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03/08/2017 - LA NUOVA CHIESA DI EUSEBIO NASCE AI PIEDI DELLA MADONNA NERA - Omelia di Mons. Arnolfo
La nuova Chiesa di Eusebio nasce ai piedi della Madonna Nera d’Oropa in questo corrusco 3 agosto 2017 quando il tradizionale pellegrinaggio diocesano sfida la temperatura di 29 gradi che – se non si può dire canicola – certo per Oropa è un record a memoria nostra imbattuto.

E così abbiamo il privilegio di stare sotto il sole da record perché la Basilica maggiore dev’essere chiusa per qualche motivo e la S. Messa si celebra sul Sagrato dove nel 1989 già – il 16 luglio – ci misurammo con il caldo che accolse Giovanni Paolo II per la beatificazione di Pier Giorgio Frassati.

Fu un’esperienza unica, a partire dall’atterraggio sul “prato delle oche” dell’elicottero bianco Boeing Chinok con due eliche che faceva impressione.

Dalla collina dapprima apparve un elicotterino, sempre bianco, e si pensò: però, che elicottero piccolo per il Papa.

Ma era solo di scorta.

Poi – come nel film Tuono Blu – ecco che arriva il colosso del cielo.

Cosa c’entra tutto questo con il pellegrinaggio diocesano ad Oropa?

Diciamolo francamente, non c’entra niente: sono ricordi.

Fu una domenica indimenticabile qui, su questo sagrato, con migliaia di persone ed il Papa che stava conquistando il Mondo.

Oggi è Mons. Marco Arnolfo che conquista (riconquista) la Chiesa di Eusebio rappresentata a dovere da tanti pellegrini.

Come sempre numerosi.

Oggi il popolo di Dio appare forse un po’ meno “compatto”, ma è un’illusione ottica: siamo sempre più di settecento, come gli altri anni, ma quest’anno i più previdenti si sono recati qui con qualche anticipo riuscendo a “starmarsi” sotto le piante, all’ombra.

La Messa vale lo stesso, ma non è il caso di aprire il parasole.

Anche quest’anno qualcuno ha voluto fare un fioretto di quelli veri ed è partito nella notte di ieri – come ad esempio i parrocchiano di Borgo d’Ale – per compiere tutto il percorso a piedi.

Altri, invece, hanno preferito la versione light – e c’è da capirli – ma pur sempre ammirevole, partendo dal “Butalin”.



Tra questi lo stesso Arcivescovo, sempre capace di un passo invidiabile che di anno in anno assottiglia la schiera di chi gli sta dietro: non facciamo nomi.

Però la foto di chi ha voluto con lui condividere queste sempre bella esperienza dà giusto merito a chi ha così saputo ripercorrere anche simbolicamente il cammino un tempo accompagnato da Salmi studiati apposta per queste occasioni, sicchè si dicono “Salmi Ascensionali”.

Dopo le parole di benvenuto davanti alla Basilica antica, dove è custodita la Sacra effige della Madonna Nera, ci si è diretti processionalmente al luogo della celebrazione.

E qui Don Marco nel corso di un’omelia veramente efficace, ha illustrato un proposito pastorale che è già cifra di una nuova identità ecclesiale.

Prendendo le mosse dal Vangelo di San Matteo che richiama l’allegoria del vino nuovo in otri nuove, l’Arcivescovo ha suggerito l’idea che il nuovo modo di essere chiesa, organizzazione ecclesiale, non sia soltanto una nuova modalità di tracciare confini di territori capaci di comprendere più parrocchie.

Sarà anche un modo per “unire le forze”, facendo di ognuna delle 21 nuove Comunità Pastorali zonali un centro di formazione, di alfabetizzazione, ascolto, studio della Parola di Dio.

La grande consolazione in chi ascolta l’omelia del Pastore di questa Chiesa è duplice: in primo luogo – ma diremmo in primo piano – c’è la centralità della Parola di Dio.

Un’idea che viene illustrata in modo convinto e convincente.

Non c’è Chiesa se non fondata nella roccia della Parola.

In secondo luogo c’è non solo l’idea, ma anche la testimonianza, resa anche dalla presenza di oggi, che la Chiesa nasce e si rinnova ai piedi di Maria.

Maria è Madre di Dio ed è Madre della Chiesa, corpo mistico di quel suo così unico Figlio cui ella ha dato il corpo di un uomo perché Dio fosse con noi.

Una chiesa che si affida a Maria, che in lei ripone le proprie speranze, a lei consacra il proprio impegno è una chiesa che sarà capace di futuro, capace di una parola persuasiva detta alla società, alla comunità degli uomini e delle donne, una parola che si dilaterà in echi e risonanze come una parola sincera.

Nel nostro video integrale – on line domani - l’omelia di Mons. Marco Arnolfo, poi vi lasciamo con la gallery di questa bella giornata di fede, di festa, di amicizia, di comunione del popolo di Dio con i propri pastori.

Così anche il lavoro preparatorio della nostra cronaca è parso lieve, come se fosse il racconto di una bella gita che ha fatto bene anche a noi.