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15/10/2020 - DOPO L'ALLUVIONE - Fare bene, fare presto - L'Assessore Regionale all'Agricoltura incontra la Bassa Vercellese
Come se fossero passati i carri armati, una guerra, qualcosa di potentemente distruttivo.
Del resto, si sa che l’acqua ha una forza inarrestabile.
E’ la Natura che si riprende i propri spazi.
Specialmente se alla Natura si mette una camicia di forza, se si pensa di poterla imbrigliare, stretta dentro una rete di canali, come se fosse un salame pressato dal cordino.
Soprattutto se si consuma il confronto impari tra i canali irrigui, che sono tenuti puliti dal lavoro meticoloso e quotidiano degli agricoltori, mentre i letti dei fiumi sono – al contrario – condannati ad una strutturale e cronica assenza di pulizia, di cura.
Perché uno dei modi che abbiamo per “condannarci” da soli al ripetersi degli eventi calamitosi, come l’alluvione del 3 ottobre scorso, è quello di legarci le mani con i “lacci e lacciuoli” di norme inique.
O, almeno, con ben poco senso e costrutto, come spesso hanno le cosiddette “leggi – manifesto”.
E’ qualcosa che sfida la Sapienza, nell’accezione più alta della parola, che è il dono della Parola:
“5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo”.
Così informa il Secondo Capitolo del Libro della Genesi.
La provvidente misericordia del Creatore affida alla creatura la cura del creato.
Senza dimenticare che qualcuno deve pur pensare a fare salire “l’acqua dei canali per irrigare tutto il suolo”.
***
Nei decenni trascorsi – sentiremo quanto dirà il Sindaco di Pezzana, Stefano Bondesan, nel nostro video – non soltanto nessuno ha pensato alla pulizia del letto dei fiumi, che così si sono riempiti di detriti.
Detriti che, in occasione di una piena, diventano un’enorme massa d’urto di migliaia e migliaia di metri cubi di materiali inerti, scagliati contro qualsiasi opera dell’uomo.
Ma, addirittura, almeno dal 1970, l’Ordinamento ha un atteggiamento sostanzialmente vessatorio e persino punitivo nei confronti delle iniziative volte a mantenere sorvegliata la portata dei corsi fluviali.
I risultati, ciclicamente, si vedono.
Sono cose che, tra un’alluvione e l’altra, restano latenti, per riemergere poi in tutta la loro severa realtà, portando distruzioni e, non di rado, lutti.
***
La visita che ieri, 14 ottobre, l’Assessore Regionale all’Agricoltura del Piemonte, Marco Protopapa, ha compiuto nella Bassa Vercellese, su invito del Sindaco di Pezzana, Stefano Bondesan (in rappresentanza di tanti Colleghi della Bassa Vercellese), ha messo in contatto Imprenditori agricoli e pubblici Amministratori.
Un contatto necessario, perché al centro di tutto, quando la piena è passata, resta la solitudine delle famiglie rurali, di chi presidia il territorio con il proprio lavoro di tutti i giorni.
Di chi – senza che nessuno glielo riconosca – fa proprio ciò che dice la Scrittura, fa “salire dalla terra l’acqua dei canali, per irrigare tutto il suolo”.
Ma poi si trova alle prese con le conseguenze della negligenza, del massimalismo proprio di un malinteso ecologismo e – peggio – delle pessime interpretazioni di norme già restrittive.
Sicchè i rappresentanti delle Istituzioni (con Bondesan, il Sindaco di Prarolo, Dario Caldera, poi il Consigliere Provinciale delegato ai Lavori Pubblici, Pier Mauro Andorno e lo stesso Presidente della Provincia, Eraldo Botta) hanno chiaramente affermato che bisognerà derogare da certe norme sull’ambiente, per consentire – senza rischi, anche penali – di mettere in sicurezza e presto, un’area devastata dalla forza delle acqua, con i manufatti irrigui frantumati dalla violenza d’urto delle tonnellate di detriti piombati sulle infrastrutture indispensabili per riprendere le coltivazioni.
L’Assessore Protopapa – lo dice chiaramente nel nostro video – informa che, proprio per questo, il primo intervento richiesto al Governo non sarà rivolto ad ottenere provvidenze dal Ministero dell’Agricoltura, ma sollecite revisioni e alleggerimenti di norme capestro a quello dell’Ambiente.
***
Il video che volentieri offriamo ai Lettori, messo a repertorio con i protagonisti della giornata di ieri, testimonia anche la necessità di un cambio di passo, nella gestione della più importante delle realizzazioni a servizio dell’Agricoltura, ma non solo: di un intero territorio, il sistema del Canale Cavour e – nel nostro territorio – il Consorzio Ovest Sesia.
L’alluvione ha dimostrato, senza “se” e senza “ma” che bisogna voltare pagina.