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11/01/2020 - IL SALUTO DI VERCELLI A FULVIO BODO - Gli interventi di Federico, Giulia, Massimo e di Scheda, Mellano, De Maria
La Sala di Via Francesco Borgogna a Vercelli, tempio laico della politica, quando la politica incontra la gente, oggi è camera ardente e sala del commiato, per la cerimonia civile di congedo da Fulvio Bodo.

Tanta gente e tanti a domandarsi se e come potrebbe essere possibile chiudere i conti con la Storia, senza esiliare la memoria, ma tutto riepilogando alla luce dell’Amore.

Se è vero che non possa darsi una politica rispettosa della dignità e della centralità della persona, senza Giustizia e senza impegno etico, è altresì vero che non vi sia Giustizia possibile se non nella Carità, nell’Amore.

Il modo per cogliere la sintonia profonda e palbabile con il sentimento di tutti, per sdoganare anche quell’idea, altrimenti tenuta lì per non rischiare di mescolare il sacro con il profano, le parole giuste per trarre dall’afasia una voce chiara e non equivoca, le trova lui, Filippo Campisi.

Che sia sempre stato intelligente e sapiente si sapeva, del resto.

Filippo condensa in poche frasi, che restano come scolpite nella pietra, ciò che è nel cuore di tutti:

“La gente – dice - non sbaglia mai”.

E oggi c’è tanta gente a salutare con affetto e stima Fulvio Bodo.

Ma vuole uscire dal vago, suggerendo una simbologia inedita, qualcosa di più di una suggestione (ri)evocativa, indicando, invece, un possibile orizzonte sapienziale.

“Oggi, in questa Sala – dice nel proprio intervento – siamo a pochi metri dalla Caserma della Guardia di Finanza”.

Poi sorprende tutti (e qualcuno riconosce: vorrei averci pensato io…):

“Oggi si chiude un cerchio”.

Dagli applausi in quell’alba del primo ottobre 1992, davanti alla Caserma della Guardia di Finanza, come di tricotueses fuori tempo, agli applausi di oggi, quando c’è la gente, quella gente che “non sbaglia mai”.

***

Quest’ora di spiritualità laica che accompagna il congedo di Fulvio Bodo è certamente qualcosa che fa bene alla città, come il suono di una parola sincera.

Il video che offriamo ai Lettori ripropone i principali interventi pronunciati in questa mattina, che meriterà di essere ricordata.

Prima di tutto i figli, Federico, Giulia e Massimo (con il fratello Alberto, nato dal primo matrimonio di Fulvio).

Poi, a nome di tutti coloro che hanno condiviso la sua esperienza politica, l’applaudito e commosso intervento di Roberto Scheda.

Infine, l’On. Bruno Mellano, a nome dei Radicali.

A nome di tanti amici di Bodo, Enrico De Maria ha voluto offrire una splendida poesia di Garcia Lorca: qualche strofa la ritroveremo nel filmato.

***

Testimone di un’epoca, campeggiava una bandiera del Psi.

Di quello “originale”.

I succedanei del Terzo Millennio ne sono una pallida ombra, tuttavia necessaria per dire che l’idea socialista non è meno attuale di allora e merita di essere testimoniata ancora.