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16/06/2019 - Vercelli - Sport

VERCELLI, DUE STRAORDINARI GIORNI DI PESISTICA PER CELEBRARE I 50 ANNI DEL VITALITY - Con un pensiero a Giovanni Olivieri, icona del Sollevamento Pesi vercellese - TUTTE LE CLASSIFICHE

VERCELLI, DUE STRAORDINARI GIORNI DI PESISTICA PER CELEBRARE I 50 ANNI DEL VITALITY  - Con un pensiero a Giovanni Olivieri, icona del Sollevamento Pesi vercellese - TUTTE LE CLASSIFICHE
Alessandro Vinci in accosiata nello Strappo con 151 Kg. che gli darà la vittoria


Apre il video che accompagna questo servizio, l’esercizio di Strappo portato felicemente a termine da Alessandro Vinci.

Vinci si è aggiudicato, oggi, 16 giugno, il titolo italiano assoluto di specialità.

Tutte le classifiche di questi due memorabili giorni di pesistica a Vercelli, al termine dell’articolo, in jpg.

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Poi, sempre nel video, tanti scampoli della giornata e ancora, in questa pagina, i filmati messi in repertorio da ieri, primo giorno di gare.

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Il video con Alessandro Vinci mostra, dunque, l’esercizio di Strappo.

Cosa significa? Significa che l’Atleta deve portare il peso in alto, a braccia tese, in un solo movimento.

A differenza dello Slancio, che invece prevede, prima, la portata al petto del bilanciere, poi la fase di spinta per arrivare a braccia tese sopra la testa: due movimenti.

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In mezzo, quella particolare posizione che in molti si domandano a cosa serva: l’accosciata.

Perché l’Atleta si abbassa?

Presto detto, anche se non è sempre facile arrivarci con l’intuito.

Perché, un aiuto per “alzare” il peso, è proprio quello di “abbassarsi”.

E funziona.

Senonchè, dopo, bisogna alzarsi.

Ed è a questo punto che è bene fermarsi a riflettere un momento.

È facile alzarsi tenendo, a braccia tese, 151 chili dritti sopra la testa?

Per darci una risposta, proviamo a farlo a casa.

Prendiamo un manico di scopa, teniamolo dritto a braccia tese sopra la tesa e facciamo uno o due piegamenti, in una accosciata casalinga, tenendo dritto sopra la testa nient’altro che il manico di scopa.

Ecco, questi – anche “queste”, perché le ragazze che hanno gareggiato oggi fanno veramente stravedere – lo fanno con 100 – 150 chili.

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A tanto può portare l’allenamento, certo la prestanza fisica, la tecnica.

Questo è quello che si può imparare con allenamenti affascinanti che sempre, a Vercelli, ha offerto agli sportivi il Vitality Club.

Fondato 50 anni fa.

Prima sede in Via Sabotino.

Poi Via Derna, dai primi Anni ’70.

Poi il trasloco definitivo in Via Arevecchia “sotto l’Astra”.

Siccome l’Astra è a pochi metri da Via Derna, dove prima ancora dei Vitality c’era un laboratorio di maglieria, il trasloco di fece “a mano”; per meglio dire, “a piedi”: bilancieri, dischi, manubri, panche, macchine varie.

Insomma, la storia del Vitality si fonde e confonde con tanti ricordi personali, anche per quell’ “indimenticabile” trasloco agostano, nella pausa estiva.

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Oggi la tenacia e la professionalità di Piero Valle e di sua moglie Donatella sono state sicuramente premiate, perché questi due giorni di campionati assoluti che la Federazione Italiana di Pesistica ha voluto tenere proprio a Vercelli, in occasione di questo Giubileo, dicono della stima e della considerazione che il Club ha a tutti i livelli.

Sentimenti che dobbiamo condividere soprattutto a Vercelli.

Perché non va mai dimenticato che questo sport è per tutti.

È vero.

Ma è uno sport difficile ed esigente.

E non soltanto per la ovvia considerazione che, con i pesi, si fatica.

Intanto, un primo dato: mai la storia del Vitality è stata anche solo sfiorata per un minuto da sospetti di doping o aiutini vari.

Semmai, chi gareggiava nei lontani Anni ’70, si dopava dopo la gara, al ritorno, fermandosi nella prima pizzeria utile a “farsi” di pizza e birra.

Allora sì che si andava giù con tutta la voracità dei giovani che avevano faticato una giornata sulle pedane del Piemonte.

Ecco, quello è sempre stato il doping di chi ha gareggiato per il Vitality.

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Poi, l’altro dato che non bisogna mai dimenticare a proposito del Vitality, di Piero e Donatella.

I pesi – abbiamo detto a proposito del “Sollevamento Pesi”, discipline olimpiche – sono uno sport difficile ed esigente.

Se non si sta attenti, o presto o tardi ci si fa male.

Per questo è importante che ci sia qualcuno che ti assiste ed indirizza negli allenamenti, soprattutto che, a costo di annoiarti, non si stanchi di farti imparare la tecnica.

La tecnica nel sollevamento pesi è decisiva: come in tutti gli sport, è ovvio.

Ma in questo caso è decisiva anche da un punto di vista della sicurezza che sempre deve essere tenuta al primo posto.

Se no lo sport diventa un azzardo, non un’occasione di “educazione fisica”.

Dunque, al Vitality, sempre tanta, tanta, tanta tecnica.

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Una cosa che si apprezza poi lungo la vita.

Perché capita di lasciare per qualche tempo la palestra: impegni di lavoro, ti trasferisci altrove, le ragioni possono essere tante.

Ma appena puoi riprendere a frequentare, se hai imparato bene la tecnica da ragazzo ti è possibile subito tornare in pedana.

Per gradi, è ovvio, perché la condizione non corrisponde più alla tecnica acquisita, ma puoi riprendere con soddisfazione e i benefici fisici si vedono subito.

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Allora ci permettiamo un consiglio ai genitori e poi ai ragazzi che cercano uno sport completo e ricco di grandi soddisfazioni: le porte del Vitality sono sempre aperte.

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Non potremmo concludere questo articolo su una delle più prestigiose e serie Società Sportive della città, sui suoi 50 anni, senza dire che tutti questi anni siano una vita.

E la vita porta con sé anche la morte.

 


Dire del Vitality e della Pesistica vercellese senza parlare di Giovanni Olivieri, sarebbe una dimenticanza ingiustificabile.

Vogliamo ricordarlo con l’articolo che è tra le notizie correlate, in alto in questa pagina e con questa fotografia, che lo ritrae nel momento di massima espressione atletica (ma Olivieri fu anche Dirigente federale, Presidente della Federazione a livello Piemontese) scritto in quel tragico 2014.

Che si  portò via anche Raffaello Cantelli, classe 1957, altra colonna del Vitality e non solo.