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07/02/2019 - Vercelli - Cultura e Spettacoli

VERCELLI DICE NO AL BULLISMO - Male oscuro che diventa ancor più pericoloso se sottovalutato - Quei cuori grandi e fragili come boccioli, che dobbiamo amare e rispettare - FILMATO E GALLERY

VERCELLI DICE NO AL BULLISMO - Male oscuro che diventa ancor più pericoloso se sottovalutato - Quei cuori grandi e fragili come boccioli, che dobbiamo amare e rispettare - FILMATO E GALLERY

Di bullismo, lo sappiamo, si può anche morire.

Perché il cuore di un ragazzo, una ragazza, che si affaccia alla vita, è come un bocciolo.

No al bullismo - from Guido Gabotto on Vimeo.

E torna alla mente quella struggente poesia che dice: no, tu non puoi aprire un bocciolo.

Lo puoi calpestare, lo puoi strappare, lo puoi bruciare, ma tu non puoi aprire un bocciolo.

***

Anche se l’immagine va un po’ oltre il segno, dice invece con eloquenza delicata eppure persuasiva che il cuore di una persona che sta crescendo è qualcosa di grande e fragile, da “maneggiare con cura”.

Molta cura.

La sensibilità di un adolescente può essere, forse, talvolta, ipersensibilità e non per questo è meno bisognosa, ha meno diritto, di essere riguardata e trattata con cura.

Henry Charrier, l’Autore di Papillon, mette la cifra di un’intera epopea in questo pensiero che apre il libro:

C'est comme pisser dans un violon.

 

Volgare, gratuito, senza scopo né senso; prevaricazione ostentata e sterile, che può appagare solo menti smarrite dentro le contorsioni di pensieri ancor più che “deboli”, del tutto dissipati nel vuoto di teste di mero, anatomico, significato.

 

Eppure è accaduto: ragazzi che non ce la fanno a superare, a sopportare, quella relazione crudele.

 

Che spesso s’inizia con l’esclusione studiata e capace di generare il bisogno di essere inclusi, bisogno che nel disegno malizioso e perverso dei giovani aguzzini, è destinato a restare frustrato.

 

Sicchè ecco il “diverso”.

Che non può permettersi di sbagliare una mossa, perché è già escluso e – così – diverso, se ancora non sta anche per un solo momento alle regole, eccolo trasformato in un piccolo mostro.

 

Che se la cerca.

 

E quello che si cerca, e spesso a scuola trova, fa il paio con quanto, talvolta si trova, anche senza nulla cercare, a casa.

 

Così il disagio per situazioni familiari border line, si stratifica con quello che si crea in classe, nei corridoi e, allora, il peso diventa troppo grande e si incomincia a pensare che non sia possibile fare per tutta la vita questa vita.


E non si trova, non si vede, nessuno ti aiuta a cercarla, una via d’uscita.


Allora l’unica via che ti paia convincente, persuasiva,

liberatoria e, infine, seducente è un balcone al quarto piano.

 

***

 

Casi estremi, certo.

 

Tra bianco e nero ci sono però infinite tonalità di grigio.


Che non devono essere né sottovalutate, né trascurate, né tollerate.

 

Ed il primo luogo in cui bisogna prendersi cura del sistema di relazioni che può nascondere i germi del male è la Scuola.

 

Sicchè non si può che compiacersi di questa giornata in cui, la Scuola Media Verga di Vercelli, insieme a tanti Studenti della Scuole Medie Superiori, hanno voluto dire, in modo creativo e responsabile, che il “No” al bullismo è un compito di tutti, una missione comune, un impegno della Scuola vissuta come Comunità, anche per come può consentire l’osmosi con le famiglie, soprattutto quelle a rischio.

 

Il filmato e la gallery che volentieri offriamo come modesto contributo dei nostri Portali alla “missione comune” che coinvolge Insegnanti, famiglie, Istituzioni, anche di Pubblica Sicurezza, gli stessi ragazzi, riprende qualche scampolo di una mattina preparata con cura, vissuta con partecipazione autentica, arricchita da contributi di “testimonial” d’eccezione, come i campioni vercellesi dello Sport.

 

Sicuramente un contributo utile, una testimonianza feconda.

 


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