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01/02/2020 - QUELLA CASA CIRCONDARIALE CONSACRATA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA - A Billiemme la Madonna è di casa
Anche una Casa Circondariale?
Sì, anche una Casa Circondariale.
Perché la Consacrazione di sé, della propria famiglia, al Cuore Immacolato di Maria rende una casa ancora più casa, non solo o non tanto per profili – pur importanti – “sentimentali”.
Perché consacrare a Maria una comunità di uomini e donne, tanto più una comunità in cui il posto d’onore è occupato, non assegnato, ma occupato, dalla sofferenza, consacrare questa comunità alla Madre di Dio, illustra una verità di fede semplice quanto profonda.
Siamo tutti figli di un unico Padre.
Perché fratelli in Cristo, che Maria ha accolto ed accettato di portare nel Mondo.
Quel misterioso disegno di Dio che illustra la giustapposizione tra peccato e pena, ma esige il rispetto anche del peccatore come creatura concepita a sua immagine e somiglianza, è lì ad interpellare ognuno di noi, sin dalle parole incomparabili di Genesi 4,15 - «Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato».
Maria, madre di Dio e madre dell’umanità ci aiuta a compiere un passo avanti: oltre la dimensione della tolleranza e del rispetto, c’è quella dell’amore per il fratello.
Proprio perché siamo tutti figli di un unico Padre.
***
In quest’anno che Papa Francesco ha voluto solennizzare come Anno Giubilare della Madonna di Loreto, lo sguardo si fissa sulla “casa”.
Parliamo, naturalmente, della Santa Casa, quei pochi e sbreccati, ma antichi muri che, nel Santuario lauretano, la Tradizione vuole rappresentino le vestigia di quella che fu la dimora della Madonna a Nazareth.
Come siano arrivati lì, nel 1294, su quel colle affacciato sul mare di Porto Recanati, nelle Marche, è tutta una questione di voli angelici e di varie, poco felici, opzioni di “landing”, prima di trovare, infine, quella giusta, sul Monte Prodo.
E’ anche mediante la Tradizione che la Fede si fa cultura.
Però, al centro del messaggio teologico, c’è l’immagine della “Casa”, il luogo di elezione della “Famiglia” ed è questo il cuore della riflessione offerta da allora a noi tutti.
Una comunità, una comunità locale di uomini e donne, è una famiglia di famiglie: anche le famiglie di chi sia ristretto in carcere sono parte della comunità, una parte che soffre, che ha bisogno più di altre membra del corpo sociale delle cure e dell’amore dei fratelli.
Perché non siano abbandonate al “buio”.
Ecco, il buio: il Cappellano della Casa Circondariale, Don Pier Leo Lupano, insieme al Personale, ai Volontari, con qualcuno dei detenuti, ha composto una preghiera sapiente.
La sentiremo nel video che volentieri offriamo quale modesto contributo di VercelliOggi.it perché sia documentata questa giornata così importante per tutta la nostra comunità.
Una giornata che si deve alla Direttrice della struttura Antonella Giordano ed alla sempre formidabile “centrocampista” capace di costruire efficaci formule di gioco, nell’Area Educativa, Valeria Climaco.
Dunque, la preghiera: l’incipit è già un programma:
- Resta con noi, perché non scenda il buio;
accoglici con cuore materno, noi tuoi figli e figlie,
desiderosi di serenità.