.

Un bellissimo esempio di come si concorre a costruire una società, di come si possa essere, senza retorica e senza grandi proclami, “costruttori responsabili della società terrena”.

Ora la gallery, a domani per il filmato che reca i suggerimenti del Questore Rosanna Lavezzaro su “che fare” quando ci si rende conto di essere presi di mira da atti di bullismo.

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