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08/03/2018 - OTTO MARZO SMART - Verso il lavoro per la vera parità
Otto marzo “intelligente” quello preparato dal Comune di Vercelli per le ragazze che frequentano le Scuole Superiori della città.
Tutto giocato tra memoria e futuro, tra la Storia che si deve conoscere, anche per non ripeterne gli errori ed un presente che bisogna vivere da protagonisti, da persone avvertite, capaci di pensare al domani.
Anche ad un domani di lavoro, come quello di cui parlano le ragazze che al Ceverfop, il Consorzio pubblico per la formazione professionale, con le loro Insegnanti aprono le porte della Scuola a chi vuole vedere come si preparano le allieve del Corso per Estetisti.
Ecco il link al filmato
Un programma triennale fatto anche di stages, che porta diritto al… lavoro.
Ci sono statistiche che parlano chiaro dicendo come, dopo il corso, le possibilità di trovare lavoro entro il primo anno dalla conclusione del triennio formativo siano altissime.
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Questo per un presente “attivo” e con l’occhio alle opportunità lavorative.
Ma la giornata si è aperta ripercorrendo l’insegnamento di chi ci ha preceduto.
Con il Sindaco Maura Forte ed il Questore Rosanna Lavezzaro (con loro gli Assessori Paola Montano, “motore” di queste iniziative, Graziella Ranghino, Daniela Mortara ed Andrea Raineri) a parlare di speranza, ma purtroppo anche di dolore.
Perché il cammino di emancipazione della donna è un cammino che ricorda quello raffigurato nella struggente allegoria di Langston Hughes, con quella scala, metafora della vita, che non fu una scala di cristallo, perché vi furono chiodi e schegge ed assi sconnesse e tratti senza tappeto sul pavimento.
Metafora però di un’anima forse sopraffatta dalle prove e tuttavia capace di camminare nel buio “ove non era spiraglio di luce” eppure un’anima non vinta: perché io vado avanti, continuo a salire.
Icona della donna che non si arrende, capace di rappresentare qui nelle plaghe risicole il sacrificio di quelle lavoratrici arse nel rogo di Triangle, negli Stati Uniti del 1911: un rogo su cui la storiografia non ha mai fatto del tutto luce – soprattutto a proposito delle origini della “Giornata” mondiale della donna.
Un fatto, tuttavia, idealmente assurto a simbolo di un percorso di riscatto.
Perché il cammino di emancipazione della donna è un cammino che si snoda su un terreno difficile, punteggiato di momenti drammatici, un terreno intriso di lacrime innocenti, un cammino che spesso ha per compagno di strada il dolore.
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Lo aveva intuito con sentimenti appassionati, con analisi lucida e persino spietata, William Shakespeare, che lascia questa immortale poesia:
“Per tutte le violenze consumate su di lei
Per tutte le umiliazioni che ha subito
Per il suo corpo che avete sfruttato
Per la sua intelligenza che avete calpestato
Per l’ignoranza in cui l’avete lasciata
Per la libertà che le avete negato
Per la bocca che le avete tappato
Per le sue ali che avete tarpato
Per tutto questo:
in piedi, Signori, in piedi davanti ad una Donna”.
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Quanto sono ancora drammaticamente attuali questi versi.
Quanto cammino ancora c’è da compiere, anche se ora – per fortuna – per tante donne si sono aperte le porte del mondo del lavoro con piena dignità, si sono dischiuse le opportunità di carriere anche importanti.
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Ed a proposito di donne che lavorano, con merito e dando esempi di tutto rispetto anche agli uomini, la conclusione della giornata di oggi alla Cripta di Sant’Andrea, dove alle ragazze dell’Istituto Lanino hanno parlato due donne che si fanno onore nelle rispettive professioni.
Sul tema “Donna e comunicazione”, Daniela Mortara, Assessore al Comune di Vercelli e la sempre impeccabile Roberta Martini, dal 1989 al giornale La Stampa di cui oggi è Capo Redattore delle pagine provinciali di Vercelli.
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Questa la mattina in cui il Comune ha organizzato la celebrazione “smart” della Giornata Mondiale della Donna.
Un’organizzazione davvero perfetta ed il risultato non è mancato, il seme è sicuramente caduto entro un solco dove la radice potrà attecchire.
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E se serve poi per dimostrare che le donne non sono davvero da meno degli uomini anche quando di smart non c’è molto, va bene anche se, questa sera, si va a vedere lo spogliarello maschile.
Siamo tutti fatti di carne, ossa, sangue e poi non è detto che uno o una debba essere smart 24 ore al giorno, sette giorni la settimana, dodici mesi l’anno per tutti gli anni della vita.
Sarebba anche una noia.