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17/12/2018 - FR. ROBERT SCHIELER A VERCELLI - Nel carisma lasalliano, tracce di futuro

Filmato from Guido Gabotto on Vimeo.

Fratel Beniamino, allampanato e severo, con l’inconfondibile zucchetto nero.


Filmato from Guido Gabotto on Vimeo.

Poi Fratel Giuliano, Direttore sapiente e paterno.

Così paterno che, anche quando deve subire un intervento chirurgico gravemente demolitorio, che comporta l’amputazione di una gamba, non esita a consolare – lui – i bambini che sono in apprensione: insegna loro ad affidarsi alla – talvolta imperscrutabile – sapienza dell’Amore.

Anche quando questa fede nell’Amore si fa interrogativa.

Insegnamenti che sarebbero rimasti indelebili.

Poi, Fratel Andrea, incomparabile Capo Scout, oltre che Direttore a sua volta.

Pacioso e bonario Fratel Colombano.

Più sanguigno, ma burbero benefico Fratel Raffaele.

E’ sempre rimasto nel cuore anche il nostro Maestro, originario di Ponte di Legno.

***

Sono migliaia i vercellesi che potrebbero parlare per ore dalle Scuole Cristiane.

Di quella splendida realtà educativa a tutto tondo: oltre l’istruzione.

Istruzione che pure ancora oggi resta come un dono prezioso.

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Da Via Simone di Collobiano all’Istituto San Giuseppe sono passate generazioni di persone che devono molto a San Giovanni Battista de La Salle ed al suo carisma educativo, testimoniato e poi portato nel Mondo dalla Congregazione che fondò, in Francia, quella dei Fratelli della Scuole Cristiane.

Siamo tra il XVII ed il XVII Secolo ed il Santo vede la desolazione che porta la privazione dell’Istruzione tra i ragazzi: un fattore di futura povertà, vera.

Di soggezione ai più forti.

Allora intuisce che l’insegnamento vada impartito in classi con più allievi, perché si cresce insieme anche se si condivide.

Che al centro del processo educativo ci debbano essere educatori adeguatamente formati.

Che l’istruzione debba essere gratuita.

Insomma, un innovatore.

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Oggi le Scuole Cristiane che sono in Via Frova raccolgono il testimone di quell’esperienza e sabato 15 dicembre a Vercelli succede una cosa unica, in tutti questi anni, dal 1841 ad oggi.

Succede che il Superiore Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane, Fr. Robert Schieler, venga in visita a visitare la Scuola.

Non era mai successo, anche quando qui i Fratelli erano decine e gli allievi centinaia.

Viene oggi, quando i religiosi della Congregazione, in Italia, sono ormai pochi – ma sono migliaia nei Paesi emergenti ed in America Latina – però quella fiamma non si vuole spegnere.

E ringraziamo Dio che ci aiuti a tenerla accesa.

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Una giornata di grande festa, una solennità importante e, come abbiamo visto, unica.

Si affastella l’emozione per l’evento solenne, con i sentimenti, sempre forti e dolci di affetto, per i ricordi di una vita.

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Il video che offriamo insieme alla gallery fotografica documenta qualche scampolo di questa giornata: il presepe vivente, le parole del Superiore e della Direttrice della Scuola, Roberta Tricerri.

Perché i laici – ma lo voleva proprio de La Salle, nel proprio essere profeticamente non solo innovatore, ma anticipatore – sono entrati a pieno titolo nella famiglia lasalliana.

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Noi ringraziamo per avere avuto la possibilità straordinaria di ricevere un’intervista di Fr. Robert dedicata alla città, tramite il nostro modesto Giornale.

Fr. Robert ci tiene a lasciare un messaggio in particolare: San Giovanni Battista de La Salle oggi direbbe ai ragazzi, alle famiglie, agli Educatori, di aprirsi all’altro: senza distinzioni, perché è così che dimostriamo di credere davvero di essere figli di un unico Padre.

Dice, per la precisione, di non cedere all’intolleranza, anche quando le cose non sono facili: e non possono esserlo, ma questo non può essere un limite.